Un accumulo di paglia secca vicino a un collettore bollente della mietitrebbia può trasformare una normale giornata di raccolta in un incendio incontrollato in pochi secondi.
Se stai programmando la campagna 2026, serve un approccio sistematico: individuare le principali sorgenti di innesco, impostare una manutenzione mirata e definire procedure operative che riducano al minimo il rischio, evitando l’errore di affidarsi solo all’esperienza dell’operatore senza controlli strutturati.
Le cause più frequenti di incendio sulle mietitrebbie durante la raccolta
Le cause di incendio in campo legate alle mietitrebbie derivano quasi sempre dalla combinazione di tre fattori: materiale vegetale secco, superfici calde e scintille o attriti anomali.
I punti critici sono gli scarichi motore, i collettori, le turbine del turbo, i freni e le trasmissioni con cuscinetti usurati. In presenza di residui di paglia e polvere, una temperatura elevata o una scintilla generata da un corpo estraneo metallico può innescare la combustione in pochi istanti.
Limitare l’accumulo di residui vicino a scarichi, collettori e cuscinetti usurati riduce drasticamente la possibilità che una scintilla o un surriscaldamento trasformino un’anomalia meccanica in un incendio in campo
Foto di: OmniTrattore.it
Un’altra categoria di cause riguarda gli impianti elettrici della mietitrebbia: cablaggi danneggiati, morsetti allentati, cortocircuiti in zona batteria o alternatore. Anche l’impianto idraulico può contribuire al rischio se perdite di olio si depositano su superfici calde. Le pubblicazioni tecniche di INAIL sul rischio incendi in agricoltura richiamano proprio l’attenzione su questi punti di innesco, sottolineando l’importanza di una valutazione preventiva del rischio.
Un errore tipico è sottovalutare il ruolo delle condizioni ambientali: vento sostenuto, umidità relativa molto bassa e colture particolarmente secche amplificano la propagazione del fuoco a partire da un focolaio minimo. Se la mietitrebbia lavora in appezzamenti con erba alta ai bordi, stoppie vecchie o residui di potature, la continuità del combustibile orizzontale aumenta la velocità di avanzamento delle fiamme, rendendo più difficile l’intervento con i mezzi aziendali.
La scelta della macchina e degli allestimenti può incidere sul profilo di rischio. Modelli recenti di mietitrebbia con sistemi di gestione residui più controllati, come le versioni aggiornate di marchi internazionali, offrono spesso soluzioni migliorative su scarico, schermature e gestione della paglia. Un esempio è l’evoluzione delle mietitrebbie a scuotipaglia di fascia media, come le serie T5 e T6 MY 2025, descritte nella panoramica dedicata alle mietitrebbie a scuotipaglia John Deere T5 e T6, dove l’attenzione alla gestione dei flussi di materiale e alla manutenzione semplificata contribuisce indirettamente anche alla prevenzione incendi.
Manutenzione preventiva e pulizia della mietitrebbia in periodo di rischio
La manutenzione preventiva della mietitrebbia in periodo di rischio incendi deve essere pianificata come una procedura strutturata, non come un controllo occasionale. Prima dell’inizio della campagna è essenziale verificare integrità di cablaggi, stato dei cuscinetti, tenuta delle tubazioni idrauliche e condizioni dell’impianto di scarico.
Ogni componente che può generare calore anomalo o perdite di fluidi combustibili va ispezionato e, se necessario, sostituito o ripristinato.
Programmare controlli pre-campagna, pulizia quotidiana e verifiche durante il lavoro permette di intercettare perdite, surriscaldamenti e odori di bruciato prima che diventino focolai difficili da contenere
Foto di: OmniTrattore.it
Durante la raccolta, la pulizia quotidiana diventa un presidio di sicurezza: convogliatori, vano motore, zona scuotipaglia, trinciapaglia e area scarico devono essere liberati da paglia, pula e polvere con aria compressa o sistemi di soffiaggio integrati. Se il lavoro si prolunga su colture particolarmente secche, è prudente programmare una sosta intermedia per rimuovere i depositi nei punti più caldi. Le linee guida INAIL sulla prevenzione incendi nei luoghi di lavoro, disponibili nella sezione dedicata alle linee guida per salute e sicurezza, insistono proprio sulla manutenzione come misura cardine di prevenzione.
Per organizzare i controlli in modo operativo, può essere utile strutturare le verifiche in fasi, come sintetizzato nello schema seguente:
| Fase | Cosa verificare | Obiettivo |
| Pre-campagna | Impianto elettrico, scarico, idraulica, cuscinetti | Ridurre le sorgenti di innesco meccaniche ed elettriche |
| Giornaliera | Pulizia residui, controllo perdite, estintori | Limitare il combustibile vicino alle parti calde |
| Durante il lavoro | Monitoraggio odori di bruciato, rumori anomali | Intercettare precocemente surriscaldamenti |
Gli errori più frequenti in questa fase sono tre: rimandare la sostituzione di componenti “quasi a fine vita”, ridurre i tempi di pulizia per non perdere ore di lavoro e non verificare periodicamente l’efficienza degli estintori a bordo macchina. Se, ad esempio, un cuscinetto del trinciapaglia inizia a scaldare e si sente odore di bruciato, continuare a lavorare “ancora un giro” può essere sufficiente per innescare un focolaio nella zona posteriore della mietitrebbia.
Procedure operative sicure in campo tra orari di lavoro e fasce parafuoco
Le procedure operative in campo sono il secondo pilastro per evitare che la mietitrebbia inneschi un incendio. La scelta degli orari di lavoro è determinante: nelle ore centrali della giornata, con temperature elevate e umidità minima, il materiale vegetale è più predisposto alla combustione. Programmare le fasi più critiche della raccolta (ad esempio in appezzamenti con forte presenza di infestanti secche) nelle fasce orarie meno estreme riduce il rischio di propagazione rapida del fuoco.
Un accorgimento operativo fondamentale è la gestione delle fasce parafuoco. Prima di iniziare la raccolta, conviene creare corridoi lavorati o diserbati lungo i confini degli appezzamenti, in particolare verso aree boscate, infrastrutture o abitazioni. Se la mietitrebbia dovesse generare un focolaio, la presenza di una fascia priva di combustibile orizzontale può rallentare o interrompere l’avanzamento delle fiamme, consentendo un intervento più efficace con mezzi aziendali o di soccorso.
Per rendere operative queste indicazioni, le procedure aziendali possono includere i seguenti punti chiave:
- Definizione di orari di lavoro preferenziali in base alle condizioni meteo previste.
- Realizzazione preventiva di fasce parafuoco lungo i bordi più esposti degli appezzamenti.
- Presenza in campo di almeno un mezzo con attrezzatura minima antincendio (estintori aggiuntivi, botte d’acqua, attrezzi manuali).
- Formazione dell’operatore sulla sequenza di arresto macchina e chiamata soccorsi in caso di fumo o fiamme.
- Divieto di fumare o utilizzare fiamme libere in prossimità della mietitrebbia e delle stoppie.
Un aspetto spesso trascurato è la gestione dell’emergenza: se l’operatore nota fumo provenire dal vano motore o dalla zona trinciapaglia, la procedura deve prevedere arresto immediato dell’avanzamento, spegnimento motore se possibile in sicurezza, utilizzo degli estintori e allontanamento dalla direzione di propagazione del fuoco. Le risorse INAIL dedicate alla valutazione e gestione del rischio incendio offrono un quadro metodologico utile per strutturare queste procedure in modo coerente con la normativa sulla sicurezza sul lavoro.
Come coordinarsi con bollettini di rischio incendi e Protezione Civile
Il coordinamento con i bollettini di rischio incendi e con il sistema di Protezione Civile è un elemento sempre più rilevante nella pianificazione della raccolta 2026. Le regioni e le strutture di protezione civile pubblicano periodicamente mappe e livelli di pericolosità che indicano le giornate e le aree con rischio elevato di incendi boschivi e di interfaccia. Integrare queste informazioni nel calendario di lavoro consente di evitare le operazioni più critiche nei giorni con condizioni estreme.
Per impostare questo coordinamento, il riferimento è il portale del Dipartimento della Protezione Civile, da cui si accede alle informazioni nazionali e, spesso, ai collegamenti con i sistemi regionali antincendio boschivo. Alcune regioni prevedono piani specifici per la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi, con indicazioni operative su periodi di massima pericolosità e misure da adottare in prossimità di aree boscate, come illustrato ad esempio nei piani AIB regionali pubblicati sui siti istituzionali.
Scelta degli orari di lavoro meno critici e creazione di fasce parafuoco lungo i bordi degli appezzamenti limitano la velocità di propagazione delle fiamme e facilitano l’intervento dei mezzi antincendio
Foto di: OmniTrattore.it
Dal punto di vista operativo, l’azienda agricola può definire una procedura interna che preveda, ad esempio, la verifica quotidiana dei bollettini prima di avviare le mietitrebbie. Se il livello di rischio indicato è molto elevato, allora si possono rimodulare gli orari di lavoro, rinviare la raccolta nelle zone più esposte o potenziare i presidi antincendio in campo. In caso di avvistamento di fumo o fiamme fuori controllo, la chiamata tempestiva ai numeri di emergenza e la comunicazione precisa della posizione della macchina diventano parte integrante della gestione del rischio.
Questo approccio integrato – manutenzione tecnica della mietitrebbia, procedure operative in campo e coordinamento con i sistemi di allerta – consente di ridurre in modo significativo la probabilità che un guasto o una disattenzione si trasformino in un incendio esteso. Per la campagna 2026, aggiornare il documento di valutazione dei rischi aziendale includendo in modo esplicito il rischio incendio legato alle mietitrebbie e alle altre macchine da raccolta rappresenta un passo concreto per allineare la pratica quotidiana alle migliori indicazioni tecniche disponibili.
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