Negli ultimi giorni il tema dello spopolamento è tornato al centro del dibattito nazionale grazie a un approfondimento pubblicato da Il Sole 24 Ore, che evidenzia come molte città italiane stiano vivendo un fenomeno di migrazione “a corto raggio”: cittadini che non si allontanano necessariamente dalla propria provincia o regione, ma scelgono di trasferirsi nei comuni dell’hinterland, dove il costo della vita e dell’abitare risulta più sostenibile.
È una dinamica che osserviamo chiaramente anche a Crotone. Da professionista che ogni giorno opera nel mercato immobiliare, posso dire che sempre più famiglie e giovani coppie valutano l’acquisto di una casa nei comuni vicini alla città, spesso raggiungibili in appena 15 o 20 minuti di automobile. La ragione è semplice: il costo complessivo dell’abitazione, dato dalla somma tra prezzo di acquisto e costi di ristrutturazione, può risultare sensibilmente più conveniente rispetto a quello richiesto in città.
Questo fenomeno produce una doppia conseguenza. Da un lato alcune famiglie scelgono di lasciare Crotone per trasferirsi nei centri limitrofi; dall’altro si riduce l’afflusso di nuovi residenti provenienti dall’hinterland che, in condizioni economiche differenti, potrebbero essere interessati a stabilirsi in città.
A incidere sulle scelte delle famiglie, però, non è soltanto il costo di acquisto degli immobili. Oggi a Crotone si registra anche una crescente difficoltà nel reperire abitazioni in locazione a prezzi accessibili. La disponibilità di immobili in affitto è limitata e trovare una casa a condizioni sostenibili rappresenta già di per sé un problema, soprattutto per giovani lavoratori, studenti, coppie e famiglie.
La combinazione tra prezzo di acquisto, costi di ristrutturazione e scarsità di alloggi in locazione rischia quindi di alimentare ulteriormente lo spostamento verso i comuni dell’hinterland. Molti scelgono di vivere fuori città non necessariamente per una reale preferenza, ma perché trovano condizioni economiche più sostenibili. Allo stesso tempo, questa situazione rischia di scoraggiare anche chi, vivendo nei comuni limitrofi, potrebbe scegliere Crotone come luogo in cui acquistare casa e costruire il proprio futuro.
Da Presidente di FIMAA Crotone e da professionista che ogni giorno opera nel mercato immobiliare, ho modo di osservare da vicino i cambiamenti che interessano famiglie, imprese e investitori. Il mercato immobiliare rappresenta spesso uno specchio fedele dello stato di salute di un territorio. Quando una comunità cresce, crea lavoro e genera fiducia, aumenta la domanda di abitazioni, di locali commerciali e di immobili produttivi. Quando invece prevalgono incertezza e mancanza di prospettive, le conseguenze si riflettono inevitabilmente anche sul settore immobiliare.
Nonostante le difficoltà, il mercato di Crotone continua a mostrare segnali interessanti. La casa rimane per molte famiglie il principale bene rifugio e continua a rappresentare una forma di investimento percepita come sicura. Ma non possiamo limitarci a osservare ciò che accade oggi. Dobbiamo interrogarci sulle prospettive future.
Chi acquisterà le case che oggi vengono messe in vendita? Chi abiterà i quartieri della nostra città tra dieci o vent’anni? Chi investirà nelle attività commerciali e produttive del territorio?
La risposta a queste domande dipende dalla nostra capacità di creare condizioni favorevoli per le nuove generazioni.
Un giovane decide di acquistare una casa quando ha un lavoro stabile, quando intravede possibilità di crescita professionale e quando percepisce il territorio come un luogo nel quale costruire il proprio futuro. La politica abitativa e quella economica, quindi, non possono essere considerate due temi separati: sono facce della stessa medaglia.
Per questo motivo ritengo necessario avviare una riflessione seria e condivisa che porti alla costruzione di un vero e proprio Patto per la Casa, il Lavoro e lo Sviluppo di Crotone, un progetto che coinvolga istituzioni, associazioni di categoria, professionisti, imprese, sistema bancario e mondo della formazione.
Occorre favorire il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, sostenere le giovani coppie nell’accesso alla prima casa, incentivare interventi di efficientamento energetico e semplificare i processi urbanistici che spesso rallentano investimenti importanti.
Ma occorre anche affrontare il tema dell’offerta abitativa in locazione, creando le condizioni affinché una parte maggiore del patrimonio immobiliare possa essere destinata a contratti di locazione sostenibili e contribuire così a rendere Crotone più accessibile per chi vuole viverci, studiare o lavorare.
Allo stesso tempo è indispensabile promuovere politiche capaci di attrarre nuove imprese e nuovi capitali sul territorio.
Penso in particolare alle potenzialità delle aree industriali e commerciali del territorio. Negli ultimi anni la zona di Passovecchio e l’asse della SS 106 hanno progressivamente assunto il ruolo di nuovo polo commerciale della città, dimostrando una significativa capacità attrattiva per investimenti e nuove attività economiche.
Tuttavia, accanto a questa domanda crescente, emerge una criticità che il mercato immobiliare rileva con sempre maggiore evidenza: la carenza di strutture commerciali adeguate da destinare alla locazione o all’insediamento di nuove attività. Non sono rari i casi in cui operatori e aziende manifestano interesse a investire sul territorio crotonese, ma incontrano difficoltà nel reperire immobili idonei alle proprie esigenze.
Molte aree, pur trovandosi in posizioni strategiche, con elevata visibilità e affaccio diretto sulle principali arterie di collegamento, risultano interessate da vincoli o destinazioni urbanistiche non sempre coerenti con le attuali esigenze del mercato. In altri casi, semplicemente, manca un’offerta di immobili moderni e funzionali in grado di ospitare attività commerciali di medie e grandi dimensioni.
Per questo motivo diventa fondamentale avviare una riflessione sul rapporto tra pianificazione urbanistica e sviluppo economico, favorendo la creazione di nuove opportunità insediative per attività commerciali, produttive e di servizi.
Consentire a nuove imprese di investire a Crotone significa creare occupazione, generare economia e rafforzare la capacità attrattiva dell’intero territorio.
Un discorso a parte merita il centro storico cittadino. Il suo rilancio passa inevitabilmente attraverso una strategia di investimenti pubblici capaci di generare attrattività e nuova vitalità economica.
In molte città italiane la presenza di strutture culturali, spazi espositivi, percorsi museali, servizi pubblici qualificati e interventi di riqualificazione urbana ha rappresentato un elemento capace di favorire la nascita e il consolidamento di una rete di piccole attività commerciali, artigianali e professionali.
A Crotone esiste un enorme potenziale ancora da valorizzare. Senza investimenti pubblici in grado di fungere da catalizzatori, diventa più difficile creare quel circolo virtuoso che porta nuove opportunità economiche e nuovi investimenti privati.
Un centro storico vivo significa un luogo curato, attrattivo, frequentato e capace di generare economia, servizi e occupazione, nel rispetto delle esigenze di chi vi abita. È proprio attraverso una programmazione equilibrata e investimenti mirati che si può creare una condizione favorevole alla valorizzazione del patrimonio immobiliare e alla nascita di una rete di piccole attività commerciali e artigianali.
In questo contesto, il ruolo dell’agente immobiliare assume una funzione sempre più centrale. Non siamo soltanto intermediari tra chi vende e chi acquista. Siamo professionisti che quotidianamente ascoltano le esigenze delle famiglie, intercettano i cambiamenti del mercato e contribuiscono alla trasparenza e alla sicurezza delle operazioni immobiliari.
Attraverso il nostro lavoro possiamo offrire una lettura concreta delle dinamiche economiche e sociali che interessano il territorio. Vediamo quotidianamente cosa cercano le famiglie, quali sono le difficoltà nell’accesso alla casa, quali immobili vengono richiesti dalle imprese e, soprattutto, quali ostacoli impediscono spesso di trasformare una richiesta in un investimento concreto.
Crotone possiede caratteristiche che molte altre realtà ci invidiano: un patrimonio naturalistico straordinario, una posizione geografica strategica, una storia millenaria e una qualità della vita che può rappresentare un importante valore aggiunto.
Queste risorse, però, devono essere accompagnate da una visione di sviluppo capace di trasformarle in opportunità reali.
La sfida che abbiamo davanti non riguarda esclusivamente il mercato immobiliare. Riguarda la capacità di immaginare una Crotone che non si limiti a trattenere i propri giovani, ma che diventi anche capace di attrarre nuove famiglie, professionisti, imprese e investitori.
Una città nella quale sia possibile trovare una casa a condizioni sostenibili, costruire una famiglia, trovare un lavoro, avviare un’attività e scegliere di rimanere.
Una città che torni a crescere, a progettare e a guardare con fiducia al futuro.
È una sfida complessa, ma è una sfida che vale la pena affrontare insieme.
Perché il futuro di Crotone non può essere deciso altrove.
Deve essere costruito qui, con il contributo e l’impegno di tutti.
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