i rischi e i costi nascosti in un caso emblematico in Sicilia


Comprare una casa in Sicilia per un euro. Sembra il classico slogan pensato per attirare click, e invece è un’iniziativa reale che negli ultimi quindici anni ha fatto il giro del mondo, conquistando le pagine di testate internazionali come il New York Times, la CNN e la BBC. Dietro la promessa di un affare da sogno, però, si nasconde spesso una realtà molto più complessa e costosa. È quello che hanno scoperto Tam e Gary Holm, coppia statunitense della California, che dopo essersi lasciati sedurre dal fascino delle case a 1 euro a Sambuca di Sicilia si sono ritrovati a fare i conti con una spesa complessiva pari a circa 160 mila euro. Una cifra quasi sei volte superiore rispetto al budget iniziale.

Il sogno siciliano di Tam e Gary Holm

Tutto comincia nel 2019, quando Gary lavorava in Inghilterra e la coppia si imbatte online in un articolo dedicato alle case vendute per un euro in alcuni borghi italiani a rischio spopolamento. Incuriosita, Tam scrive un’email all’indirizzo indicato nell’articolo e riceve una risposta a sorpresa: quella del sindaco di Sambuca di Sicilia, uno dei comuni più noti per aver lanciato il celebre programma.

Il primo cittadino racconta ai due coniugi che sono previsti tour organizzati alla scoperta del borgo e delle abitazioni in vendita simbolica. Tam e Gary decidono di partire per la Sicilia, senza mai esserci stati prima, spinti soprattutto dalla curiosità e dal desiderio di vivere un’esperienza fuori dagli schemi. Una volta arrivati a Sambuca, tra vicoli in pietra, cantine storiche e un centro abitato che profuma di tradizione, la coppia si innamora del luogo. Decidono così di partecipare all’asta per una delle case simbolo dell’iniziativa.

Come è ben chiaro capire, la cifra di un euro per comprare una casa è soltanto la base di partenza di un’asta pubblica, non il costo reale dell’operazione. Tam e Gary fanno un’offerta di 5.000 euro per un immobile, ma non riescono ad aggiudicarselo: qualcun altro rilancia con una cifra più alta.

Nonostante la delusione, la coppia non rinuncia al proprio progetto siciliano. Decidono così di rivolgersi al mercato privato, bypassando il canale dell’asta comunale, e acquistano due immobili distinti direttamente dai proprietari. La prima casa costa 19 mila euro, comprensivi dei lavori iniziali di tinteggiatura, impianto idraulico ed elettrico. Poco dopo, quando scoprono che anche la casa accanto è in vendita, decidono di acquistare pure quella per altri 8 mila euro. In totale, la spesa per i due immobili si ferma a circa 27 mila euro, pari a poco meno di 30 mila dollari: una cifra lontana dall’euro simbolico raccontato dai media, ma ancora sostenibile rispetto a quanto sarebbe accaduto in seguito.

Cosa è andato storto: i problemi strutturali emersi dopo l’acquisto

È a questo punto della storia che il sogno di Tam e Gary comincia a complicarsi seriamente. Una volta diventati proprietari delle due abitazioni, la coppia avvia le necessarie ispezioni tecniche propedeutiche ai lavori di ristrutturazione. Ed è proprio durante questa fase che emergono le prime criticità e i costi cominciano a lievitare per opere e lavori che, come per tutte le case a un euro, si dovrebbero mettere in conto, anche se non proprio in maniera così esagerata, 

Le verifiche effettuate sugli edifici rivelano problemi strutturali significativi, tali da rendere indispensabile un intervento ben più profondo rispetto a una semplice ristrutturazione estetica. A complicare ulteriormente la situazione contribuisce anche un dettaglio apparentemente marginale ma in realtà molto impegnativo: le due case, pur essendo confinanti, presentano piani a quote diverse. Per unire le due abitazioni in un unico immobile abitabile, la coppia è costretta ad assumere un ingegnere e a realizzare un’apertura nel muro divisorio, con tutte le complicazioni tecniche ed economiche che un’operazione del genere comporta in un edificio storico.

I lavori si trasformano così in un cantiere ben più ampio e articolato di quanto preventivato: non più semplici ritocchi, ma un intervento strutturale completo su due edifici d’epoca, con tutte le difficoltà tipiche del recupero del patrimonio abitativo dei centri storici siciliani, spesso segnato da decenni di abbandono.

Il conto finale: 160 mila euro, quasi sei volte la spesa iniziale

Alla fine dei lavori, il conto complessivo sostenuto da Tam e Gary Holm per trasformare le due case fatiscenti in un’unica abitazione vivibile ammonta a circa 160 mila euro. Una cifra che comprende non solo l’acquisto degli immobili, ma anche tutti gli interventi resi necessari dai problemi strutturali emersi in corso d’opera, dalla sistemazione degli impianti alla fusione delle due unità abitative.

Facendo un rapido calcolo, si tratta di un investimento quasi sei volte superiore rispetto ai 27 mila euro spesi inizialmente per comprare le due case. Un divario enorme, che racconta bene la distanza tra la narrazione mediatica delle case a 1 euro e la realtà concreta di chi decide di investire in questi progetti. Nonostante ciò, va detto che la coppia non ha mai raccontato l’esperienza come un vero e proprio incubo nel senso più negativo del termine: in diverse interviste rilasciate a testate internazionali, Tam e Gary hanno più volte sottolineato il forte senso di comunità trovato a Sambuca e la soddisfazione personale di aver riportato in vita un pezzo di storia siciliana, nonostante i costi ben più alti del previsto.

Il fenomeno delle case a 1 euro: un modello nato per contrastare lo spopolamento

Per comprendere fino in fondo la vicenda di Tam e Gary è utile inquadrare il contesto più ampio in cui si muove il programma delle case a 1 euro. L’iniziativa nasce ufficialmente a Salemi, in provincia di Trapani, nel 2008, con un obiettivo ben preciso: non tanto vendere immobili a prezzi stracciati, quanto piuttosto contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi e recuperare un patrimonio edilizio storico lasciato per anni in stato di abbandono.

Da Salemi, la formula si è progressivamente diffusa in numerosi altri comuni italiani, con Sambuca di Sicilia, Gangi, Mussomeli e Troina diventati veri e propri simboli del progetto a livello internazionale. Negli ultimi quindici anni, oltre settanta comuni italiani hanno sperimentato una qualche versione di questa formula, dalla Sicilia alla Sardegna, passando per Calabria, Abruzzo e Toscana.

Il meccanismo, in genere, prevede che l’immobile venga assegnato tramite asta pubblica, con base di partenza fissata a un euro simbolico, ma con l’obbligo per l’acquirente di impegnarsi a ristrutturare la casa entro un termine stabilito, spesso tra i due e i tre anni, versando anche una cauzione a garanzia dell’effettivo avvio dei lavori. Proprio i costi di ristrutturazione, quasi sempre sottovalutati in partenza, rappresentano il vero nodo critico dell’intera operazione.

Le lezioni da trarre dall’esperienza della coppia americana

La vicenda di Tam e Gary Holm offre alcuni spunti preziosi per chiunque stia valutando di lanciarsi in un’avventura simile. Prima di tutto, è fondamentale comprendere che il prezzo di 1 euro rappresenta soltanto la base d’asta, non il costo effettivo dell’operazione: nella maggior parte dei casi, chi vuole davvero aggiudicarsi un immobile deve competere con altri offerenti, arrivando a spendere cifre ben più consistenti.

In secondo luogo, prima di procedere con l’acquisto è essenziale far effettuare perizie tecniche approfondite, capaci di individuare in anticipo eventuali problemi strutturali dell’edificio, così da avere un quadro realistico dei costi complessivi da sostenere. Infine, chi decide di intraprendere questo tipo di progetto dovrebbe farlo con la giusta consapevolezza: le case a 1 euro possono davvero regalare un’esperienza di vita unica e un forte legame con la comunità locale, come raccontato più volte dalla stessa coppia californiana, ma difficilmente si trasformano in un affare economicamente vantaggioso nel senso tradizionale del termine.

La storia di Tam e Gary Holm, insomma, conferma un principio semplice quanto importante: dietro ogni titolo acchiappaclic si nasconde sempre una realtà più sfumata, fatta di imprevisti, costi nascosti e, talvolta, anche di grandi soddisfazioni personali.

Arch. Giuseppe Bergodi

Giuseppe Bergodi � un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di propriet� residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi…


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