Gli unici atti del Comune al Ministero sono stati favorevoli. La posizione contraria è arrivata dopo


Grattagliano in consiglio comunale

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Progetto di MGI SRL, il Consiglio comunale dice NO. Ma agli atti del Ministero restano due atti comunali favorevoli. Il Comitato “Salviamo Monopoli e il Mare”: “Ora vanno superati formalmente. E ci si ascolti”

Il Consiglio comunale di Monopoli ha approvato, con 23 voti favorevoli e 2 astensioni, la delibera di
contrarietà al progetto di campo boe, sealine e pipeline del Gruppo Marseglia. Ne prendiamo atto con
favore. Ma è doveroso ricostruire, documenti alla mano, come ci si è arrivati e che cosa manca ancora.
Prima gli atti favorevoli, poi il NO –
• 13 agosto 2026: il Dirigente dell’Area III del Comune deposita sul portale del MASE (prot.
0173890) un’osservazione con cui esprime “nulla osta dal punto di vista edilizio-urbanistico”,
riservandosi in Conferenza di Servizi di valutare “opere compensative” per l’erosione costiera.
• 26 agosto 2026: il Comitato scrive via PEC al Comune, allegando le proprie osservazioni al
MASE. Chiede di farle proprie, in tutto o in parte, e di trasmetterle al Ministero, e chiede un
incontro per un confronto aperto. Non abbiamo ricevuto alcun invito né alcun incontro.
• 28 agosto 2026, il giorno prima della scadenza del termine del 29 agosto, il Comune trasmette
al MASE, alla Commissione tecnica VIA-VAS e alla società proponente il parere dell’Area
IV – Ambiente, Ecologia e Paesaggio (prot. 62835), firmato dal Dirigente il 27 agosto, quindi
dopo la nostra PEC. Il parere è “favorevole con condizioni”. Precisa di valere solo per i
profili di competenza comunale e di non sostituire la valutazione statale, ma è un parere
favorevole.
• 10 settembre 2026: solo dopo settimane di mobilitazione e a termine scaduto, il Sindaco
annuncia in conferenza stampa, una settimana prima dell’assemblea pubblica del 17
settembre, il giudizio politico negativo.
• 28 settembre 2026: il Consiglio approva la delibera.
Nel termine utile, quindi, gli unici atti del Comune davanti al Ministero sono stati favorevoli. La
posizione contraria è arrivata dopo.

presenti oleodottoLa piazza, prima del Consiglio – Il 17 settembre oltre tremila persone, secondo le stime, hanno riempito piazza XX Settembre per l’assemblea pubblica indetta dal Comitato, mentre la petizione contraria all’opera contava circa 3.850
adesioni. Quella sera i cittadini hanno visto le immagini del progetto e del fondale interessato, con le
praterie di Posidonia e il coralligeno, e hanno ascoltato le ragioni tecniche e giuridiche che sostengono
le nostre osservazioni. È stata una partecipazione civica e apartitica, e ha consegnato al Consiglio un
mandato chiaro: un voto vero, non simbolico. Per questo ci aspettavamo che quelle osservazioni
entrassero nell’atto, e non che restassero una citazione nelle premesse.
Il parere favorevole rimane agli atti – Il parere dell’Area IV riconosce lacune nel progetto e, ciononostante conclude in senso favorevole e propone 18 condizioni, tra cui, alla n. 18, un programma di compensazione per l’erosione costiera
a carico del proponente. La stessa logica compensativa compare nell’osservazione del 13 agosto.
La delibera approvata si limita a precisare che i contributi tecnici precedenti sono “circoscritti agli
aspetti istruttori settoriali”. Non li ritira, non li supera, non chiede al Ministero di non tenerne conto.
Il rischio è concreto: davanti al MASE il Comune si presenta con un NO politico e, nello stesso
fascicolo, con atti tecnici che indicano a quali condizioni l’opera potrebbe andare avanti e quali
compensazioni chiedere. Per questo, nella nostra proposta alternativa, avevamo previsto che nessuna misura compensativa potesse superare l’esito negativo della valutazione di incidenza, e che qualunque intesa fosse
sottoposta prima al Consiglio. Quel punto non è stato accolto.

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Due atti a confronto – La delibera approvata accoglie l’impostazione di fondo, cioè la richiesta di un esito negativo della
VIA, ma lascia fuori punti essenziali della nostra proposta:
• Le osservazioni del Comitato. Chiedevamo che il Consiglio le facesse proprie ai sensi
dell’art. 42 TUEL, allegandole all’atto. Nel testo compare solo un richiamo nelle premesse
(“visti e condivisi, nei limiti di quanto sopra considerato”). Non sono allegate né richiamate
nel dispositivo.
• Inchiesta pubblica ex art. 24-bis D.Lgs. 152/2006: assente.
• Valutazione unitaria e frazionamento, parco serbatoi (“1° step”, già autorizzato e in
cantiere) compreso: assente.
• Autotutela sull’Autorizzazione Unica ZES e sospensione dei lavori: assenti.
• Antinomia tra regime ZES e “infrastruttura strategica”: non recepita.
• Pubblicazione degli elaborati integrativi del 10 luglio 2026 prima della decisione: non
recepita.
• Esclusione delle misure compensative come via per superare l’esito negativo: assente.
• Partecipazione. Chiedevamo la presentazione pubblica del progetto e l’audizione del
Comitato e delle categorie produttive della città. Il testo prevede solo una generica
informazione alla cittadinanza.
Vanno riconosciuti anche gli elementi utili del testo approvato: la richiesta al MASE di un provvedimento negativo, il mandato a Sindaco e Giunta per iniziative anche giudiziarie, la richiesta di partecipare alla eventuale Conferenza di Servizi con dissenso motivato, il diniego di deroghe sull’occupazione del suolo pubblico e l’invito alla Regione a non prestare l’Intesa. Li valuteremo alla prova dei fatti.
Un confronto negato – Il Comitato ha raccolto migliaia di firme e depositato oltre quaranta rilievi tecnico-giuridici. Ha
chiesto un incontro pubblico di confronto e non è stato ricevuto. Non è stato invitato né ascoltato nei
lavori della Commissione consiliare Ambiente. Un’istruttoria tecnica ricevuta dalla cittadinanza è stata trattata con una mera citazione nelle premesse.
Cosa chiediamo ora
1. Che Sindaco e Giunta comunichino formalmente al MASE che la delibera consiliare prevale sui contributi tecnici precedenti, e che il Comune non intende più sostenere condizioni o compensazioni che presuppongano la realizzazione dell’opera.
2. Che vengano portati nell’eventuale Conferenza di Servizi i temi lasciati fuori dalla delibera: inchiesta pubblica, valutazione unitaria del polo logistico, autotutela sull’Autorizzazione Unica ZES.
3. Che le osservazioni del Comitato siano trasmesse al MASE anche a nome dell’Ente.
4. Che il Comitato sia convocato in audizione in Commissione e in Consiglio, e ricevuto
dall’Amministrazione come richiesto il 26 agosto.
La battaglia non si ferma – Una delibera di contrarietà non blocca il progetto. La VIA è aperta presso il Ministero e il Parco
serbatoi va avanti. Il Comitato continuerà a vigilare sull’attuazione dei mandati, a sostenere in ogni sede le osservazioni già depositate e a informare i cittadini. La città che il 17 settembre ha riempito la piazza continuerà a essere presente, con i documenti e con la partecipazione. Il NO è stato messo nero su bianco. Ora deve diventare azione, e non può convivere con atti comunali che indicano al Ministero come autorizzare il progetto.

Comitato “Salviamo Monopoli e il Mare”
Il portavoce
Avv. Filippo Grattagliano


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