Supply chain: il magazzino come nodo strategico della logistica, l’esperienza Modulblok


C’è un cambio di paradigma in atto nella logistica industriale e riguarda il ruolo stesso del magazzino. Non più terminale passivo della supply chain, ma nodo attivo che governa flussi di merci, persone, dati e continuità operativa. È la tesi attorno a cui realtà come Modulblok hanno costruito il proprio modello operativo: il magazzino non solo come infrastruttura, ma come sistema ingegneristico complesso, che richiede progettazione integrata, competenze specialistiche e capacità di evolversi nel tempo.

Il driver dell’innovazione
Un punto di vista guidato dall’innovazione, che oggi diventa un vero e proprio esempio da seguire, come dimostrano anche i dati dell’Osservatorio del Politecnico Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano relativi all’adozione di soluzioni guidate dall’intelligenza artificiale, mirate all’ottimizzazione di spazi, movimenti e scorte. Ad oggi, oltre la metà delle aziende committenti di servizi logistici (53%) è coinvolta in progetti di AI. In particolare, quasi un terzo delle aziende committenti (30%) applica questa tecnologia ai processi logistici. In chiave prospettica, nei prossimi tre anni il grado di adozione dell’AI nel settore aumenterà al 44 per cento. Le attività interessate da questa rivoluzione sono, soprattutto, la gestione degli ordini (14%), la previsione della domanda e il riordino dei materiali (14 per cento).

Oltre il just-in-time: la resilienza come nuovo paradigma logistico
Per anni il just-in-time ha dominato la logistica: zero scorte, consegne puntuali, massima efficienza lineare. La pandemia del 2020 ha infranto questo modello quando le fabbriche asiatiche si sono fermate e i container sono rimasti bloccati nei porti. Ne è seguito un ripensamento strutturale, con un nuovo ruolo strategico assunto dal magazzino, chiamato a rispondere in modo piè efficiente e flessibile all’eventualità di picchi di domanda, cicli di vita più brevi, standard normativi crescenti. Modulblok ha anticipato questa traiettoria prima che diventasse standard di mercato. Nata nel Nord-Est come produttore specializzato di scaffalature, l’azienda ha progressivamente trasformato il proprio modello fino a diventare un partner tecnico-industriale capace di integrare struttura, automazione e compliance normativa in un’unica soluzione progettuale. Quasi cinquant’anni di storia che riflettono, fase per fase, le trasformazioni del comparto: dal magazzino statico e manuale degli anni Settanta e Ottanta, alla crescente complessità degli anni Duemila, fino all’attuale modello di nodo intelligente e interconnesso della supply chain. 

Il magazzino del futuro: più intelligente, più integrato, più scalabile.

 
Un percorso di rafforzamento su quattro assi
L’approccio “engineering-driven” di Modulblok è il risultato di un percorso di crescita strutturato, che negli ultimi anni si è consolidato lungo quattro direttrici precise. Sul piano industriale e tecnologico, l’azienda ha investito in nuova capacità produttiva e automazione degli impianti, con l’obiettivo di garantire qualità e scalabilità alle commesse più complesse (oggi oltre 4.000 l’anno, con più di 18.000 installazioni nel mondo e 340.000 codici attivi, su 25.000 m² di aree produttive e operative). Sul piano societario, invece, l’integrazione con Logaut — specializzata in soluzioni automatiche modulari e software come satelliti ad alta densità, sistemi multiprofondìtà e trasloelevatori — ha reso possibile progettare impianti realmente scalabili, dove struttura fisica e automazione dialogano fin dalla fase di progettazione. Il terzo pilastro dello sviluppo sorregge il piano organizzativo: la società ha infatti rafforzato le competenze ingegneristiche interne, con un team di 140 collaboratori in grado di gestire la crescente complessità dei sistemi intralogistici, dalle variabili strutturali (carichi, vincoli sismici) a quelle operative (picchi di domanda, normative). L’ingresso del fondo Equinox III con l’acquisizione del 60% del capitale ha sostenuto questo processo con una governance più strutturata e una visione di crescita manageriale di lungo periodo. Infine, sul piano della sostenibilità, Modulblok ha adottato un approccio misurabile e progressivo: certificazioni, carbon footprint di organizzazione 2023–2024, assessment ESG della supply chain, potenziamento fotovoltaico fino a circa 900 MWh/anno (circa 60% del fabbisogno elettrico) e interventi per ridurre consumi energivori nel reparto verniciatura grazie a nuove cabine robotizzate ad alta efficienza. Un insieme di iniziative che non risponde solo a logiche reputazionali, ma si integra nella proposta di valore dell’azienda: progettare magazzini che siano efficienti, sicuri e sostenibili nel tempo.
Crescita internazionale e visione di sistema
Sul fronte dei mercati, l’estero rappresenta circa il 20% del fatturato, con una presenza principalmente europea in crescita progressiva. Una quota che riflette la solidità della base domestica e la complessità del mercato internazionale, sempre più influenzato da dinamiche geopolitiche. La traiettoria di Modulblok si muove lungo due direttrici complementari: l’evoluzione tecnologica del prodotto e la crescita organizzativa di persone e processi. Un’ambizione coerente con la tesi che guida l’azienda: il magazzino non è più infrastruttura. È un sistema ingegneristico che governa flussi di cose, persone, dati e continuità operativa. E chi lo progetta deve essere in grado di pensarlo come tale, come testimoniano gli esempi di NaturaSì, azienda leader in Italia nella distribuzione e vendita di prodotti biologici e biodinamici, e Danieli Officine Meccaniche, leader mondiale nella costruzione di impianti siderurgici. Esigenze diverse, risposte su misura. Nel caso di NaturaSì, con oltre 65.000 referenze da gestire tra prodotti secchi, freschi e a temperatura controllata, l’azienda necessitava di un magazzino capace di integrare diversi flussi, garantendo accessibilità diretta e condizioni ambientali controllate. Modulblok ha realizzato un’ottimizzazione degli spazi interni all’interno di una superficie di 14.000 mq con 10 metri di altezza utile, realizzando una struttura sismoresistente conforme a normative e sicurezza. Un intervento sviluppato anche come consulenza continuativa, estesa ad assistenza e service, per assicurare continuità operativa e scalabilità nel tempo.
Per Danieli Officine Meccaniche, invece, la sfida non era di quantità, ma di qualità del flusso: gestire circa 4.700 bobine d’acciaio da 3 tonnellate ciascuna con un ritmo di 60 bobine all’ora per 48 ore consecutive, in uno spazio di 6.150 m² e 14 m di altezza. Modulblok ha sviluppato un magazzino automatico con trasloelevatori e navette satellite in multi-profondità, introducendo una soluzione tecnica originale che ha garantito precisione di movimento e stabilità dinamica senza aumentare i costi strutturali: massima densità di stoccaggio, continuità operativa piena e sicurezza elevata in uno degli ambienti industriali più critici.

www.modulblok.com.


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