Il centrodestra chiede più presidi sul territorio di Polizia Locale e Forze dell’ordine. Pd e maggioranza Salis indicano invece di rafforzare inclusione e politiche sociali
Taluni minori stranieri che creano problemi alla popolazione genovese di nuovo nel mirino di una presunta spedizione punitiva, con spranghe e volti coperti da cappucci e caschi.
Dopo il caso avvenuto nei pressi della comunità per minori stranieri sulle alture di S. Fruttuoso e le forti preoccupazioni dei cittadini sulla sicurezza che hanno chiesto a gran voce la chiusura della struttura, ora è venuto fuori quello ai giardini pubblici di Quinto.
A S. Fruttuoso, dopo la prima presunta spedizione punitiva, i minori stranieri sono stati trasferiti e i cittadini esasperati dagli episodi di criminalità hanno chiesto nuovamente, anche con una raccolta di firme, la chiusura del Centro di accoglienza per minori stranieri ai Camaldoli.
A Quinto, dove taluni giovanissimi spadroneggiano da mesi, tanto che ormai molti dicono di avere “paura di uscire di casa”, forse si riuscirà a ottenere il presidio di Polizia Locale e Forze dell’ordine chiesto da mesi alla Giunta Salis dal Municipio, guidato dal centrodestra?
Un “quartiere bene” del Levante di Genova, dove peraltro abita proprio la sindaca Silvia Salis, che è sempre stato abbastanza tranquillo.
Dove nei giardini pubblici, in spiaggia e per strada ci si poteva andare senza avere timori di essere il bersaglio di gruppi di giovanissimi. Un quieto vivere che negli ultimi mesi è stato sconvolto da taluni minori stranieri che hanno fatto crescere l’insicurezza, facendo allarmare e preoccupare soprattutto famiglie e anziani.
La presunta spedizione punitiva di ieri sera contro taluni minori stranieri in via Gianelli ha provocato l’intervento di carabinieri, poliziotti, finanzieri, che sono stati costretti ad arrivare numerosi per sedare i disordini (circa 15 pattuglie).
Alla fine quattro giovani, tre nordafricani e un italiano ieri sera sono stati identificati e denunciati dalle Forze dell’ordine. Mentre un minore straniero, ospite di un centro di accoglienza genovese, è finito all’ospedale. E oggi è scoppiato lo scontro politico.
“Il 7 maggio 2026 assieme al consigliere municipale Giuseppe Rappa – ha dichiarato oggi il consigliere regionale di Vince Liguria e presidente del Municipio Levante Federico Bogliolo – ho inviato una nota all’assessore comunale alla Sicurezza della Giunta Salis. Oggetto: movida 2026.
Chiedevo che l’assessore Arianna Viscogliosi si facesse da tramite nell’ambito del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico per garantire un presidio costante nelle zone più critiche del nostro Municipio.
Le citavo tutte. Tra queste c’era Quinto.
Ero consapevole e lo sono ancora oggi che la Polizia Locale da sola non poteva farcela. Proprio per questo le chiedevo di garantire da una parte il presidio della Polizia Locale e, oltre a questo, di chiedere un aiuto nell’ambito del Comitato per la sicurezza.
Risultato? Nulla. Ieri sera Quinto sembrava il Far west.
Ragazzi che si rincorrevano, che si picchiavano in mezzo alla strada, bottiglie rotte dovunque che venivano tirate in mezzo ai passanti. Guerriglia urbana.
I residenti esasperati hanno chiamato le Forze dell’ordine e le ambulanze, che dopo poco sono arrivate.
Sono (francamente) arrabbiato. Lo abbiamo chiesto con una nota, abbiamo fatto una commissione dove lo abbiamo richiesto e niente.
Il venerdì e il sabato sera non c’è ancora il presidio delle Forze dell’ordine. Perché se lo avessero messo, forse, la ‘guerriglia’ non sarebbe scoppiata.
Addirittura, quando i giornali hanno pubblicato il mio appello, sono stato da alcuni tacciato come ‘pretestuoso’. Neanche l’osservatorio sulla sicurezza serve. Manco quello.
La scorsa notte nella ‘guerriglia’ sono arrivate 15 pattuglie tra Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Non è meglio prevenire che curare?
E allora dò ragione a un cittadino che stamane all’alba mi ha scritto: ormai abbiamo paura a uscire di casa, cosa stiamo aspettando?
Il mio interlocutore istituzionale è l’assessore comunale alla Sicurezza Arianna Viscogliosi. Colei che partecipa al Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. Speriamo per davvero che questa volta capisca che le mie parole non sono ‘boutade politica’. Sono la realtà”.
“Le parole di Federico Bogliolo – hanno replicato i consiglieri regionali del Pd Armando Sanna e Simone D’Angelo – confermano ancora una volta l’atteggiamento di una destra che da anni alimenta paure e allarmismi, negando che i problemi reali sono più complessi degli slogan.
Forse distratto, o troppo impegnato dai molti incarichi che oggi ricopre, Bogliolo sembra non accorgersi che il Comune è impegnato da mesi con interventi, presìdi, attività di monitoraggio del territorio e iniziative sociali ed educative rivolte ai giovani e alle fasce più fragili, nella consapevolezza che la sicurezza non si costruisce soltanto con i controlli ma anche con la prevenzione e l’inclusione.
Fenomeni di violenza dai contorni inquietanti come quelli avvenuti a Quinto richiedono un impegno ancora maggiore da parte di tutte le istituzioni.
Anziché fare cinica propaganda sulla pelle di un quartiere e di una comunità colpiti da un episodio grave, Bogliolo farebbe bene a dedicare le stesse energie al lavoro che il suo ruolo istituzionale richiede”.
“Le violenze – hanno aggiunto i capigruppo comunali di centrosinistra che sostengono la Giunta Salis – avvenute nei quartieri di San Fruttuoso e Quinto, sono fatti gravi che preoccupano e che richiedono la massima attenzione.
Comprendiamo le preoccupazioni di molti cittadini e siamo pienamente consapevoli delle criticità che interessano alcune aree della città. Proprio per questo stiamo affrontando la situazione con serietà, equilibrio e senso di responsabilità, evitando sia le sottovalutazioni e sia le strumentalizzazioni.
Le aggressioni, le spedizioni punitive e qualsiasi forma di violenza sono inaccettabili e non possono trovare alcuna giustificazione.
In uno Stato di diritto la sicurezza dei cittadini si garantisce attraverso le istituzioni, il lavoro delle Forze dell’ordine e il rispetto della legge, non attraverso iniziative private che rischiano soltanto di aggravare ulteriormente tensioni già esistenti.
Siamo impegnati quotidianamente affinché Genova sia una città più sicura, più vivibile e più coesa.
La questione dei minori stranieri non accompagnati rappresenta una sfida articolata che l’amministrazione comunale conosce bene e che è stata affrontata più volte pubblicamente dalla sindaca Silvia Salis, dalla giunta e in consiglio.
Fingere che il tema non esista sarebbe un errore. Così come sarebbe un errore affrontarlo soltanto attraverso slogan e semplificazioni.
La sicurezza è un diritto che deve essere garantito a tutti: ai residenti, alle famiglie, ai commercianti, agli anziani, ai giovani e a chi vive nei nostri quartieri, indipendentemente dalla propria provenienza.
Per questo riteniamo indispensabile affiancare alle attività di controllo e presidio del territorio anche interventi sociali, educativi e di inclusione capaci di prevenire situazioni di marginalità, disagio e devianza.
In queste ore assistiamo purtroppo anche al tentativo di alcuni esponenti politici di trasformare fatti gravi e delicati in un terreno di scontro ideologico. Crediamo sia un errore.
Soffiare sul fuoco del disagio sociale non contribuisce a risolvere i problemi. Al contrario, rischia di esasperare gli animi, dividere ulteriormente le comunità e rendere più difficile il lavoro di chi ogni giorno opera sul territorio per garantire sicurezza, convivenza civile e rispetto delle regole.
I Comuni sono chiamati sempre più spesso a gestire fenomeni complessi che richiedono risorse, personale qualificato e strumenti adeguati.
Riteniamo quindi necessario che il Governo Meloni accompagni maggiormente gli Enti locali, rafforzando il sostegno alle politiche rivolte ai minori, alla sicurezza urbana e alla prevenzione del disagio sociale, così da mettere tutte le istituzioni nelle condizioni di operare in modo efficace”.
“Quanto accaduto a Quinto la scorsa notte – ha controreplicato la capogruppo comunale di FdI Alessandra Bianchi – è l’ennesima conferma, della quale peraltro non avevamo assolutamente bisogno, del fallimento delle politiche e delle scelte dell’assessore alla Sicurezza Arianna Viscogliosi.
Poco più di una settimana fa l’annuncio, sempre contornato da grande clamore mediatico nel ‘mood’ che tanto piace anche al sindaco Silvia Salis, di maggiore presidio per il litorale e nelle aree della movida giovanile.
A nome di tutto il gruppo di Fratelli d’Italia rinnovo ancora una volta il nostro ringraziamento alle Forze dell’ordine e confidiamo che si possa presto fare chiarezza su quanto avvenuto.
Il tempo degli annunci e del far finta di niente perché o ‘va tutto bene’ o ‘è colpa del Governo’ come sostiene la maggioranza Salis, è finito.
Invitiamo l’assessore Viscogliosi a fare, per la prima volta in questo suo mandato, una scelta di grande senso di responsabilità facendo un passo indietro”.
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