Condividi l’articolo:
Nuove risorse per sostenere le edicole, rafforzare la distribuzione di quotidiani e periodici e aiutare le imprese editrici a fronteggiare l’aumento dei costi di produzione.
Per il 2026 sono previsti finanziamenti fino a 57 milioni di euro, destinati a diverse categorie di operatori della filiera editoriale, con contributi calcolati sulle spese sostenute, sulle attività di distribuzione e sulle copie cartacee vendute.
Le misure sono individuate dal DPCM 30 luglio 2026, adottato ai sensi dell’articolo 1, comma 6, della legge n. 198/2016, nell’ambito degli interventi finanziati dal Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria.
Il provvedimento definisce cinque linee di sostegno, rivolte alle edicole esclusive, ai punti vendita non esclusivi, alle imprese di distribuzione e agli editori di quotidiani e periodici.
Edicole esclusive, contributi fino a 4.500 euro per le spese del 2025
Per le imprese che gestiscono punti vendita esclusivi di giornali e riviste è previsto un contributo pari all’80% delle spese sostenute nel 2025, fino a un massimo di 4.500 euro per ciascun beneficiario.
L’agevolazione interessa diverse tipologie di costi legati alla gestione e alla modernizzazione dell’attività commerciale.
Tra le spese ammissibili rientrano:
- tributi locali, quali IMU, TASI, CUP e TARI;
- canoni di locazione dei locali utilizzati per l’attività;
- utenze, comprese energia elettrica, telefonia e collegamento a Internet;
- acquisto o noleggio di registratori di cassa, anche telematici;
- acquisto o noleggio di dispositivi POS;
- spese per la trasformazione digitale e l’ammodernamento tecnologico;
- polizze assicurative relative all’esercizio dell’impresa;
- servizi di assistenza contabile e fiscale.
Le spese devono essere considerate al netto dell’IVA, ove prevista.
NOTA BENE: Un trattamento più favorevole è riservato alle nuove attività. Per le edicole che hanno aperto un nuovo punto vendita esclusivo nel 2025 oppure hanno rilevato un’attività di rivendita preesistente, il contributo è incrementato del 20%, fermo restando il limite massimo di 4.500 euro.
Per questa misura il decreto stabilisce uno stanziamento complessivo di 9 milioni di euro.
Consegne a domicilio, contributo aggiuntivo fino a 500 euro
Un’ulteriore agevolazione riguarda le edicole che nel corso del 2025 hanno effettuato anche la consegna a domicilio di quotidiani e periodici documentabili.
In questo caso è riconosciuto un contributo aggiuntivo fino a 500 euro, che si affianca al sostegno previsto per le spese di gestione dei punti vendita esclusivi.
La misura punta a valorizzare i servizi di distribuzione diretta ai lettori, sostenendo le attività che hanno ampliato le proprie modalità di vendita.
Le risorse disponibili ammontano a 1 milione di euro.
Punti vendita non esclusivi, aiuti nei comuni senza edicole
Il sostegno alla rete commerciale comprende anche gli esercizi che vendono giornali e periodici in maniera non prevalente, purché svolgano l’attività in comuni privi di edicole.
L’articolo 2 del DPCM 30 luglio 2026 riconosce a questi operatori un contributo pari all’80% delle spese sostenute nel 2025, fino a 4.500 euro per esercizio.
Le categorie di costi ammissibili coincidono sostanzialmente con quelle previste per le edicole esclusive e comprendono tributi, locazioni, utenze, strumenti tecnologici, digitalizzazione, assicurazioni e assistenza amministrativa.
L’importo effettivamente spettante viene determinato considerando:
- i ricavi derivanti dalla vendita di quotidiani, riviste e periodici;
- i ricavi complessivi del singolo punto vendita;
- i valori riferiti all’anno 2025.
Il contributo è quindi rapportato all’incidenza della vendita di prodotti editoriali sul volume complessivo dell’attività commerciale.
Per questa linea di intervento è previsto un limite di spesa di 500 mila euro.
Nota bene: I contributi destinati alle edicole esclusive e ai punti vendita non esclusivi sono concessi nel rispetto del regime de minimis, disciplinato dal Regolamento UE 2023/2831. Le imprese beneficiarie devono quindi rispettare i limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di importo ridotto.
Distribuzione dei giornali, fino a 800 euro per comune servito
Per garantire una presenza capillare di quotidiani e periodici sul territorio nazionale, il decreto introduce un sostegno specifico a favore delle imprese di distribuzione.
L’agevolazione è riconosciuta alle aziende che, nel 2026, effettuano forniture dirette alle edicole e, nei comuni in cui queste sono assenti, agli esercizi commerciali che vendono quotidiani e periodici in via non prevalente.
Il contributo è determinato in funzione del numero dei comuni serviti ed è pari a:
- 600 euro per ogni comune rifornito con meno di 5.000 abitanti;
- 800 euro per ciascun comune rifornito con meno di 5.000 abitanti situato nelle Aree Interne individuate dalla mappatura relativa al ciclo di programmazione 2021-2027.
L’incentivo si applica anche alla fornitura di nuovi punti vendita attivati nel corso del 2026 nei comuni interessati.
Per ottenere il beneficio, le imprese devono inoltre garantire condizioni di fornitura rispettose del principio di non discriminazione e delle disposizioni contenute nell’articolo 5 del decreto legislativo n. 170/2001, favorendo la modernizzazione della distribuzione attraverso strumenti informatici e sistemi di gestione condivisa.
La dotazione finanziaria complessiva è fissata in 1,5 milioni di euro.
Editori di quotidiani e periodici, 8 centesimi per copia venduta
La quota più consistente delle risorse è destinata direttamente alle imprese editrici di quotidiani e periodici, con l’obiettivo di compensare, almeno in parte, gli effetti dell’aumento dei costi di produzione e sostenere la domanda di informazione.
L’articolo 4 del DPCM 30 luglio 2026 prevede un contributo di 8 centesimi di euro per ogni copia cartacea venduta nel corso del 2024.
Ai fini del calcolo sono considerate le copie distribuite:
- attraverso le edicole;
- mediante abbonamento;
- presso punti vendita non esclusivi.
Sono invece escluse le copie oggetto di vendita in blocco, che non concorrono alla determinazione del beneficio.
Il finanziamento complessivo destinato agli editori raggiunge 45 milioni di euro, rappresentando la principale voce di spesa dell’intero provvedimento.
Risorse 2026, ripartizione e provvedimenti attuativi
Le cinque misure previste dal decreto comportano un impegno finanziario massimo di 57 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria.
Nel caso in cui le richieste ammesse superino gli stanziamenti disponibili per una determinata misura, le risorse saranno distribuite tra i beneficiari attraverso una riduzione proporzionale dei contributi spettanti.
Il decreto rinvia a successivi provvedimenti del Dipartimento per l’informazione e l’editoria la definizione dei requisiti e delle modalità operative per accedere agli incentivi.
In particolare:
- per i contributi alle edicole esclusive e ai punti vendita non esclusivi, i provvedimenti attuativi devono essere adottati entro 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto;
- per i contributi alle imprese di distribuzione e agli editori, i provvedimenti devono essere adottati entro 45 giorni dalla pubblicazione della decisione della Commissione europea.
L’efficacia delle misure destinate alle imprese di distribuzione e alle imprese editrici è infatti subordinata all’autorizzazione della Commissione europea, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





