Case nella Tuscia, da Tarquinia a Onano: il prezzo al metro quadrato cambia profondamente da un comune all’altro


di REDAZIONE-

VITERBO – Le quotazioni immobiliari fotografano un territorio a più velocità: Tarquinia guida la classifica con 1.400 euro al metro quadrato, mentre Onano, Cellere e Arlena di Castro si fermano a 500 euro. Viterbo è a 940 euro. I dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare aiutano a leggere le differenze, ma il valore effettivo di una casa dipende anche dalla zona e dalle sue condizioni.

Quanto costa comprare casa nella Tuscia? La risposta cambia sensibilmente a seconda del comune scelto. Tra le località più quotate della costa tirrenica e del lago di Bolsena e i piccoli centri dell’entroterra, il mercato immobiliare presenta differenze significative, con valori che possono variare di diverse centinaia di euro al metro quadrato.

Una fotografia aggiornata delle quotazioni è offerta da Quadrivo, piattaforma che rielabora i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate. Il riferimento è al secondo semestre 2025 e comprende 60 comuni della provincia di Viterbo. Il valore centrale provinciale è di 750 euro al metro quadrato, calcolato come mediana dei valori centrali comunali. <Cite refs={[“turn803171search3″,”turn803171search0”]}/>

Si tratta di quotazioni indicative, utili per confrontare i territori, ma non di una rilevazione diretta di tutte le compravendite concluse. Per valutare correttamente un immobile è necessario considerare anche la posizione, la superficie, lo stato di manutenzione, il piano e le caratteristiche dell’edificio.

Tarquinia in vetta, Montalto di Castro al secondo posto

In cima alla graduatoria si trova Tarquinia, con un valore centrale di 1.400 euro al metro quadrato. Segue Montalto di Castro, a quota 1.300 euro, mentre Bolsena e Oriolo Romano condividono il terzo posto con 1.060 euro.

Subito dopo si colloca Capodimonte, con 1.000 euro al metro quadrato. Seguono Sutri, a 950 euro, e Viterbo, con 940 euro. Nepi, San Lorenzo Nuovo e Vitorchiano si attestano invece a 930 euro.

La presenza di località costiere e lacustri ai vertici della classifica è coerente con l’interesse che questi territori possono suscitare per le seconde case e per gli acquisti legati al turismo. Non è tuttavia possibile attribuire le differenze esclusivamente a questo fattore: le quotazioni risentono anche delle caratteristiche del patrimonio edilizio e delle specifiche zone considerate.

Viterbo e i centri della fascia intermedia

Il capoluogo si colloca nella parte alta della graduatoria, ma a una distanza considerevole dalle prime due posizioni. Con 940 euro al metro quadrato, Viterbo supera diversi comuni della provincia, pur rimanendo al di sotto di Tarquinia e Montalto di Castro.

Nella fascia intermedia si trovano Tuscania, con 910 euro, e Monterosi, a 890 euro. Marta e Ronciglione raggiungono 880 euro, mentre Montefiascone si attesta a 860 euro e Capranica a 850 euro.

Seguono Orte, con 840 euro, Valentano a 810 euro e Bassano Romano e Calcata, entrambi a 800 euro. Castel Sant’Elia e Gradoli registrano 790 euro; Faleria, Monte Romano e Vetralla si fermano a 780 euro.

Più in basso, Canino, Castiglione in Teverina, Celleno, Civita Castellana, Civitella d’Agliano e Soriano nel Cimino condividono il valore di 750 euro al metro quadrato.

Dove comprare casa costa meno

La graduatoria evidenzia quotazioni inferiori nei comuni che si collocano nella parte bassa della classifica. Bagnoregio, Bassano in Teverina, Vallerano e Vejano registrano 730 euro al metro quadrato; Fabrica di Roma e Villa San Giovanni in Tuscia si attestano a 710 euro.

Bomarzo e Graffignano raggiungono 700 euro, mentre Barbarano Romano, Caprarola e Carbognano scendono a 690 euro. Lubriano si colloca a 680 euro, Farnese e Vasanello a 670 euro.

Più in basso troviamo Acquapendente e Vignanello, a 660 euro, Blera a 650 euro, Corchiano e Grotte di Castro a 640 euro. Canepina e Gallese sono a 630 euro, Latera a 600 euro e Ischia di Castro a 590 euro.

Piansano e Tessennano registrano 580 euro al metro quadrato, mentre Proceno si ferma a 550 euro.

In fondo alla classifica, con 500 euro al metro quadrato, si trovano Arlena di Castro, Cellere e Onano. Il divario rispetto a Tarquinia è di 900 euro al metro quadrato: un valore che rende evidente quanto la scelta del comune possa incidere sul budget necessario per acquistare un’abitazione.

Quotazioni più basse non significano automaticamente affari

I prezzi contenuti possono rappresentare un’opportunità per chi cerca una prima casa, desidera trasferirsi in un centro più piccolo o valuta un investimento immobiliare. Ma il costo iniziale non è l’unico elemento da considerare.

Prima di acquistare è importante verificare lo stato dell’immobile, gli eventuali lavori di ristrutturazione, i costi di gestione, la disponibilità dei servizi e la domanda locale. Anche il potenziale di rivalutazione e la facilità di rivendita possono cambiare notevolmente da un territorio all’altro.

Le quotazioni comunali, inoltre, riassumono situazioni molto diverse: all’interno dello stesso comune possono esserci immobili con valori distanti in base alla zona, alla tipologia e alle condizioni dell’abitazione.

Il confronto con i dati del mercato più recente

Un ulteriore elemento di lettura arriva da Immobiliare.it, che per settembre 2026 indica un prezzo medio richiesto di 1.135 euro al metro quadrato per gli immobili residenziali in vendita nella provincia di Viterbo, con una crescita dello 0,62% rispetto a settembre 2025. Nello stesso rilevamento, Montalto di Castro presenta il prezzo richiesto più alto, pari a 2.570 euro al metro quadrato, mentre Arlena di Castro registra il più basso, a 378 euro. <Cite refs={[“turn803171search5”]}/>

Questi numeri non sono direttamente sovrapponibili alla graduatoria Quadrivo: cambiano la fonte, il periodo di riferimento e la metodologia. I dati di Immobiliare.it riguardano infatti i prezzi richiesti sul mercato degli annunci, mentre le quotazioni OMI sono riferite a intervalli di valore per zone omogenee, rielaborati da Quadrivo per ottenere valori centrali comunali.

Il confronto conferma quindi l’importanza di distinguere tra prezzi pubblicizzati e quotazioni indicative, senza considerarli automaticamente equivalenti.

La mappa immobiliare della Tuscia restituisce, in definitiva, un territorio articolato: da una parte le località che raggiungono valori più elevati, dall’altra i borghi in cui il costo d’acquisto risulta più accessibile. Per chi cerca casa, la graduatoria costituisce un punto di partenza utile, da affiancare sempre a un’analisi concreta dell’immobile e del mercato locale.


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