Sicurezza stradale in Italia: evoluzione normativa e analisi statistica


L’assetto della tutela penale della sicurezza stradale ha conosciuto negli ultimi anni interventi legislativi significativi, che ne hanno ridisegnato la cornice sostanziale quanto quella processuale. Il punto di svolta è rappresentato dalla legge 23 marzo 2016, n. 41, con cui il legislatore ha introdotto nel codice penale le fattispecie autonome di omicidio stradale (art. 589-bis c.p.) e lesioni personali stradali gravi o gravissime (art. 590-bis c.p.), superando il previgente sistema che riconduceva tali condotte alle ipotesi colpose comuni. La riforma ha delineato un micro-sistema punitivo differenziato, imperniato su circostanze aggravanti specifiche legate allo stato di ebbrezza alcolica, all’alterazione da stupefacenti e alla violazione delle norme sulla circolazione, con pene edittali sensibilmente inasprite rispetto al passato. L’omicidio stradale aggravato dallo stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l prevede, ad esempio, una pena da otto a dodici anni di reclusione.

Il nuovo Codice della strada interviene sulla guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti, l’uso improprio di dispositivi elettronici alla guida e la circolazione dei monopattini elettrici

Un secondo intervento di grande impatto sistematico è giunto con il D.l., 10 ottobre 2022, n. 150 (cosiddetta “Riforma Cartabia”), che ha modificato il regime di procedibilità per le lesioni personali stradali, trasformando da procedibili d’ufficio a procedibili a querela le ipotesi di cui all’art.590-bis C.p. non aggravate dalle condizioni psicofisiche del conducente. La scelta, di chiara matrice deflattiva e conciliativa, ha ridimensionato il carico degli uffici giudiziari, come emerge dai dati che saranno esaminati più avanti. La L., 25 novembre 2024, n. 177, recante “Interventi in materia di sicurezza stradale e delega al Governo per la revisione del Codice della strada”, entrata in vigore il 14 dicembre 2024, ha introdotto un ulteriore inasprimento sanzionatorio. Le modifiche riguardano, tra l’altro, la guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti, l’uso improprio di dispositivi elettronici alla guida e la circolazione dei monopattini elettrici. Per i recidivi alla guida in stato di ebbrezza è previsto, in particolare, l’obbligo di installazione del dispositivo alcolock e, nei casi più gravi, la revoca della patente.

Stabilito uno stanziamento di 29 milioni di euro per l’anno 2026 da destinare al fondo per la sicurezza urbana e stradale

Il D.L. 11 aprile 2025, n. 48 ha inasprito il sistema sanzionatorio per le violazioni stradali e i blocchi alla circolazione, introducendo una sanzione da 200 a 600 € per il mancato arresto all’alt della polizia e portando la multa da 1.500 a 6.000 €, con sospensione della patente fino a un anno, per chi non si ferma dopo un incidente senza configurare reato. Inoltre, lo stesso provvedimento ha trasformato in illecito penale il blocco della circolazione stradale o ferroviaria, prevedendo la reclusione fino a un mese che sale fino a due anni se l’azione è compiuta da più persone riunite. Successivamente, il D.L., 24 febbraio 2026, n. 23 ha introdotto una nuova e più grave fattispecie di reato che punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni, insieme alla sospensione della patente e alla confisca del veicolo, chi si dà alla fuga dopo il mancato alt mettendo in pericolo l’incolumità pubblica. Per agevolare l’applicazione di questa norma, il decreto consente ora l’arresto differito qualora ragioni di sicurezza impediscano l’intervento immediato, disponendo infine lo stanziamento di ulteriori 29 milioni di euro per l’anno 2026 da destinare al fondo per la sicurezza urbana e stradale. Il quadro complessivo che emerge è quello di un legislatore progressivamente più severo, orientato a rafforzare tanto la prevenzione generale quanto la risposta sanzionatoria, in un contesto in cui i dati statistici continuano a mostrare una mortalità stradale ancora lontana dagli obiettivi europei di dimezzamento entro il 2030.

I dati nazionali sui sinistri stradali

I dati pubblicati dall’Istat e dall’Aci nel luglio 2025 offrono un quadro aggiornato e articolato del fenomeno. Nel 2024 si sono verificati in Italia 173.364 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno causato 3.030 vittime e 233.853 feriti. Rispetto al 2023, il numero dei decessi rimane pressoché stabile (-0,3%), mentre si registra un aumento significativo sia degli incidenti sia dei feriti (+4,1% per entrambi). Il dato si inserisce in un trend di medio-lungo periodo che mostra una progressiva riduzione della mortalità stradale, ma con un rallentamento preoccupante negli ultimi anni. Rispetto al 2019 le vittime sono diminuite del 4,5%, un progresso ancora distante dall’obiettivo intermedio del dimezzamento. Parallelamente, il tasso di mortalità stradale si attesta a 51,4 morti per milione di abitanti, valore che colloca l’Italia al diciannovesimo posto nella graduatoria europea, ben al di sopra della media UE27 (44,8).

Il costo sociale complessivo dell’incidentalità stradale con lesioni a persone è stimato in circa 18 miliardi di euro, quasi l’1% del Pil nazionale

Il costo sociale complessivo dell’incidentalità stradale con lesioni a persone è stimato in circa 18 miliardi di euro, quasi l’1% del Pil nazionale. Se si considerano anche i sinistri con soli danni materiali, il costo sale a circa 22,6 miliardi. L’analisi per àmbito stradale evidenzia come il maggior numero di incidenti si verifichi sulle strade urbane (73,2%), ma la quota più elevata di decessi si concentri sulle strade extraurbane (48,6%), dove l’indice di mortalità raggiunge 4,0 vittime ogni 100 incidenti, contro 1,0 sulle strade urbane e 2,7 sulle autostrade. Rispetto al 2023, le vittime aumentano sulle autostrade (+7,1%) e sulle strade extraurbane (+0,1%), mentre calano sulle strade urbane (-2,1%).

Le stime preliminari del primo semestre 2025

Secondo le stime preliminari Istat diffuse nel novembre 2025, nel periodo gennaio-giugno 2025 si osserva una diminuzione del numero di incidenti (82.344; -1,3%), dei feriti (111.090; -1,2%) e, in misura più consistente, delle vittime (1.310; -6,8%) rispetto allo stesso periodo del 2024. Il dato è incoraggiante anche nel confronto con il 2019: rispetto al primo semestre di quell’anno, le vittime calano del 14,6%, un progresso più marcato di quanto registrato nell’intero 2024 (-4,5%). L’andamento mensile mostra, tuttavia, oscillazioni significative: dopo cali consistenti nei primi mesi dell’anno (con un picco di -34,5% a marzo rispetto al 2019), il mese di giugno 2025 registra un aumento del 10,4% delle vittime rispetto a giugno 2024, segnale che suggerisce cautela nell’interpretazione del dato complessivo. L’analisi per categoria di strada evidenzia dinamiche differenziate: le vittime aumentano sulle autostrade (+4,4% rispetto al primo semestre 2024), mentre calano sulle strade urbane (-8,4%) e su quelle extraurbane (-7,1%).

I dati operativi della Polizia Stradale: il consuntivo 2025

Nel 2025 la Polizia Stradale ha impiegato 423.328 pattuglie, controllato oltre 2 milioni di persone e contestato 1.602.794 infrazioni al Codice della strada. Sul fronte psicofisico, 821.444 conducenti sono stati sottoposti ad accertamento con etilometri e precursori: 11.126 le sanzioni per guida in stato di ebbrezza e 1.469 le denunce per guida sotto effetto di stupefacenti – numeri che, raffrontati ai dati Istat 2024 (36.800 e 4.449 rispettivamente), riflettono il perimetro prevalentemente extraurbano dell’attività della Specialità rispetto al totale nazionale degli accertamenti. L’attività di polizia giudiziaria ha portato a 735 arresti e 16.088 denunce, con oltre 2.800 kg di stupefacenti sequestrati. Le violazioni per eccesso di velocità sono state 462.312, cui si aggiungono 362.792 infrazioni rilevate con il sistema “tutor” su 1.800 km di rete autostradale. Ritirate 63.537 patenti e 41.788 carte di circolazione, per un totale di 2.794.271 punti decurtati. 

I dati giudiziari: l’impatto sui procedimenti penali

L’analisi dei dati provenienti dalle Procure della Repubblica sul territorio del nostro ordinamento offre uno spaccato complementare e prezioso per comprendere l’impatto del fenomeno sul sistema giudiziario. La Procura della Repubblica di Perugia, nella relazione per l’anno giudiziario 2025 (periodo 1° luglio 2023 – 30 giugno 2024), segnala 25 procedimenti iscritti per omicidio stradale, numero identico a quello dell’anno precedente.Diminuiscono, invece, le iscrizioni per lesioni stradali ex art.590-bis C.p., passate da 77 a 65. Il dato è coerente con quanto emerge dalla Procura della Repubblica di Pisa, che per il medesimo periodo registra 12 procedimenti per omicidio stradale contro ignoti e 26 contro noti (in aumento rispetto ai 7 e 22 dell’anno precedente), e 29 procedimenti per lesioni stradali gravi o gravissime contro ignoti e 83 contro noti (in calo rispetto ai 29 e 120 precedenti). I numeri, pur riferiti a un ambito territoriale più circoscritto, confermano la tendenza nazionale: stabilità o lieve aumento per gli omicidi, contrazione per le lesioni.

L’attività di polizia giudiziaria ha portato a 735 arresti e 16.088 denunce, con oltre 2.800 kg di stupefacenti sequestrati

La relazione della Procura di Perugia contiene altresì un passaggio di particolare interesse sulle caratteristiche dei sinistri mortali, laddove si evidenzia come «in più episodi è emerso che i soggetti coinvolti nei sinistri mortali avessero fatto uso di alcool o di droghe» e come alcuni procedimenti abbiano riguardato «episodi di particolare gravità, con il decesso di più soggetti anche di giovane età». Tra questi, viene menzionato un procedimento relativo al decesso di quattro persone, di cui due minorenni, definito con sentenza di applicazione della pena concordata ex art.444 c.p.p. Un ulteriore dato di rilievo, che emerge dalla relazione della Procura Generale di Perugia per l’anno giudiziario 2026, riguarda l’analisi dei flussi in Corte d’Appello: nel 2024 i reati relativi al Codice della strada hanno rappresentato il 4,19% dei procedimenti trattati (40 casi su 954), collocandosi al sesto posto nella graduatoria per frequenza, dopo i reati da “Codice rosso”, i furti e le rapine, gli stupefacenti, i reati minori e le truffe.

Nel 2025 sono state ritirate 63.537 patenti e 41.788 carte di circolazione, per un totale di 2.794.271 punti decurtati 

Uno spaccato di particolare interesse proviene dalla Procura della Repubblica di Rovigo, che per il periodo 1° luglio 2024 – 30 giugno 2025 registra 16 iscrizioni per omicidio stradale ex art.589-bis C.p. (14 a carico di noti e 2 contro ignoti) e 60 iscrizioni per lesioni stradali gravi o gravissime ex art.590-bis C.p. (48 contro noti e 12 contro ignoti), cui si aggiungono 30 procedimenti per il reato di cui all’art.189 CdS (comportamento in caso di incidente). I numeri, pur riferiti a un circondario di dimensioni contenute (80 comuni tra la provincia di Rovigo e la bassa padovana) testimoniano un impatto dell’incidentalità stradale sul carico giudiziario tutt’altro che marginale, in un contesto peraltro segnato da una gravissima scopertura di organico (solo due sostituti procuratori in servizio su sei previsti in pianta organica nel periodo più critico).

Nei circondari di Bari, Foggia e Trani le iscrizioni per omicidio colposo da violazione delle norme sulla circolazione stradale sono aumentate del 10%

Su scala distrettuale, i dati della Procura Generale di Bari per l’anno 2024-2025 offrono una prospettiva più ampia. Nei tre circondari di Bari, Foggia e Trani, le iscrizioni per omicidio colposo da violazione delle norme sulla circolazione stradale sono aumentate del 10% rispetto all’anno precedente (da 124 a 137), invertendo la tendenza al ribasso del triennio. Particolarmente marcato l’incremento registrato a Foggia (+40%, da 48 a 67 iscrizioni). Le lesioni colpose da incidente stradale mostrano invece un decremento del 7% a livello distrettuale (da 525 a 487), in linea con l’effetto deflattivo del nuovo regime di procedibilità già segnalato per Perugia e Pisa. La Procura per i Minorenni di Bari registra 8 iscrizioni per il reato di cui all’art.590-bis C.p. (+14%) e un solo procedimento per omicidio colposo stradale.

Persiste una rilevanza dei fattori di alterazione psicofisica nel causare i sinistri più gravi

Il quadro composito che emerge da questi dati conferma alcune tendenze di fondo: la sostanziale stabilità – se non l’aumento in taluni territori – dei procedimenti per omicidio stradale, a fronte di una contrazione delle iscrizioni per lesioni stradali attribuibile più alla riforma del regime di procedibilità che a un effettivo calo del fenomeno; la persistente rilevanza dei fattori di alterazione psicofisica (alcol e droghe) nella causazione dei sinistri più gravi; e il peso che questa tipologia di reati esercita su uffici giudiziari già gravati da scoperture di organico critiche, come denunciato dai Procuratori di Rovigo, Foggia e Sondrio nelle rispettive relazioni.

L’impatto delle riforme delle disposizioni in materia processuale

L’analisi dei dati condotta sin d’ora non può prescindere da una riflessione sull’impatto che i mutamenti normativi sul piano processuale producono sulla risposta giudiziaria al fenomeno. Il mutamento del regime di procedibilità per le lesioni stradali ex art.590-bis C.p., da procedibili d’ufficio a procedibili a querela – introdotto dalla Riforma Cartabia per le ipotesi non aggravate dalle condizioni psicofisiche del conducente – determina, come si è visto, una contrazione delle iscrizioni che non riflette necessariamente una diminuzione del fenomeno, quanto piuttosto una modifica delle modalità di emersione delle notizie di reato. La scelta di subordinare la perseguibilità alla volontà della persona offesa, se da un lato risponde a una logica deflattiva condivisibile, dall’altro rischia di oscurare una parte del fenomeno, soprattutto nei casi in cui la vittima, per timore, incapacità o convenienza, scelga di non sporgere querela. Parallelamente, l’entrata in vigore del nuovo Codice della strada (L. n. 177/2024) nel dicembre 2024 – i cui effetti potranno essere misurati solo a partire dai dati del 2025 – introduce un ulteriore inasprimento sanzionatorio. L’introduzione dell’obbligo di alcolock per i recidivi, la stretta sull’uso del cellulare alla guida e la ridefinizione delle regole per i monopattini elettrici rappresentano interventi mirati su alcuni dei fattori di rischio più rilevanti. Tuttavia, l’efficacia di tali misure dipenderà in larga misura dalla capacità di garantirne l’effettiva applicazione e di monitorarne l’impatto nel medio periodo.

Sicurezza stradale, all’inasprimento della cornice normativa e sanzionatoria non corrisponde un miglioramento degli indicatori sul verificarsi dei sinistri

In buona sostanza, l’analisi qui condotta restituisce un quadro complesso, in cui al progressivo inasprimento della cornice normativa e sanzionatoria non corrisponde ancora un altrettanto rapido miglioramento degli indicatori sul verificarsi dei sinistri. La diminuzione del 6,8% delle vittime nel primo semestre 2025 rappresenta un segnale incoraggiante, ma la sua interpretazione deve tenere conto della volatilità dei dati infra-annuali e della persistenza di criticità in specifiche categorie di utenti (motociclisti, giovani) e in determinati ambiti territoriali.


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