Cumulo pensione redditi lavoro autonomo: dichiarazione al 2/11


Autore: Redazione ENAC Informa  •  Data: 21 Ott 2026

Pubblicato il 21/10/2026

⚠️ Scadenza: chi è obbligato deve dichiarare all’INPS i redditi da lavoro autonomo 2025 entro lunedì 2 novembre 2026. Se la dichiarazione manca, la legge prevede il versamento di una somma pari a un anno di pensione.

ℹ️ In breve: i pensionati soggetti al divieto di cumulo con i redditi da lavoro autonomo li dichiarano all’INPS entro il 2 novembre 2026, con il servizio RED Precompilato. Sono esclusi, tra gli altri, vecchiaia, anzianità e chi ha 40 anni di contributi. Va indicato anche il reddito previsto per il 2026.

Il cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo obbliga alcuni pensionati a dichiarare all’INPS i redditi del 2025 entro lunedì 2 novembre 2026. Lo ricorda il messaggio INPS 3281 del 15 ottobre 2026, che applica l’articolo 10 del decreto legislativo 503/1992. Il termine coincide con quello della dichiarazione dei redditi.

Non riguarda tutti i pensionati che lavorano. L’obbligo vale per chi è soggetto al divieto di cumulo parziale, e il messaggio elenca con precisione chi ne è fuori. Per chi è dentro, però, la conseguenza dell’omissione è pesante.

Chi non deve dichiarare: le pensioni escluse

Secondo il messaggio sono esclusi dall’obbligo, perché non soggetti al divieto di cumulo:

  • i titolari di pensione e assegno di invalidità con decorrenza entro il 31 dicembre 1994;
  • i titolari di pensione di vecchiaia, cumulabile con i redditi da lavoro autonomo dal 2001, anche se liquidata nel sistema contributivo;
  • i titolari di pensione di anzianità e di prepensionamento, cumulabili dal 2009;
  • i titolari di pensione o assegno di invalidità con almeno 40 anni di contributi.

Per gli assegni di invalidità c’è una precisazione: restano comunque le riduzioni della tabella G della legge 335/1995 quando si cumulano con redditi da lavoro, anche con 40 anni di contributi.

Chi deve dichiarare e i casi particolari

Tutti gli altri pensionati con redditi da lavoro autonomo nel 2025 devono fare la comunicazione entro il 2 novembre. Il messaggio indica però alcune situazioni particolari.

Per i titolari di pensione o assegno di invalidità il divieto in concreto non si applica se nel 2025 il reddito da lavoro autonomo è stato pari o inferiore a 7.844,20 euro, cioè al trattamento minimo dell’anno. Non contano come reddito da lavoro le indennità degli amministratori locali e quelle per cariche pubbliche elettive, i compensi delle attività socialmente utili per anziani promosse da enti pubblici e privati, le indennità dei giudici tributari e le remunerazioni dei sacerdoti.

Per i dipendenti pubblici il divieto riguarda i trattamenti di inabilità, cioè le pensioni privilegiate e quelle per dispensa dal servizio. In questi casi la quota di pensione oltre il minimo è cumulabile al 70% con il lavoro autonomo, e la trattenuta non può superare il 30% del reddito. Le stesse istruzioni valgono per le pensioni di invalidità INPGI, per chi svolge lavoro sportivo e per i magistrati onorari confermati che non esercitano in via esclusiva.

Cosa si dichiara e come: il servizio RED Precompilato

I redditi da lavoro autonomo si indicano al netto dei contributi previdenziali e al lordo delle ritenute fiscali. Il reddito d’impresa va indicato anche al netto delle perdite deducibili dell’anno.

  1. Accedi al sito INPS con SPID almeno di livello 2, CNS, CIE di livello 3 o eIDAS.
  2. Cerca il servizio “La dichiarazione della situazione reddituale (RED)” e apri il RED Precompilato.
  3. Seleziona la campagna “Campagna RED 2026 anno reddito richiesto 2025”.
  4. Indica i periodi di lavoro con il reddito di ciascuno: fino a sei periodi l’anno per tipologia, in ordine e senza sovrapposizioni.

Se non ci sono redditi, va indicato comunque zero, con periodo da gennaio a dicembre, per ogni tipologia richiesta. La dichiarazione va presentata anche se la situazione non è cambiata rispetto a quella già comunicata.

La conseguenza da evitare: un anno di pensione da restituire

Il comma 8-bis dell’articolo 10 del D.Lgs. 503/1992 prevede che chi omette la dichiarazione debba versare all’INPS “una somma pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno cui si riferisce la dichiarazione”. L’INPS la preleva sulle rate di pensione.

Per evitarla basta presentare la dichiarazione nei termini, anche a zero. Chi non è sicuro di rientrare tra gli esclusi può verificarlo con il patronato, che assiste nelle pratiche di pensione.

Anche il reddito del 2026 va comunicato in anticipo

C’è un secondo adempimento. Chi nel 2026 svolge lavoro autonomo ed è soggetto al divieto di cumulo deve comunicare il reddito che prevede di guadagnare nell’anno. Su questa dichiarazione “a preventivo” l’INPS applica trattenute provvisorie, poi conguagliate con la dichiarazione a consuntivo del 2027.

Per gli altri adempimenti dei pensionati trovi la guida al supplemento di pensione per chi lavora dopo la pensione e quella sui redditi da dichiarare per evitare la revoca. Le istruzioni degli anni passati sono nell’articolo sul cumulo pensione e redditi da lavoro autonomo del 2024.

FAQ — cumulo pensione e redditi da lavoro autonomo

Domande frequenti sulla dichiarazione all’INPS entro il 2 novembre 2026

Entro quando si dichiarano all’INPS i redditi da lavoro autonomo 2025?
Entro lunedì 2 novembre 2026, termine della dichiarazione dei redditi relativa al 2025, secondo il messaggio INPS 3281/2026.

Chi ha la pensione di vecchiaia deve dichiarare?
No. La pensione di vecchiaia è interamente cumulabile con i redditi da lavoro autonomo e il messaggio la esclude dall’obbligo.

Chi ha la pensione di anzianità deve dichiarare?
No. Le pensioni di anzianità e i prepensionamenti sono cumulabili dal 2009 e sono esclusi dall’obbligo.

Con l’assegno di invalidità c’è un limite di reddito?
Per pensione e assegno di invalidità il divieto in concreto non si applica se il reddito da lavoro autonomo 2025 è pari o inferiore a 7.844,20 euro.

Cosa succede se non presento la dichiarazione?
Chi è obbligato e la omette deve versare all’INPS una somma pari all’importo annuo della pensione dell’anno di riferimento, trattenuta sulle rate.

Come si presenta la dichiarazione?
Online con il servizio RED Precompilato del sito INPS, con SPID almeno di livello 2, CNS, CIE di livello 3 o eIDAS, scegliendo la “Campagna RED 2026 anno reddito richiesto 2025”.

Se nel 2025 non ho avuto redditi devo dichiarare?
Se sei soggetto all’obbligo, sì: va indicato importo zero, con periodo da gennaio a dicembre, per ogni tipologia di reddito richiesta.


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