più ispettori contro il caporalato


Controlli agricoli in aumento per l’estate 2026 contro il caporalato.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro intensifica la vigilanza nei campi italiani. Per i mesi estivi 2026 è stata avviata, a partire da giugno, un’implementazione dell’attività di controllo in agricoltura, nell’ambito di una strategia più ampia di contrasto al lavoro sommerso e al caporalato — incluse le sue forme più recenti, quelle legate alle piattaforme digitali di intermediazione della manodopera.

Per le aziende agricole, conoscere in anticipo come si stanno muovendo gli organi di controllo non è solo una questione di compliance normativa: è anche uno strumento per organizzare correttamente la gestione della manodopera stagionale, particolarmente intensa proprio nei mesi più caldi dell’anno.

Il corpo ispettivo cresce: da 240 a quasi mille tecnici in cinque anni

Il primo dato da considerare riguarda la capacità operativa complessiva dell’Ispettorato. Gli ispettori tecnici — quelli dedicati ai controlli sul campo per la sicurezza nei luoghi di lavoro — erano 240 nel 2021. Alla fine del 2025 il numero è salito a 949, un incremento che testimonia un investimento strutturale e non episodico sulla capacità di vigilanza.

Il potenziamento non si ferma qui. Il concorso per 750 nuovi ispettori tecnici ha già portato all’immissione di 260 unità, con altre 490 attese nei prossimi mesi. Il Decreto Legge 159/2025 prevede l’arrivo di ulteriori 300 ispettori e 100 carabinieri dedicati a questo tipo di controlli. A completare il quadro, il ripristino dei ruoli ispettivi di INPS e INAIL — previsto dall’articolo 2-ter del Decreto Legge 63/2024 — porterà all’immissione di circa 500 ulteriori unità ispettive.

Il risultato complessivo è un corpo di vigilanza che nell’arco di pochi anni passerà da poche centinaia a oltre duemila addetti ai controlli, distribuiti tra INL, INPS, INAIL, Carabinieri per la tutela del lavoro e Guardia di Finanza.




Il numero di ispettori tecnici dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro è passato da 240 nel 2021 a 949 a fine 2025: un potenziamento che continuerà nei prossimi mesi con l’arrivo di ulteriori centinaia di unità tra ispettori e carabinieri

Foto di: OmniTrattore.it

Agricoltura: +13,5% di ispezioni nel 2025

Il settore agricolo è tra quelli su cui l’attività ispettiva si è concentrata maggiormente. Nel 2025 le ispezioni in agricoltura sono aumentate del 13,5%, nell’ambito di una strategia strutturata di contrasto al lavoro sommerso e al caporalato che il settore continua a registrare in misura significativa, complice anche la stagionalità della manodopera richiesta in molte fasi della produzione agricola.

L’intensificazione dei controlli nei mesi estivi, avviata da giugno 2026, si inserisce in questa traiettoria di crescita: i periodi di raccolta più intensi coincidono storicamente con il maggiore utilizzo di lavoro stagionale, e con esso il maggiore rischio di irregolarità contrattuali, sommerso e fenomeni di intermediazione illecita di manodopera.

Patente a crediti: l’effetto preventivo prima ancora delle sanzioni

Tra gli strumenti che hanno mostrato un impatto significativo c’è la patente a crediti per i cantieri, introdotta come presidio di regolarità. Il dato più interessante che emerge dal monitoraggio dello strumento è che molte imprese già operative hanno scelto di regolarizzarsi prima di presentare la domanda per ottenere la patente.

Questo significa che la patente a crediti ha innescato un meccanismo di autoregolazione spontanea: le aziende, sapendo di dover dimostrare la propria regolarità per ottenere il documento, verificano e adeguano preventivamente la propria posizione, prima ancora di subire un controllo. Lo strumento si configura quindi non solo come presidio sanzionatorio, ma come incentivo efficace alla compliance volontaria.

Il Decreto Legge 159/2025 ha rafforzato ulteriormente questo meccanismo, introducendo la decurtazione immediata dei crediti della patente in presenza di lavoratori “in nero” riscontrati durante i controlli. Questa novità costituisce un deterrente diretto e immediato, che favorisce l’emersione spontanea di situazioni irregolari prima che vengano scoperte in sede ispettiva.



Controlli in agricoltura 2026: più ispettori contro il caporalato

La decurtazione immediata dei crediti della patente in caso di lavoratori in nero, introdotta dal DL 159/2025, ha rafforzato l’effetto preventivo dello strumento: molte aziende si regolarizzano spontaneamente prima ancora di subire un controllo

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Infortuni sul lavoro: 597.710 denunce nel 2025, agricoltura tra i settori più esposti

Sul fronte della sicurezza, i dati 2025 mostrano 597.710 infortuni denunciati all’INAIL, in aumento dell’1,4% rispetto all’anno precedente, con gli infortuni mortali che restano sopra le mille unità annue. Un dato che, letto in valore assoluto, va contestualizzato con la crescita significativa della platea occupazionale complessiva — un fattore che incide sulla riduzione dell’incidenza infortunistica relativa, pur senza ridurre la gravità del fenomeno in termini assoluti.

L’azione di prevenzione si sviluppa su due direttrici principali. La prima è l’aumento del volume dei controlli nei settori più esposti — edilizia, agricoltura e industria — che nel 2025 hanno già registrato incrementi delle ispezioni. La seconda è l’orientamento sempre più preventivo e mirato dell’attività ispettiva, attraverso l’analisi del rischio e l’integrazione delle banche dati di INL, INPS e INAIL.

Un elemento chiave di questa integrazione è il Portale Nazionale del Sommerso, nel quale confluiscono anche le risultanze ispettive del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e della Guardia di Finanza — una piattaforma che consente di incrociare informazioni da fonti diverse per individuare con maggiore precisione le situazioni a rischio.

Per il 2026 la programmazione prevede un ulteriore rafforzamento dei controlli nei comparti a più alta incidenza di infortuni, con verifiche concentrate sulle principali cause di rischio: attrezzature, organizzazione del lavoro, appalti e subappalti.



Controlli in agricoltura 2026: più ispettori contro il caporalato

Attrezzature, organizzazione del lavoro, appalti e subappalti sono le principali cause di rischio su cui si concentreranno i controlli del 2026: l’agricoltura resta tra i settori a maggiore incidenza infortunistica insieme a edilizia e industria

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Il caporalato digitale: nuove tecniche per un fenomeno in espansione

Accanto al caporalato tradizionale, l’attenzione si sposta sempre più verso forme di sfruttamento legate alle piattaforme digitali di lavoro. La programmazione 2026 prevede un rafforzamento specifico degli interventi sul cosiddetto caporalato digitale, attraverso strumenti di analisi avanzata e tecniche ispettive innovative, pensate per intercettare forme di lavoro irregolare meno visibili rispetto al caporalato tradizionale, ma in forte espansione.

I settori dove più frequentemente si registrano casi di sfruttamento dei lavoratori — anche in ragione della catena di appalti e subappalti — sono identificati nelle filiere della moda, nel lavoro intermediato tramite piattaforme digitali e, appunto, nell’agricoltura. Per le filiere produttive complesse come quella della moda, l’attenzione ispettiva si concentra soprattutto sulla corretta ricostruzione dei rapporti di lavoro lungo l’intera catena di appalti e subappalti, con interventi spesso complessi e articolati che richiedono strumenti investigativi più incisivi rispetto ai controlli ordinari.

La collaborazione con l’Autorità Giudiziaria si traduce in operazioni di alto profilo, sviluppate anche al servizio di importanti uffici giudiziari — un dato che segnala come il contrasto al lavoro sommerso e al caporalato non sia più affidato esclusivamente agli strumenti amministrativi ordinari, ma si integri sempre più con l’azione investigativa e giudiziaria.



Controlli in agricoltura 2026: più ispettori contro il caporalato

Il Portale Nazionale del Sommerso integra le banche dati di INL, INPS e INAIL con le risultanze ispettive di Carabinieri e Guardia di Finanza: uno strumento chiave per individuare con maggiore precisione i fenomeni di lavoro irregolare, incluso il caporalato digitale in espansione sulle piattaforme

Foto di: OmniTrattore.it

Per chi gestisce un’azienda agricola, soprattutto con impiego di manodopera stagionale nei mesi estivi, il quadro che emerge suggerisce alcune priorità operative concrete. La prima è verificare con attenzione la regolarità contrattuale di tutti i lavoratori impiegati, anche stagionali, considerando che i controlli in agricoltura sono aumentati del 13,5% nel solo 2025 e l’attività di vigilanza estiva è già operativa da giugno 2026.

La seconda priorità riguarda chi opera tramite appalti o subappalti per la gestione della manodopera: la ricostruzione corretta dei rapporti di lavoro lungo la filiera è uno dei punti su cui l’attività ispettiva si concentra con maggiore intensità, e le aziende committenti possono essere coinvolte in caso di irregolarità riscontrate presso i fornitori di manodopera.

La terza riguarda la sicurezza sul lavoro in senso stretto: con i controlli 2026 orientati su attrezzature, organizzazione del lavoro e gestione degli appalti, vale la pena verificare preventivamente la conformità delle macchine agricole in uso, la formazione del personale e la documentazione relativa alla sicurezza, anticipando eventuali criticità prima di un controllo ispettivo.


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