La decontribuzione per le lavoratrici madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato resta in vigore fino al 31 dicembre 2026. Un’agevolazione che riguarda anche infermiere, ostetriche e professioniste sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale. Ecco requisiti, importi e modalità di accesso secondo le disposizioni INPS.
Milano, 22 ottobre 2026
La Legge di Bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023, n. 213) ha introdotto una misura a sostegno delle lavoratrici madri, prevedendo l’esonero del 100% dei contributi previdenziali a loro carico, fino a un massimo di 3.000 euro annui.
L’agevolazione, disciplinata dall’articolo 1, commi 180-182, e dalla circolare INPS n. 27 del 31 gennaio 2024, è stata successivamente oggetto di chiarimenti attraverso i messaggi INPS n. 1702/2024 e n. 401/2025.
Anche nel 2026 la misura continua a rappresentare un’importante opportunità per le lavoratrici dipendenti, comprese quelle del Comparto Sanità, purché siano rispettati i requisiti previsti.
È fondamentale, tuttavia, distinguere questo esonero dal Nuovo Bonus Mamme 2026 da 60 euro mensili, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 e disciplinato dalla circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026: si tratta di due agevolazioni differenti.
Esonero contributivo mamme: chi ne ha diritto nel 2026?
Per l’anno 2026, l’esonero contributivo totale è riconosciuto alle lavoratrici che soddisfano contemporaneamente i seguenti requisiti:
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Essere madri di almeno tre figli.
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Avere il figlio più piccolo di età inferiore a 18 anni.
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Essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, anche part-time.
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Non essere impiegate con un rapporto di lavoro domestico.
Il beneficio è riconosciuto sia nel settore pubblico sia in quello privato, senza esclusioni specifiche per le dipendenti delle aziende sanitarie pubbliche.
Non è previsto un limite di reddito di 40.000 euro per accedere a questo esonero contributivo totale, diversamente da quanto stabilito per il Nuovo Bonus Mamme 2026.
E le lavoratrici con due figli?
L’estensione dell’esonero totale alle madri con due figli, il più piccolo di età inferiore a 10 anni, era prevista esclusivamente per l’anno 2024.
Il messaggio INPS n. 401 del 31 gennaio 2025 ha confermato la conclusione di tale estensione al 31 dicembre 2024, mantenendo invece l’esonero per le madri con almeno tre figli fino al termine del 2026.
Le lavoratrici con due figli possono tuttavia accedere, in presenza dei requisiti, al diverso Bonus Mamme 2026 da 60 euro mensili.
Quanto spetta con la decontribuzione mamme?
L’esonero riguarda il 100% della quota contributiva IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) a carico della lavoratrice, entro i seguenti limiti:
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3.000 euro annui di esonero massimo.
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250 euro mensili come limite massimo ordinario.
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8,06 euro giornalieri come parametro di riproporzionamento nei casi previsti di instaurazione o cessazione del rapporto durante il mese.
Il limite mensile di 250 euro vale anche per i contratti part-time, senza una riduzione proporzionale del massimale.
È importante precisare che 250 euro non rappresentano un importo fisso garantito: l’esonero corrisponde ai contributi IVS effettivamente dovuti dalla lavoratrice, entro il limite previsto.
Ad esempio, se la quota contributiva agevolabile in un determinato mese ammonta a 190 euro, l’esonero sarà pari a 190 euro e non a 250 euro.
Come cambia lo stipendio netto?
L’esonero riduce le trattenute previdenziali direttamente in busta paga, producendo generalmente un incremento della retribuzione netta.
Tuttavia, il risparmio contributivo non coincide necessariamente con l’aumento netto dello stipendio.
La riduzione dei contributi trattenuti determina infatti un incremento dell’imponibile fiscale, con conseguente applicazione della tassazione IRPEF secondo la situazione individuale.
L’agevolazione, inoltre, non riduce l’aliquota utilizzata per il calcolo delle prestazioni pensionistiche: la normativa tutela quindi la valorizzazione previdenziale dei periodi interessati.
Esonero contributivo 2026: cosa cambia per infermiere e professioniste sanitarie?
Le lavoratrici del Servizio Sanitario Nazionale possono beneficiare dell’esonero alle medesime condizioni delle altre dipendenti pubbliche.
La misura interessa quindi anche:
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Infermiere e infermiere pediatriche.
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Ostetriche.
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Fisioterapiste.
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Tecniche sanitarie e professioniste della riabilitazione.
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Professioniste della prevenzione.
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Altre dipendenti del Comparto Sanità.
Per esempio, un’infermiera assunta a tempo indeterminato presso un’ASST lombarda, madre di tre figli con il più piccolo di 7 anni, può beneficiare dell’esonero contributivo previsto dalla Legge n. 213/2023.
Diversamente, un’ostetrica con due figli e contratto a tempo indeterminato non può usufruire nel 2026 dello stesso esonero, ma potrebbe avere diritto al Nuovo Bonus Mamme, rispettando i relativi requisiti reddituali e familiari.
Quando inizia e quando termina il beneficio?
L’esonero contributivo per le madri con almeno tre figli si applica ai periodi di paga compresi tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.
Il beneficio termina al verificarsi della prima delle seguenti condizioni:
Se il terzo figlio nasce durante il 2026, il diritto all’esonero può decorrere dal mese della nascita, purché sussistano anche gli altri requisiti.
Analogamente, se un contratto a tempo determinato viene trasformato a tempo indeterminato, l’esonero può essere applicato dal mese della trasformazione.
La circolare INPS n. 27/2024 chiarisce inoltre che il beneficio può spettare anche alle lavoratrici con figli adottati o in affidamento.
Come richiedere l’esonero contributivo?
Per beneficiare dell’agevolazione, le lavoratrici possono comunicare al proprio datore di lavoro la volontà di usufruirne, indicando:
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Il numero dei figli.
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I codici fiscali di tre figli, includendo quello del più piccolo.
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Le informazioni eventualmente richieste dall’ufficio competente per la gestione del trattamento economico.
L’applicazione dell’esonero avviene attraverso gli adempimenti contributivi del datore di lavoro.
L’Utility INPS per comunicare i codici fiscali
Con il messaggio n. 1702 del 6 maggio 2024, l’INPS ha annunciato il rilascio dell’applicazione denominata Utility esonero lavoratrici madri, disponibile sul Portale delle Agevolazioni.
La procedura permette alla lavoratrice di comunicare direttamente all’Istituto i dati anagrafici e i codici fiscali dei figli.
Attenzione: l’utilizzo dell’Utility è previsto per i casi in cui la lavoratrice stia già usufruendo dell’esonero, ma i codici fiscali dei figli non risultino inseriti nei flussi contributivi UNIEMENS.
Non si tratta, quindi, di una domanda alternativa generalizzata per ottenere il beneficio.
Le lavoratrici che ritengono di avere diritto all’agevolazione, ma non la riscontrano nel cedolino, possono rivolgersi all’Ufficio Risorse Umane o al servizio incaricato dell’elaborazione delle retribuzioni per richiedere una verifica.
Esonero contributivo e Bonus Mamme 2026: quali differenze?
Nel 2026 convivono due misure distinte di sostegno alle madri lavoratrici.
| Caratteristica | Esonero contributivo totale | Nuovo Bonus Mamme 2026 |
|---|---|---|
| Importo | Fino a 3.000 € annui | 60 € mensili, fino a 720 € |
| Numero di figli | Almeno 3 | Almeno 2 |
| Età del figlio più piccolo | Inferiore a 18 anni | Inferiore a 10 anni con 2 figli; inferiore a 18 anni con almeno 3 |
| Tipo di lavoro | Dipendente a tempo indeterminato | Dipendente o autonomo, secondo i requisiti |
| Limite di reddito | Nessun limite specifico | 40.000 € annui di redditi da lavoro |
| Modalità di beneficio | Riduzione contributiva in busta paga | Pagamento diretto INPS |
Le madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato non possono ricevere il Nuovo Bonus Mamme da 60 euro nei mesi in cui è in essere tale rapporto, poiché per loro resta applicabile, in presenza dei requisiti, l’esonero totale disciplinato dalla Legge n. 213/2023.
Le madri con due figli, invece, possono accedere al Nuovo Bonus Mamme anche se assunte a tempo indeterminato.
Per approfondire requisiti, importi, modalità di domanda e scadenze della nuova misura, consulta il nostro articolo:
Bonus Mamme 2026: fino a 720 euro, domande aperte e novità INPS.
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