raccontare il calcio tra etica e passione (8.07.2026)


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Buongiorno e a voi tutti non cordiale benvenuti nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, un luogo assolutamente suggestivo di enorme prestigio che se è possibile da ancora più lustro al momento che stiamo per condividere questa mattina e sarà un momento di confronto un momento di riflessione e un momento, anche se vogliamo, per lanciare dei messaggi, dei messaggi importanti che possono servire alla situazione attuale, ma soprattutto al futuro. Un futuro che ci porta al mondo dello sport, al mondo del calcio, ma andremo oltre il tifo raccontare il calcio tra etica e passione. Questa è la nostra iniziativa. Questa è l’iniziativa promossa dai senatori. Gianni Berrino, Paolo Marcheschi e Marco Silvestroni, ai quali farei subito un applauso e da parte vostra, perché se siamo qui è proprio grazie a loro vogliamo focalizzare l’attenzione sul tema che vi ho anticipato per porre l’accento soprattutto
Sulla responsabilità di chi lo sport lo racconta di chi il calcio lo racconta, di chi lo condivide ogni giorno, di chi cerca di lanciare dei messaggi importanti, anche andando oltre, come detto il tifo oltre la passione, una passione che deve essere sempre una sana passione però andremo anche a vedere che cosa sta accadendo con la deriva dei social e questo,
Cercheremo di focalizzarlo per capire come arginare un fenomeno che veramente sta andando oltre il limite, quando si toccano degli argomenti certamente certamente sbagliati, dobbiamo ricordare soprattutto noi che facciamo comunicazione, quanta risonanza ci sia nelle cose che diciamo, come le diciamo a chi arriviamo e quanto questo può influenzare soprattutto se vogliamo i giovani e poi parleremo certamente ancora di tifo etica passione c’è tutto questo che,
E fa parte della nostra quotidianità. Ci sono anche i giornalisti che sono e ne parleremo nel dettaglio identificati con una determinata squadra. Ciò non toglie che fanno molto, molto bene il loro lavoro, ma se vogliamo hanno anche una responsabilità in più, perché è una responsabilità che li porta all’obiettività, un’obiettività che noi non possiamo alla quale noi non possiamo mai venire meno e allora andremo a scoprire tutto insieme tutto in questa mattinata che condivideremo e vogliamo subito un po’stravolgere la scaletta, perché abbiamo, a proposito di giornalisti identificati con una determinata squadra di calcio a dei minuti a disposizione per noi ma li ha trovati proprio perché sa quanto è importante questo appuntamento, Fabrizio Biasin, un applauso a lui, che è collegato con noi
Lui che del buongiorno Fabrizio innanzitutto benvenuto lui che del racconto sportivo fa ovviamente il suo faro lui che particolarmente identificato, ovviamente con la squadra dell’Inter, allora Fabrizio, abbiamo introdotto il nostro tema e cerchiamo di capire innanzitutto Fabrizio qual è il tuo punto di vista quali sono le difficoltà che principalmente incontra un addetto alla comunicazione un giornalista che è codificato comunque come un appassionato di Inter buongiorno Fabrizio,
Buongiorno, buongiorno intanto grazie all’invito.
Diciamo che io, quando ho iniziato a fare questo mestiere ormai diversi anni fa, molti anni fa ho avuto la presunzione, se vogliamo, anche con un filo di arroganza, di poter fare questo mestiere senza nascondere la mia fede sportiva, perché mi sono posto una domanda perché devo mettere una barriera tra me e chi mi legge mi ascolta, io penso di poter fare il mio mestiere in maniera più che dignitosa, anche comunicando qual è la mia fede sportiva e ti dico la verità, io credo di riuscire a farlo anche adesso. Ripeto che sono passati tanti anni, però all’epoca non potevo immaginare dove sarebbe andata la comunicazione e il fatto che in questo momento comunicare significa anche dover stare sui social network, che all’epoca non avevano avuto uno sviluppo così importante, e in questo momento il fatto che un giornalista sia dichiaratamente tifoso di una squadra lo porta per forza di cose a esporsi nei confronti di tutti coloro che lo ascoltano e lo leggono e troppe volte
Il tuo giudizio viene filtrato da da da questa tua confessione e diventa un problema, quindi la la verità, e che forse, tornando indietro, lo rifarei la stessa scelta, anche se oggi io penso di poter dire, dopo tanti anni, che nonostante la mia fede dichiarata io riesco a fare il mio lavoro all’altezza,
Ecco, non lo rifarei Fabrizio, tornando indietro, no, perché la verità è che dall’altra parte.
E ormai è difficile che uno riesca ad accettare che un giornalista abbia una pelle cosa, secondo me francamente è normale, cioè io penso che tutti in realtà.
Tifano per una squadra abbia una passione, però il fatto di averlo dichiarato ti porta per forza di cose a dover fare i conti con chi pensa che ogni tuo giudizio sia filtrato da da quella fede, dal dal, dal fatto di avere una una preferenza e ripeto l’esposizione che ormai hanno tutti quanti sui social comporta che questo sia un problema, quindi, forse, tornando indietro, farei in quello che fanno il 90% dei miei colleghi, cioè starei zitto rispetto a questo tipo di situazione.
Fabrizio quello che anche tu hai detto a un qualcosa che poi rappresenta il segno dei tempi, no, perché sicuramente con il passare degli anni questo tuo punto di vista è andato in una certa direzione, prima non era così, tu hai parlato di social e hai parlato di una.
No, il tribunale dei social e noi lo vediamo no, poi facendo le trasmissioni sportive, per carità, no, il rigore c’era o non c’era per l’Inter, tu non dici sempre che c’era il rigore per l’Inter, però è questo che ti voglio dire, cioè 6 tra le parti di quei giornalisti si tifosi di una squadra ma molto preparato e molto competente per dire sì,
Quel rigore c’era oppure no, ma allora questo sta alla base, cioè io penso che ripeto, io credo che tutti abbiano una fede sembrano far parte del mondo dello sport. Nel caso specifico del calcio, faccio fatica a immaginare che non ci sia qualcuno che abbia una preferenza per una squadra e sto parlando di chiunque tesserati dirigenti, arbitri, giornalisti, tutti hanno la loro preferenza, però, se parliamo di giornalisti, il giornalista poi deve riuscire a guardarsi allo specchio e potersi e poter rispondere. Io riesco a fare questo mestiere in maniera del tutto oggettiva e io penso di sì. Questo però deve essere un principio molto solido, molto chiaro. C’è il giornalista che di fronte a dei fatti non riesce a mantenere l’oggettività, non è un giornalista, non riesce a fare bene il proprio mestiere. Io personalmente credo di riuscire a fare questa cosa, cioè se un rigore e un rigore dell’Est deve essere tale a prescindere dalla squadra per cui questo rigore è arrivato
Tu riesci però a metterti in discussione, cioè quotidianamente, quando magari sostenendo che il suo ok ma ma sono stato obiettivo come volevo essere Time. Questo è azione, te lo chieda, il, il lavoro dell’autoanalisi personale deve essere fatto quotidianamente, ma da tutti i giornalisti, non solo quelli che hanno una passione manifesta, cioè tante volte rispetto a un giudizio, quello di dei The deve ragionare dire. Ho detto esattamente quello che pensavo o filtrato il mio messaggio, perché sono stato, diciamo forzato, dal mio interesse della mia fede se rispetto a questo tipo di situazione la risposta è no, mi sono fatto condizionare, allora significa che ho fatto molto male il mio lavoro. Invece io credo che uno debba avere
La forza di essere sempre oggettivo se vuole essere ritenuto un giornalista all’altezza,
Fabrizio, so che ci devi lasciare alle 10:50, giusto per cui ti faccio un’ultima domanda che poi vorrei rivolgere anche ai nostri illustri ospiti qui.
Siamo a un punto di non ritorno, Fabrizio cioè non torneremo mai indietro a ciò che era prima, cioè rispetto al modello di comunicazione, sì, ah, io penso che sia in totale evoluzione, cioè un tempo fino a, diciamo vent’anni fa il giornalista aveva un ruolo ben identificato non esisteva il giornalista di carta stampata il giornalista radiofonico, il giornalista televisivo e giornalista dell’agenzia finiva lì oggigiorno, invece, il giornalista deve riuscire a
Mettere un piede ovunque perché non non sei più standardizzato, devi riuscire a parlare con il più possibile di di coloro che hanno la voglia di ascoltarti, questa cosa però comporta anche tutta una serie di problematiche e il fatto che ormai chiunque si ritiene giornalista, perché esistono svariate piattaforme che consentono a chiunque di di farsi ascoltare il che non è per forza un male.
A patto che chi ascolta, riesca a filtrare e a capire la differenza tra chi prova a fare buona informazione e chi invece prova a venderti cose che non esistono.
E si chiunque si ritiene giornalista, ma non essendolo diventa poi un problema, è assolutamente sì e da qui, da questo punto di vista, purtroppo non esistono chiare normative, cioè ormai, ripeto, chiunque riesca a farsi ascoltare da una platea che poi magari poi piano piano si allarga anche se non ha le basi del giornalismo diventa un comunicatore e a volte di The riesce a diciamo coinvolgere più gente di di dei dei dei classici giornalisti che invece hanno fatto la la strada tipica di chi prova a fare informazione.
Grazie grazie a Fabrizio Biasin, lo salutiamo con una.
Grazie a voi, grazie su un grande applauso lievitato. È stato un grandissimo piacere. Grazie grazie davvero e buona buona buona continuazione, perché anche lui ha tanti tanti impegni, giustamente perché lavora, lavora bene e a proposito della lavorare bene. È proprio anche su questo che ci vogliamo soffermare oggi, perché come cosa stiamo facendo, cosa dobbiamo fare e soprattutto perché oggi ci ritroviamo qui, lo vogliamo chiedere innanzitutto a coloro che ci hanno voluto chiamare a raccolta perché io l’ho detto e ci tengo a dirlo parliamo di di calcio, si parliamo di calcio, no, non parliamo di calcio, parliamo di uno dei fenomeni più seguiti nel paese, il calcio muove le masse, il calcio attrae milioni di persone davanti alla televisione, alla radio sappiamo qual è il seguito e allora proprio attraverso il calcio noi possiamo imporre, possiamo imporre, magari è un termine forte, però possiamo farlo un cambiamento culturale, un cambiamento di direzione, affinché noi poi non si debba parlare ogni sabato e domenica della rissa dell’accoltellamento di quello che accade fuori dallo stadio che di quello che accade, a volte dentro dei toni aspri di striscioni che non si possono neanche ripetere per quanto sono violenti a ledere.
La parte umana del tifo di tutto questo parleremo insieme, allora vorrei subito ringraziare nuovamente Gianni Berrino, Paolo Marcheschi e Marco Silvestroni, andiamo subito da Gianni Berrino, capogruppo dei Fratelli d’Italia, della commissione giustizia, Senato della Repubblica, un applauso a lui subito perché io vorrei chiedervi e lo farò a tutti e tre con tutti e tre come è nata questa iniziativa quando è nata,
Buongiorno a tutti è nata.
Per la passione che ci accomuna, per il per il calcio e quindi per insieme ad altri, anche ai senatori che sono qui presenti in prima fila quando uno ha la passione per il calcio, non dico per lo sport, per il calcio, per me è una passione differente a quella degli altri sport e quella per il calcio.
Si pone delle domande, a meno che non vogliamo dire che va tutto bene, le domande sono perché faccio il tifo.
Perché mi arrabbio e gioisco perché faccio cose che per altre aspetti della mia vita non farei mai.
E ne vale la pena dal punto di vista etico, fare tutto questo
E quando lo abbiamo organizzato insieme a Paolo?
Marco.
L’abbiam detto facciamolo l’Italia fuori dai Mondiali, parliamo di calcio senza passione perché quando lo faremo ci sono i Mondiali in corso, ma noi non saremo appassionati mai personalmente, ma poi lo diranno anche loro, ci saremmo immaginati di essere qui a parlarne oggi, in un momento in cui la più grande manifestazione del nostro sport che si fa ogni quattro anni,
Ha avuto una caduta caduta di etica e di stile terribile,
Mai ci saremmo.
Immaginati di vedere e sentire quello che abbiamo vissuto in questi giorni.
E mai ci saremmo immaginati di non poter tifare neanche per quello che gioca meglio, perché fino adesso è stato veramente è difficile trovare chi appassire chi è appassionato di calcio a trovare una squadra che ti appassiona, guardandola, e quindi questa grande delusione che per conto mio c’è nel vedere il Mondiale attuali nel vedere tutto quello che gira attorno ai Mondiali nel vedere che ogni 20 minuti i giocatori si fermano perché si devono,
Abbeverare in modo che gli spot vadano in televisione, spaccare il ritmo della partita a spaccare il pathos sugli spalti, in modo sacrificare tutto sul sull’altare del dio denaro sicuramente pone l’etica ancora prima della passione.
E a me che sono grande tifoso troppo per come dire Biasini ha fatto un che ringrazio sempre ha fatto un’analisi di come i giornalisti si dovrebbero comportare delle analisi che dovrebbero fare non solo nel mondo dello sport è in politica, forse ancora ancora di più, ma io che sono un grande tifoso del del calcio e quindi parteggio e non sono per niente, voglio dire, come dire quando gioca la mia squadra, non riesco a essere onesto nel dire se ha giocato bene o male per me gioca sempre meglio delle altre quando perde non se lo meritava mai. Detto questo e ne vale la pena. Ne vale la pena in questo in questo momento, di sacrificare la nostra passione quando l’etica è messa molto da parte da altri livelli. Forse lo è ancora nel calcio di provincia che io vado a vedere la mia sanremese in serie D e
Dire, mi sento che è ancora un quadro in terza, quarta, quinta serie, sono partite che ancora prendono, prendono al cuore del del tifo che si è organizzato e non lo è come è come in altri mondi, o lo è solo per per tifare e questo pone l’interrogativo per cui si fa questo questo convegno noi tutti vogliamo che il calcio sopravviva come passione popolare per fare per farla sopravvivere come passione popolare c’è bisogno del tifo ed Irpef per avere il tifo sano dei giovani.
E dei delle famiglie allo stadio e anche per vuol dire gli sfottò e tutto quello che c’è attorno alla passione italiana per il calcio c’è bisogno che il calcio sia credibile, sennò nessuno spenderà dei propri soldi del proprio tempo per andare a vedere qualcosa il cui copione è già stato scritto lei ha parlato di caduta di etica e di stile enorme.
Ah parla, prego, prego, prego, no, no, volevo chiederle a cosa si riferiva in particolare al e ingerenze, se vogliamo anche politiche, perché è inutile raccontarci cose diverse oppure al di là dei Cullin break.
No d’ingerenza, l’ingerenza addetta.
Ci toglie l’immaginazione che magari non c’è.
Tutti dicono sì, beh, cioè potere che magari anche nel nostro campionato sono leggende metropolitane che tra i tifosi ci sono sempre state, è bello magari immaginare che ci siano mai subito bello immaginare che magari non ci siano quando tu la mette sul piatto si è vero, ho telefonato togli anche quell’ultimo velo davanti a chi immagina e sogna che il calcio sia ancora ha fatto di un pallone 22,
E 22 uomini o donne, a seconda che sia calcio femminile o maschile che corrono dietro a quella palla per metterla dentro quella porta, e lo stile viene meno quando tu non porti a un Mondiale.
Le 24 squadre che meritano di giocare un Mondiale ma ne porti 48, sottoponendo i tifosi a un mese di partite inutili per poi ritrovarsi agli ottavi di finale con sei squadre europee, una squadra sudamericana è una squadra africana.
Dov’è lo stile e business,
E non lo dico questo perché l’Italia avrebbe meritato di esserci, perché se ha perso con la Norvegia, ha perso con la Bosnia che sono andate avanti, probabilmente l’Italia era più scarsa fatto i nostri che non ci siamo riusciti ad andare, ma non c’è più lo stile di vedere delle partite vere non predeterminata aspettando che l’unica cosa che ti attrae davanti al televisore magari Capoverde si qualifica al secondo turno che è stata l’unica cosa bella di questo primo mese di Mondiali.
Chiarissimo, grazie a Gianni Berrino, Capogruppo Fratelli d’Italia, la Commissione Giustizia al Senato della Repubblica, e andiamo al senatore della Repubblica Paolo Marcheschi, con lei vogliamo proseguire questo tipo di discorso che ha cominciato con.
Ah, ma cruda verità, perché poi così e non ci vogliamo nascondere dietro un dito non dobbiamo nasconderci dietro un dito, ci dicevamo questa mattina voi tutto questo lo avete ipotizzato e programmato un po’di tempo fanno, ci ritroviamo oggi oltre il tifo raccontare il calcio tra etica e passione parlando di un Mondiale che ci mette in discussione sia il concetto di passione sia quello di etica,
Sì, c’è da spingere un po’la passione, no, perché guardare tutte queste squadre al Mondiale non vedere la maglia azzurra, sinceramente io voto anche il colpo al cuore di essere in una missione a Boston, il giorno iniziale de dei campionati del mondo sono entrate nel negozio della fissiamoci del male, però ero lì con tutti i suoi aguzzini sin gonnellina che giravano per Boston che giocavano il giorno dopo e sono entrata nel negozio della Fifa enorme.
E c’era tutte le maglie dei partecipanti, sono andato a cercare lo scaffale di quella nazionale e non c’era clamorosamente, né neanche avendo, ecco la maglia della nazionale italiana e questo ovviamente la dice molto no sul erano negozi affollatissimo, ovviamente da tutti i Paesi grande business che ci gira l’Italia insomma ecco completamente esclusa, quindi questa è una delusione, un colpo a quella.
E passione, a quel il tifo no del tifo è una condizione
Motiva che io credo debbano avere anche tutti debbano avere molti addetti ai lavori, soprattutto chi più chi fa sport, chi fa calcio, anche dei giornalisti che l’abbia prima si è tifosi, poi si diventa nella nella professione qualcos’altro, quindi chi è tifoso che faccia il politico, faccio il giornalista faccio il medico rimane ci fosse per sempre, se può disamorare, ma poi anche dalle sconfitte. Io, ahimè, si capisce da dove vengo, se non siamo abituati, quindi, se sono ancora tifoso vuol dire che non ho capito niente o che non mi rassegno, ma insomma
Si possa avere un tifoso vero, però è così è così e se si critica polemica, poi figuriamoci nei toscani, figuriamoci se non si fa polemica, però poi si rimane sempre lì. Ecco, sul giornalista mi piace di dire un paio di cose, cioè nel senso è chiaro che il giornalista che ha fatto un percorso professionale e che nasce, diciamo, un corso tifoso, debba ovviamente avere come stella polare è quello di conservare l’etica, la responsabilità delle parole che dice il rispetto tassativo della cronaca, quindi, raccontare quello che si vede, cioè l’arbitro ha fischiato il rigore poi, semmai nella propria opinione personale può dire se secondo lui o no, era e qui ci si divide un po’anomala nel mondo del giornalismo, perché chi è libero di poter fare tramite ovviamente, un rapporto con l’editore in base a dove lavora di poter fare il giornalista tifoso, è chiaro che si schiera, come abbiamo sentito dire e che può portare il proprio contributo in modo libero o se tu vuoi. È vero e io
L’ho provato, diciamo da politico, non da giornalista sportivo, che quando ti metti una maglia subito inevitabilmente diventi meno credibile, perché qualsiasi cosa tu dici non è più nella sfera dell’oggettività, ma l’hai detto perché ti sei di Fratelli d’Italia e che difende il governo o la o le hai detto perché sia i tifosi dell’Inter si sia un giornalista, ma sei parli per una rete dell’Inter o Fiorentina. Quindi è vero che professionalmente, chi fa la scelta di schierarsi apertamente, cosa che a me piace molto di più, lo dico anche facendo un parallelo con la politica, no, molti elettori non sanno cosa leggono se un giornale schierato o no, perché non sono molto informati e non sono tenuti a essere informati se quella testata e schierato o no, quindi tante testate pseudo
Diciamo equilibrate, in realtà fanno molto più politica di quelle schierate e hanno spesso anche molto più successo che vanno a incidere proprio su delle opinioni che devono formarsi. Invece, chi legge i giornali già schierate sa di sa di poterlo fare come chi ascolta Radio, Televisioni orientate sul tifo sa cosa si aspetta sa che il messaggio è quella non viene tradito da quel messaggio, anzi vuole sentirsi dire, anche se uno fa polemica attacca sia all’interno dei delle testate giornalistiche, poli politici politiche che certe, sia nelle radio diciamo dei tifosi, si sa che cosa si aspetta, quindi, quando si attacca alla proprietà o il calciatore o che la Toscana ha fatto schifo, sai che poi rimane lì e voi ascoltarti quella roba, là invece su diciamo testate che istituzionali, ovviamente, che devono tenere un certo equilibrio e ovviamente dove i giornalisti
Fanno il proprio comportamento etico e irresponsabile, dove stanno più equilibrati, è ovviamente difficile farsi alcune opinioni, è chiaro sul cartellino rosso tolto.
E alloggia al calciatore negli Stati Uniti. Insomma, penso che tutti ce la faranno un’opinione, non c’è bisogno di essere equilibrati, no, che che che è un è un sopruso, vedo che un arbitro internazionale che magari lo dirà lei dopo di me è chiaro che non c’è opinione da da da generale è già generata, quindi è un di è una, però è un fatto di cronaca che già genera ovviamente tanti commenti, quindi, per concludere, la cosa che appare più delicata e più complicata, anche per chi ha fatto il professore ha fatto esami è diventato insomma un giornalista professionista
È competere con un mondo che va invece sui social e che non aveva bisogno dei pazienti, non ha bisogno di delegittimazione, non ha bisogno di responsabilità e quindi chiunque va e soprattutto nel calcio, sappiamo che chiunque può parla di calcio che tutti parlano di calcio quando c’è la nazionale, siamo tutti allenatori della nazionale e siamo tutti si tifosi, ma anche esperti, anche un po’di politica, devo dire la verità. Noi ci insegnano tantissimo social che tutti i giorni ci racconta cosa dobbiamo fare, dove abbiamo sbagliato e cosa facciamo, però noi che ovviamente siamo politici abbiamo, dobbiamo avere la sensibilità del polso della situazione, per noi i social sono un termometro, no, no
E quindi questi signori che scrivono e hanno, come dicevano anche prima, probabilmente anche il più seguito rispetto ad alcune testate giornalistiche e rappresentano un elemento di informazione o di disinformazione che che verifica perché la notizia diciamo all’acme di cronaca si può verificare, ma se la notizia viene raccontato in modo non ha altro da informazioni disinformazione, il confine è labile e su questo bisogna stare molto attenti e interrogarci perché chi scrive spesso non è obbligato a seguire quell’etica professionale che ovviamente deve seguire, che ha fatto un esame per diventare giornalista, quindi è su quello che la partita secondo me si gioca sui nuovi mezzi di comunicazione, su chi dice cose su come lei dice e su come vengano recepite. Teoricamente è obbligato, però e diciamo è obbligato a fare informazione e a non fare disinformazione. Teoricamente, ecco, diciamo teoricamente perché uno si apre un profilo, ecco che sia TikTok e Instagram di qua e di là, e si racconta che quello era rigore. Era io l’ho visto rigore e poi tutti
E credo che lo seguono danno ragione a lui che era rigore, poi magari è una sua opinione, non è un fatto di cronaca e questo è il concetto di e, come spesso si sa, anche qui lo dico anche in politica spesso tante mezze bugie diventa verità se ripetute a lungo no e si è ripetuto con quei canali di informazione ora che a volte sono anche molto più forte, molto più potenti e aggiungo,
Neanche si sa anche magari finanziati da chi, perché anche questo è importante, dove si passa delle comunicazioni che non si sa dove arrivano spesso né nella politica, si può capire, ma anche indeboliscono l’opinione pubblica nei confronti delle società di calcio, spesso si fanno delle campagne contro le società contro i presidenti no contro e quindi su questo poi ovviamente ha riflessi economici che poi magari c’è meno abbonati almeno partecipanti più polemica più striscioni,
Fatti anche in modo violento allo stadio, anche lì, in teoria, ci dovrebbe essere tutto un controllo, no, bisognerebbe guardare i contenuti degli striscioni che entrano nello stadio, spesso sfuggono anche queste cose qui e alimentano il clima, diciamo di antagonismo e anche di violenza che spesso fa male in generale allo sport poi diventa una deriva incontrollabile, però essi pericolosissima e pericolosissima però è, come dire, non credo che al momento oggi abbiamo,
I mezzi sufficienti, soprattutto sui social media, di poter controllare il contenuto e, diciamo, delle notizie o delle opinioni, perché è questa la differenza, spesso un’opinione viene viene scambiata per una notizie, ecco quando senti dire sì, ma io l’ho sentito alla radio e quindi spesso e
Mentre spesso sono desideri quelli quelli noi noi a Firenze ve lo Davide ne abbiamo tanti noi d’estate la Fiorentina vince sempre tutti gli anni, lo scudetto quando ci comprando giocatori per noi, parliamo già dello scudetto poi dopo ottobre abbiamo già capito che chi lo vince l’Inter, ecco qualcun altro quest’anno, avete rischiato e avete pure rischiato a dicembre David, poi ne parliamo insomma, veramente chi si poteva immaginare? Una una Fiorentina così in basso è stato un miracolo a salvarla. È passato è passato, ormai pensiamo al futuro e al prossimo allo scudetto viola della prossima stagione
E allora, grazie Paolo Marchese, un applauso, anche Paolo Marcheschi, senatore della Repubblica, con Marco Silvestroni vogliamo continuare perché buongiorno anche a lei un applauso anche a lei, perché questo è il ah, è il gruppo di lavoro, questo è il trio vincente che ci ha portato qui questa mattina vogliamo,
Continuare su questa su lungo questa scia, perché in qualche modo un’inversione di tendenza.
Vogliamo vogliamo, vogliamo far sì che avvenga, che ci sia e credo che questo tipo di giornate, questo tipo di incontri possono essere molto, molto utili, soprattutto perché c’è la vostra voce, le istituzioni, chi il calcio lo racconta, chi lo sport lo lo racconta, fermo restando che poi magari io alla Domenica Sportiva sto 10 minuti a parlare di un rigore che c’è o non c’è e faccio il picco d’ascolto perché la gente vuole vuole il problema.
Vuole Lac, vuol il la polemica, la polemica accendete, ma perché dobbiamo accendere sempre questa polemica?
Beh, perché?
Ti ringrazio, scusate sia i colleghi Berrino e Marcheschi e tutti i presenti e i colleghi senatori presenti che sono venuti ad ascoltare un convegno importante che che, come diceva prima, mi sembra Berrino, è il titolo lo dice no oltre il tifo raccontare il calcio tra etica etica e passione io vorrei prima stigmatizzare una cosa e qual è il valore,
Del in questo caso del calcio be, a noi abbiamo inserito in Costituzione proprio il lo sport come valore, valore educativo e valore sociale, e c’è una frase molto bella che dice che il il calcio è una delle cose più importanti tra le cose meno importanti.
Della vita, che è sintomatico per il il valore che ha, e cioè nel calcio tra chi lo pratica tra le società me e tra anche i tifosi, accompagna tutta una vita di di di noi tutti e dei dei ragazzi, sia lo sport e quindi soprattutto il calcio che è la cosa più importante è lo sport più importante che noi abbiamo in Italia, quindi questo valore etico che deve accompagnare e qui poi troviamo la difficoltà quando andiamo sulla parte di chi lo racconta il calcio,
E cioè il valore che ha il calcio, è quello che ti abitua a rispettare il il compagno, a rispettare, l’avversario a rispettare decisione ingiusta di un arbitro, poi si esce dal campo, poi il tifoso esce dagli spalti e in quel caso deve continuare quel valore etico che è insito nel chi in realtà fa sport, ma il problema è che io trovo nel raccontarlo questa questa parte importante etica è che oggi, soprattutto attraverso i social,
E non solo nelle radio che in realtà sono sono raccontano il carcere, ma ognuno a modo proprio, però insomma raccontano, racconta nel calcio, ma poi abbiamo influenzerà oggi che continuamente sono sui social che non sono giornalisti.
Che creano a volte un tifo in maniera sbagliata, che creano pur di fare audience.
E danno notizie false e sbagliate, credono, creano aspettative né in chi li segue, perché imprudenza, sono tantissimi OGM e sono seguitissimi spesso più delle trasmissioni televisive, spesso più delle trasmissioni radiofoniche e soprattutto anche quelli della della carta stampata, ma non sono dei giornalisti, non hanno spesso e volentieri notizie vere e creano sicuramente situazioni in quel caso non etiche perché creano aspettative poi il tifoso.
Legge la Roma è un continuo io sono io, non sono un tifoso della Roma, quindi li vado a vedere no, lì continuamente li vedo, ogni giorno la Roma ha acquistato, ha chiuso con, non è vero, non è vero niente, non c’è una trattativa neanche in corso.
No, se fosse della Lazio, perché tanto non acquista nessuno, quindi al dubbio non è un problema.
Che se fosse conferma quello che ha detto lui, che s’era diverso.
Ecco perfetto
Al 100%
E quindi voglio dire il valore nel raccontare le le, l’etica e quindi la professionalità andrebbe ricercato anche per tamponare questa parte, sicuramente.
Non professionale di chi racconta racconta il calcio, anche perché cosa voglio di calcio oggi è vero che abbiamo detto a un’etica, ma ormai il calcio è ormai macina miliardi.
E quindi è un business.
E quindi, quando il calcio diventa rimane solo business, perde pure quella parte di valore sociale, educativo che ha e che si trasmette dappertutto, nel senso il valore e lo devono avere, i calciatori devono avere gli allenatori, dirigenti, presidenti, e chi lo racconta, questo a parte di valore etico, quando entra il business, girano tanti soldi, spesso viene a mancare quell’anima valoriale come come fare sicuramente non lo so per quanto riguarda la prima parlavamo a Berlino, inizialmente verrà della Nazionale. Io spero che oggi collera e quindi saluta il nuovo presidente della Federcalcio
E quindi dell’Anas della nella nazionale Malagò io gli facciamo i complimenti e gli auguri di buon lavoro e un suggerimento, secondo me, potrebbe essere quello di copiare, come ha fatto il Presidente della Federazione del del tennis, del padel e come Laura, organizzato dai risultati che hanno ottenuto per cercare di riorganizzare il il fenomeno calcistico italiano.
Grazie intanto le le mi aggiungo, aggiungo a quello che ha detto lei che il nostro credo il no, il nostro ordine noi abbiamo un ordine, l’ordine è quello di controllare la fonte, cioè quello che dice lei lei guarda no, la Roma ha preso Messi okay,
È normale che noi dobbiamo vede, ma chi l’ha detto la nostra frase ma chi l’ha detto, ma chi lo riporta lo riporta l’Ansa, va bene, riporta l’Agi, va be’noi, abbiamo il controllo della fonte, l’avremmo doppio, il controllo della fonte è che tutto questo non riusciamo, qualcuno non riesce più a farlo perché su Twitter chiunque si sveglia e dice e da una notizie a nessuno la verifica più ogni tanto muore qualcuno poverino che vivo e lo troviamo dai social e lo troviamo defunto e non è vero.
E questa è una deriva incontrollabile, perché le influenze Ron gli influencer non sono giornalisti, ma le persone non lo sanno e questo è il problema.
La Roma ha chiuso commessi non racconti la storia chiusa e non lo prendono.
E neanche che Ferguson per dare la lottizzazione casuale ci vuole bianca.
Esattamente, beh, sì, la trattativa, la trattativa in corso Peschiera, scherzi Scherzi a parte il terreno e della Samp, quindi.
Le scarpe a l’è dell’Inter, io allora adesso dichiaratamente lei della Fiorentina, è ovvio, l’unica squadra per cui soffro gioisco faccio pazzie da quando 12 anni e la Sanremese, che gioca in serie D, e così è l’unica per cui sento che vedo le partite in modo diverso che qualsiasi altra squadra poi sono interista o una simpatia per il Genoa, però la passione vera del cuore e biancoazzurra lato ligure di Ponente, quindi si possono avere tanti amori e tutti un po’un po’snob, siamo un amore delle amanti
La Sanremese,
Ah, benissimo benissimo e invece il senatore Silvestroni, l’ha detto e della e della Roma, quindi qui è tutto dichiaratamente molto, molto chiaro. Sabato un attimo devo parlare un attimo, il dottor Faroni laggiù e ritorno sub assolutamente la l’aspettiamo, intanto, vogliamo proseguire facendo un grande pausa. Francesca Teodori, collega giornalista. Grazie ok, racconta di Roma e tifosa della Roma, lo possiamo dire senza nessun problema. Mi dichiaro assolutamente nella mia massima onestà io, tifo Roma, da sempre da quando sono bambina, quindi la alla professione non ha cambiato la mia onestà intellettuale, tutti lo sanno e quindi è inutile negarlo. Ecco, Francesca noi abbiamo sentito dire dal dottor Marcheschi quando indossi una maglia di 20 immediatamente meno credibile nell’immaginario collettivo. È così
Ma sicuramente si fa quotidianamente a smentire questo questo concetto, questa questa questo preconcetto allora preconcetti, devo essere onesta, mi capita molto poco perché io credo di essere abbastanza, dico abbastanza perché poi il tifo, secondo me in qualche modo ti condiziona anche nella narrazione di quello che tu vuoi esprimere perché è un qualcosa che ti parte dal cuore quindi un piccolo condizionamento comunque te lo lascio.
Però io sono, credo, di essere stato sempre una persona molto oggettiva nel valutare gli episodi arbitrali piuttosto che la vittoria del campionato di altre squadre e la mancanza, magari di quel qualcosa che mancava alla mia squadra per poter arrivare a livello di altre e prenderne consapevolezza di aiuta anche poi ad analizzare no quello che manca quello che che si potrebbe fare.
Quindi diciamo che secondo me dichiararsi sì, come ha detto anche Biasin, ti mette in una condizione che nel momento in cui parli in un certo modo della tua squadra, sembra che lo stai facendo forse anche più col cuore che con la testa però questo poi dipende sempre da dall’interlocutore, da chi ti ascolta deve avere l’intelligenza, chi parla, ma anche chi ascolta secondo me e non partire anche lui dal pregiudizio di dire non ascolto e non voglio prendere atto di quello che sta dicendo la persona X in quanto non abbraccia magari la mia stessa il mio stesso tifo,
Ecco il tifo, questa cultura del tifo sana e consapevole questa e che vogliamo alimentare noi oggi, quanto siamo quanto siamo lontani, ma io credo che il tifo sia la parte più bella del calcio, poi esistono purtroppo degli episodi che, come nella vita di tutti i giorni non è solo il calcio vanno secondo me stigmatizzati e e bloccati sul nascere perché il calcio, il tifo è un qualcosa che crea comunità, crea condivisione negli stadi, nelle comunità calcistica dovrebbero azzerarsi tutte le differenze di qualsiasi tipo. Quindi è chiaro che quando si verificano episodi di violenza a episodi di che la violenza non è soltanto quella che noi pensiamo, l’accoltellamento piuttosto che magari Larizza, e anche la violenza nel cercare di far passare un calciatore, un club
Con un messaggio che poi va a creare delle problematiche anche di reputazione.
E qui mi ricollego sui social, oggi basta una frase e basta.
Una considerazione che va oltre i fatti, oltre la verità e noi possiamo rovinare la vita a una persona, creare un danno economico a una società, magari creare anche problematiche inerenti a famiglie, perché dietro un calciatore c’è sempre magari una famiglia, quindi ti dico il tifo credo che vada sempre di più, considerato il centro focale del calcio, ma in tutti gli sport però l’utilizzo, come dicevi te dei social e la capacità di saper raccontare non soltanto la polemica, non soltanto quello che magari ci si vuol sentir dire per chi fa si dice nei social content questa parola è una parola che io non sopporto io lavoro nei social ho molte volte
Chiaramente interagisco anche con persone come dicevate, che non sono giornalisti ma che parlano H24 di calcio, e devo fare una sottolineatura, non è vero che tutti, non essendo giornalisti o non avendo quel patentino, non sono capaci di comunicare, ci sono molte persone che sono capaci di comunicare, ma il problema è che noi giornalisti abbiamo comunque un codice da seguire e questo però non può essere una colpa data a loro. Questo è un vuoto normativo che va colmato sistemato. Secondo me, in qualche modo il, la comunicazione social, chi apre un canale e può liberamente parlare H24 di calcio durante il giorno
E dovrebbe essere comunque in qualche modo monitorato e controllato, magari dietro segnalazioni di utenti, che poi si rendono conto che quella comunicazione sbagliata però ripeto, secondo me il problema principale è che bisogna iniziare a raccontare anche le cose belle, quelle che fanno meno notizia perché dietro a ogni situazione ricca di calcio io sono una che ama il calcio romantico, ci sono delle storie, non si devono raccontare solo le Vittorio grandi campioni, si deve raccontare magari anche del portiere che non ha grosso successo in ambito no durante l’anno nei propri campionati ma che poi magari al Mondiale fa una partita stratosferica para tutto,
E quella è una bellissima storia a cui ha dato poco spazio Messi è chiaro che raccontiamo chi è che non può, potrebbe non parlare di messi di Ronaldo, ecco su Ronaldo, c’è stata tanta cattiveria nei social, lei questa cosa è un qualcosa che ho mi crea dolore, nel senso che un campione sarà che io ho vissuto malissimo l’addio di Totti alla Roma e perché secondo me è un campione ha diritto di scegliere il momento in cui dire basta per tutto quello che ha dato al calcio e anche alle persone e quando sento magari tante cattiverie contro Ronaldo, che ha un’età troppo alta ormai per giocare Smitty, sì, è vero, però non c’è no nel senso può essere vero dal punto di vista anagrafico
Però non c’è bisogno di di dargli quel calcio, è lui che saprà quando, quando è il momento di dire basta, secondo me cattiveria da parte dei social o sì, certo, AMPA no, anche lui che si presenta a 41 anni davanti ai microfoni e dice in nella mia carriera la cosa più difficile è stata parlare con voi, beh diciamo fra quello,
Anche se la poteva risparmiare Coesia, abbiamo sempre elogiato Cristiano Ronaldo.
E lo abbiamo applaudito, se lo dobbiamo criticare, lo critichiamo.
E cioè mettersi in competizione con no, quella è vera, oppure a una domanda molto chiara sul gol di Leo Messi lui di chador, questo è un PLIS fra non è bello, perché comunque sia no messi non avrebbe risposto, così io adoro Cristiano Ronaldo perché ha una cultura del lavoro cioè lui tornava dalle trasferte quando giocava con la Juventus lo so me lo dicevano.
I miei colleghi lui alle 3 di notte, si ricomincia, ricominciamo fra gli addominali, cioè capisce a casa rifacevo agli addominali.
E con tanta famiglia a casa io Simona del lavoro incredibile, però da questo punto di vista il campione è anche quello che accetta la sconfitta, accetta uno migliore di te, accetta il fatto che se non vai e non sei tu a vincere il Pallone d’Oro alla cerimonia ci devi andare ciò che sai che non ci
E questo no, non per dirti che è stato criticato. Giustamente, però anche lui un po’ci mette del suo questo ti voglio dire diciamo che poi credo dimmi se sbaglio no, sia. Io credo che sia sbagliato continuare. Ecco anche questo modo di che noi abbiamo di mettere a paragone due campioni che poi, se lei analizzerò successivamente, non si possono paragonare se vogliamo parlare proprio prettamente di calcio, ma anche a livello proprio questa dicotomia continuo ammessi sono due calciatori diversi, anche nello status di come sono caratterialmente, come persona che nelle donne è nato com’è con le doti dei esatto esatto, sì degli unici Cristiano, Ronaldo, no, no, certo, però questa è o ci sono vedi anche qui due correnti di pensiero, perché ci sono coloro che ritengono Ronaldo, addirittura non dico superiore, ma si qualcuno anche superiore, poi ci sono gli appassionati di Messi, io ho sentito persone dire anche Chiesa Messi è superiore a Maradona e li sinceramente non ci sono stato, ti dico la verità perché poi esiste chiaramente un gusto personale, esiste un’analisi però, insomma,
Maradona è è una leggenda, magari messi quando un domani non sarà più tra noi, diventerà allora nel ricordo forse superiore a Maradona, però insomma, per ora io mi tengo Maradona, va be’intanto gli argentini dicono, insomma, è come scegliere tra mamme e papà no per loro, per loro è impossibile, però Francesca e poi sentiamo andiamo avanti anche queste grandi critiche che ci sono nei confronti di Cristiano Ronaldo, da parte degli utenti social, lì è lì che la deriva incontrollabile, ma anche a noi ci massacrano quotidianamente. Io personalmente, ad esempio, non ci sto quasi per niente sui social perché gli insulti gratuiti e non mi va di prenderli, ma concludo, il problema è che, quando ti trovi sui social
Non dirlo no, giusto quando ti trovi a lavorare sui social, la prima cosa che ti viene detta è che le regole di ingaggio prevedono che la community che frequenta quei social sia abituata ad avere quel certo linguaggio per me è sbagliato, perché il rispetto non dipende dal luogo in cui io arrivo il rispetto secondo me va portato a prescindere.
Una questione di educazione è una questione di forma di etica e quindi si assolutamente di sono d’accordo con te grazie francescano applauso a lei, poi ivi sentiremo e ma intanto dal mondo Roma, vogliamo passare al mondo Lazio con Alessandro Corsi, un applauso anche a lui giornalista di Rds, tifoso della Lazio e qui Alessandro insomma tocchiamo delle doti delle delle note dolenti, nel senso che passiamo in un mondo in cui,
Si sta vivendo un momento complicato proprio nel rapporto tra tifoseria, proprietà, Club, squadra, ci sono, le proteste ci sono, c’è una tifoseria che vorrebbe un cambio, no a livello societario e quindi siamo abbonati, non entriamo, non ci abboniamo più.
Il Lecce tra etica, passione, tifo interessi, aiutaci a metterci a mettere un po’d’ordine, perché comunque la Lazio è una grande società e, insomma, non si merita quello che sta accadendo storicamente no, i contenuti che sono stati trattati fino a questo momento in realtà racchiude un po’tutto quello che sta succedendo nel nel mondo Lazio perché abbiamo parlato dell’importanza del tifo abbiamo parlato dell’importanza della comunicazione, della crossmedialità anche,
E dei social della responsabilità, la credibilità di chi parla a tante persone e magari la fortuna di avere parecchio seguito. Parto dalla prima il tifo e è chiaro che senza pubblico, senza spettatori, nessuno sport, nessuno spettacolo potrebbe esistere, e questo vale soprattutto per il calcio. E quando una tifoseria nel caso della Lazio è poco ascoltato, è stata poco ascoltata come in questi ultimi, in questi ultimi anni ci può stare che poi il tifoso possa manifestare in maniera. Anche poi abbiamo parlato di violenza, eccetera, invece molto civile, no, in questi due, queste tre estati abbiamo visto tre manifestazioni pacifiche che hanno semplicemente avuto l’intenzione di esprimere un dissenso e una poco approvazione per quello che sta succedendo. Ma al di là di questo, poi, quando io vivo due realtà molto diverse, perché di notte conduco un programma su RDS, un programma radiofonico di intrattenimento quindi segue una comunicazione, diciamo un po’più tradizionale, con una linea editoriale
E il giorno mi occupo di un progetto parallelo che ho creato io sui social, in particolare su YouTube, che si chiama Zona corsi e segue le vicende calcistiche, la stretta attualità attualità sportiva e anche appunto quello che succede alla Lazio e lì ho più libertà di esprimermi e posso dire quello che vogliono e però mi pongo sempre come grande obiettivo quello di non.
Di non.
Giorno salutiamo il presidente del Senato, Ignazio la Russa, l’applauso a lei grazie davvero e per essere per aversi raggiunti e quindi, dicevo, mi pongo l’obiettivo di avere una credibilità perché ho imparato da grandi di questo, da grandi cronisti questo mestiere oggi doveva esserci anche Francesco Repice che uno di questi e quindi è il grande obiettivo che mi pongo è questo cercare di rinunciare magari a qualche virus in più.
Ma a mantenere una credibilità che oggi nel nostro settore non c’è o comunque si perde anche molto facilmente, proprio perché prima Silvestroni diceva che molti di questi content creator influencer non hanno notizie o le inventano e il problema è proprio il contrario e che a volte hanno più notizie di quanto dovrebbero avere invece i giornalisti accreditati e purtroppo è come vengono poi diffuse perché questi content creator spesso hanno delle amicizie e quindi tendono a difenderli una volta.
Si diceva che i social li inseguivano il calcio oggi è il contrario, abbiamo visto conferenze stampa di Spalletti Conte nel corso della stagione appena trascorsa che rispondevano a delle critiche mosse da alcuni contenitori.
E di intrattenimento dei social piattaforme come Twitch, dove si va in diretta e chiunque può dire quello che vuole, o addirittura appunto YouTube, TikTok e questi content creator spesso hanno ottenuto risposte proprio dagli allenatori in conferenza stampa, quindi parliamo di una rivoluzione che è bellissima e io trovo che la pluralità sia una ricchezza preziosissima, però andrebbe se andrebbero sensibilizzati molto di più quelli che si occupano di questo che hanno deciso di intraprendere questa carriera che, ripeto, io sono figlio di quest’epoca digitale e se oggi sono qui anche grazie allo spazio che internet ci dà, senza che nessuno ci debba necessariamente notare e per chiudere perché, insomma, abbiamo preso già parecchio tempo
E tra qualche mese divento papà e trae in realtà tra qualche mese tra qualche settimana
Non credo spero di no, anche se i tempi sono bui, quindi no, no, non si può mai sapere quello che può succedere. E una cosa che mi chiedo è mio figlio, che tipo di comunicazione consumerà tra qualche anno a chi vorrà affidarsi per chi deciderà a chi deciderà di di di dare credibilità, che tipo di fruitore sarà, ecco, io penso che noi anche io, appunto, che tutti i giorni vado sui social a produrre contenuti sul calcio, abbiamo la responsabilità proprio di lasciare qualcosa di buono quando decidiamo di aprire una telecamera, aprire un microfono e credo che il calcio italiano, vista la crisi che stiamo vivendo, abbia bisogno anche un pochettino di questo grazie a tutti
Grazie Alessandro corsi, allora chiedo al presidente, la Russa quanti minuti ha lei, può stare quanto può stare con noi.
E lo sapevamo, allora, può venire subito qui, venga qui alla al podio, si il presidente del Senato, Ignazio la Russa, presidente, oltre il tifo raccontare il calcio tra etica e passione, questo è il titolo del nostro incontro, stiamo parlando del ruolo sociale del calcio, del valore della comunicazione, della responsabilità di chi racconta tutto questo e anche dell’onestà intellettuale che bisogna mantenere pur avendo una passione calcistica perché lei poi lei leggermente tifoso leggermente tibie motivo,
L’obiettivo, l’obiettivo è far vincere l’Inter.
No, sono tifoso, sono tifoso, ma sono prima che tifoso innamorato del calcio, come tutti i ragazzi della mia generazione che giocavano.
Nelle strade, nei cortili, nei campetti, dovunque nel cortile di casa e se c’era uno spazio mettevamo giù le Borse all’uscita di scuola e giocavamo si è perso, purtroppo questo ormai i ragazzi a 8 anni entrano nelle né nelle scuole, calcio, nei e che capisco è anche un bene sono,
In zona confortevole, come si dice, però, però non c’è più quello spontaneismo, quella quella diffusione dell’amore, per la palla io ero quello che comprava la palla tutti i giorni perché tutti i giorni perché dove giocavamo all’uscita di scuola era una piazzetta sto parlando abitavo in Sicilia fino alla terza media e io quindi dei tre anni di media piazza Umberto si chiamava che aveva da un lato i vigili urbani e sopra al primo piano i carabinieri,
Sotto nel lato in qua c’era un signore gentile ma severo, allora se la palla andava dai vigili urbani, usciva il vigile urbano e con un coltello Sacchet Abdala e che la buttava dietro se andava nel balcone dei carabinieri carabiniere si affacciava, ci faceva un saluto e ritirava la palla dentro cosa che fine abbiano fatto tutte le palle lì non voglio saperlo.
Il signore immergere il primo piano elegantissima, una giacca interna, una giacca da casa, quelli coi cordoni siciliani, vecchio stile, no, quando andai dentro gli disse il figlio dell’avvocato alla russa Mir deve ridare alla mia palla, mi spara in nome del Papa e lui disse a Tusa e nipote di Emilia, che era mia nonna, quella con gli occhi verdi. Io, se chi ha gli occhi verdi e allora ti ridò la palla è salutami tua nonna, io andai da mia nonna, ma che vai dicendo e di Chen scoprì un suo appassionato di gioventù, evidentemente quella fu l’unica volta che salvai la palla. Gli ho raccontato come nasce il mio amore per il calcio nasce non tifando ma giocando e poi sono andato all’estero, ero il capitano della nazionale italiana del Collegio perché era un collegio internazionale. Ero sempre in dubbio quando c’era esempio c’era la finale del Milan, la prima volta Coppa dei campioni che hanno poteva essere 62 la prima volta che vince o se 63 giusto e 62 e 63, eravamo già 63 perché era a giugno, era maggio, quindi era giusto il campionato e io dovevo la partita di calcio, è vero che non giocava l’Inter, l’anno dopo c’è la leader nella vendita all’inizio, ma allora il mio problema era gioco o vedo la finale di Coppa dei Campioni e per il primo tempo giocai
Cioè oggi, per quello che lo sto raccontando, i rapporti sono cambiati, quale ragazzino preferisce giocare il proprio mini torneo, piuttosto che stare davanti alla televisione che anche allora trasmise la partita, almeno in Svizzera, credo anche in Italia, sicuramente.
Eh, eh, eh eh eh, e capire che più importante praticarlo prima ancora che ti farlo il calcio, tutto questo lungo raccordo racconta, ho giocato.
In maniera autoreferenziale e me ne scuso, ma d’altronde io di quello posso parlare più di voi, per il resto ne sapete voi più di me in maniera totale e mentre su quello che è capitato a me ne so più io l’unica cosa in cui ne so più io tutto questo racconto per dire che nel bene e nel male il calcio è cambiato chi l’ha poi cambiato definitivamente è stata la possibilità di vedere calcio a tutti i giorni.
E io intorno a me.
Ero innamorato di calcio più dei ragazzi di oggi, ma in televisione vedevo il primo o il secondo tempo di una partita di calcio trasmessa in differita, di cui fino a cinque minuti prima che andasse in onda non si sapeva qual era per non danneggiare l’affluenza allo stadio da parte dei tifosi perché se tu lo dice ma non vanno a vedere la partita, ecco, pensate, questo era come vivevo io, il calcio a 12 anni, pensate adesso quante partite un ragazzo e alla fine c’è un’overdose, probabilmente questo problema non è sufficientemente attenzionato. L’overdose di calcio che può produrre
Effetti opposti e contrari, perché certo sui grandi numeri reggerà sempre, ma verso le nuove generazioni. Io mi accorgo che c’è un minore interesse per questo che per me rimane allo sport più bello del mondo, ma perché è lo sport più bello del mondo,
Perché è semplice, perché bastava una palla?
Un campetto, una piazza e un gruppo di ragazzini per giocare, nessun altro sport lo consente.
Neanche il basket, che ha bisogno almeno del gesto non ci puoi, mettere due borse per farle diventare la porta, men che meno il tennis che ha bisogno del campo delle racchette, e tutti gli altri sport, forse ed era l’altro sport, difatti che mi piaceva resisteva e resiste qualche forma di atletica una in particolare la corsa campestre che di cui ero a questo numero aspettavate.
Campioncino, eroga, battere i ragazzi, ognuno è quello che si può permettere, io quello mi mi permettevo per primeggiare calcio, giocavo bene tornando a noi.
Però bisogna accettare quello che c’è di buono nell’evoluzione del calcio e di buono nella evoluzione del calcio, c’è che è diventata una passione a 360 gradi, che unisce il mondo in qualche modo mondiale di calcio, che pure a tanti qualche difetto però è una festa di pace, una festa,
In cui persino l’Iran, sia pure con qualche limitazione, può giocare negli Stati Uniti di Trump, per fortuna non ha giocato contro contro gli Stati Uniti, sennò entrambe faceva giocare, tutti gli operatori del mondo faceva, è diventata americani, ecco, regola veloce.
Insieme a giocare contro l’Iran non è andata, non è andata bene neanche alla vicenda su cui non mi voglio soffermare, su cui magari avete già parlato del della grazia al giocatore.
Al giocatore americano statunitense.
Che fa riflettere sull’etica caduta di etica e di stile, questo Di questo parlavamo, ecco che fa e io, non non avendo seguito alla prima parte, me finisco con l’etica, ecco dove abbiamo fatto passi indietro e nell’etica.
A partire dai calciatori, però.
La mano nella faccia tutte le volte che sei colpito nel petto è rotto l’arte 12 volte per un tocco di spalla.
Non è proprio l’etica che io ricordi no, non me le ricordo tutte stamani nella faccia, quando ero ragazzo c’era e si che menavano come dei falegnami, e allora il difensore Bergo mi dice che mamma, se menavano tanto non c’è da levarlo, c’era non c’era, non c’era la ripresa minuto per minuto e quindi parte innanzitutto dal calcio giocato sale ai livelli dirigenziali ne abbiamo tanti esempi finisce con anche chi commenta il calcio.
Io credo che i giornalisti sportivi
Ha intanto, dicevo, sembra una cosa perché compra un giornale sportivo tutti i giorni, io, perché almeno il lunedì è l’unico giornale che sicuramente dice la verità nei risultati e di calcio non ci sono altri giornali che sicuramente dicono la verità, la Gazzetta dello Sport, anche il Corriere dello Sport sono uniformi e dicono la stessa cosa per lo meno non è risolta. No, se voi prendete tutti gli altri giornali sullo stesso episodio che la dice nera, che la deejay gialla, chi la dice blu e che la dice Grillo quindi già il il giornale sportivo ha un vantaggio
E per la verità il vantaggio poi si attenua quando si parla della passione dei giornalisti, perché sul risultato devono dire la verità, ma poi sono tutti là, una battuta che ho usato in altri campi, la ripeto che qui sono tutti come delle buone formiche che portano a casa concordemente con quello che serve per l’inverno ma la domanda è ci sono formiche rosse e ci sono formiche nere non è vero che le formiche siano tutte,
Dello stesso colore, anche i giornalisti sportivi forse potrebbero attenuare la loro passione.
A favore dell’etica, un pochino, ma sempre meglio loro, che alte, che in altri campi, non che non siano bravi giornalisti.
Ma fanno prevalere ancora di più la loro passione sulla loro etica di quando lo facciano.
I giornalisti sportivi io vi ringrazio di avermi invitato, come concludo, concludo con una speranza, la speranza è che il nuovo calcio, il calcio immagine, il calcio spettacolo, il calcio televisivo, il calcio che si fa sui numeri e non solo i ragazzini,
Porti però anche in Italia un risultato, cioè bisogna interrogarsi come è possibile che quando il calcio era meno penetrante nelle quotidiane, almeno era solo la domenica, no, abitudini noi vincevamo due campionati del mondo, è vero, c’era un sistema politico che forse favoriva le scelte nette insomma, non lo so, non che forse è un buon sistema politico, dico che in quel con quel sistema politico abbiamo vinto due, poi ne abbiamo vinta un’altra.
Coppa del del mondo per la rabbia
Cioè per la capacità di, ma come è possibile che ora che invece
Se questa in come possiamo dire, questa enorme interesse per il calcio, come è possibile che proprio in questa fase l’Italia stia scomparendo dai radar calcistici, quindi il mio desiderio è che tutti voi che siete esperti a vario titolo abbiamo anche un arbitro, se non mi sbaglio ed è una grande conquista avere finalmente anche arbitri donne che secondo me sono il futuro.
Almeno al 50% degli arbitri uomini, non fosse altro perché mi auguro un po’di cavalleria da parte dei giocatori e quindi nell’accettare più di buon grado le loro decisioni. Io mi auguro che questa situazione, grazie a voi i campi e che il calcio italiano riacquisiti ska non solo la passione che c’è, ma anche l’etica e soprattutto la capacità di farci tornare se non a vincere almeno a essere protagonisti. Grazie e buon lavoro, Presidente,
Presidente, proprio due cose, gliela dimmi tutto cara allora.
Chi le piacerebbe, come commissario tecnico, come commissario tecnico dicono la verità, i due di cui si parla vanno bene tutti e due, io tutti e due son stati allenatore dell’Inter, fra l’altro.
E questo lo capisco, perché altrimenti non potrebbero essere scelte per una cosa importante, insomma, non passa neanche Pancini, mai allenato l’Inter, come volete, che che può cioè Gasperini non lo prenderebbero mai come allenatore so io non ce l’ho con Gasperini perché lo so che qui ci sono tifosi della Roma ce n’è una in fondo un altro allenato l’Inter Gasperini,
è per quello brevissimo tempo giustifica le mie frasi no, sto scherzando, è un grandissimo allenatore, anche lui e non vorrei però la battuta dell’interista che ah Gasperini ci vuole non è mai riuscito, ma anche a pareggiare una partita con noi manco a pareggiare le ha perse tutte ci sarà un motivo, ci sarà un motivo, qualunque cambiano i nostri allenatori, lui cambia le squadre, ma continua a perdere tutto prima o poi ne vincerà una glielo auguro quest’anno dopo che abbiamo 10 punti di vantaggio sulla Roma. Facciamo, facciamo fare, vincere anche una partita,
Allenatore volevi sapere Ancelotti, arrivederci architettura.
Non me l’aspettavo, non me l’aspettavo grazie alla presidente del Senato, Ignazio la Russa, veramente un grande applauso, perché quel bambino che ogni giorno andava a ricomprare il pallone è quello che ci manca, Presidente, quel bambino che preferisce rimanere in strada a giocare a calcio. È per questo che siamo fuori da tre volte al Mondiale. Ecco questo sì, e c’è una grande differenza, e poi abbiamo il Capogruppo Berlino, e lui è che ci ha parlato di caduta di etica e di stile e, per quel che riguarda il mondiale che da bambini la generazione di Ignazio, la generazione mia, anche quella seguente alla mia si giocava a calcio per strada e al limite si veniva sgridati da chi non voleva che giocassi adesso, invece il grande, uno dei grandi problemi del calcio e chi sono i genitori e gli allenatori, non gli allenatori, i genitori e i campi da allevamento, dove vanno a incitare la violenza già da bambini piccoli. Io fossi io proibire ai
Ai genitori di andare a vedere allenamenti e partite fino a quando i ragazzi non sono maggiorenni. Io, come mia idea,
E l’avevamo capito, Presidente, era assolutamente, comunque, il calcio non sta perdendo credibilità, no, no, non stiamo perdendo credibilità nel mondo del calcio, anche a livello mondiale quello che è successo però, insomma.
Eh.
No, lei è più bravo di me, ma si avvale della facoltà di non rispondere, grazie Presidente, è molto simpatico, lei lo sapevamo già e allora vogliamo proseguire con i nostri colleghi, con i giornalisti andiamo, siamo andati nella capitale col mondo, Roma e il mondo Lazio andiamo adesso a Firenze David Guetta un applauso a lui giornalista tifoso della Fiorentina in una città che vive di calcio vive di passione una piazza,
Ah passionale e al contempo difficile. Davide grazie
Avremmo meritato molto impegnativo e arrivare dove il presidente, la Russa, cercherò di essere all’altezza, vuol dire raccontare qualche episodio che riguarda il discorso di etica e di passione, intanto io ho un’esperienza particolare perché?
Ho 43 anni di radiocronache della Fiorentina, ma ho anche fondato Radio Sportiva, quindi ho costruito una radio nazionale, quindi ho vissuto tutte e due le esperienze.
La radio locale che trasmetteva la ferita è per cinque anni a dirigere una radio nazionale. Per quanto riguarda l’etica, racconterò un episodio che mi riguarda da vicino, perché credo che si debba arrivare a un livello oltre il quale non si può andare. Io ho una discreta antipatia nei confronti della Juventus e in questo credo di essere accomunato a molti di voi, ma quello che succede a Firenze, che è successo per diversi anni a Firenze, è vergognoso, cioè il cori che ricordano in modo dispregiativo e i 39 morti dell’Heysel, per me sono vergognosi successe che nel 2009 la Fiorentina avvenne,
Si tratta con il Liverpool e ci fu un gemellaggio fra Fiorentina e Liverpool.
Nato sull’onda dell’odio nei confronti della Juve, io contestai questo.
Gemellaggio il mercoledì, dopo Parma, Fiorentina 1.000 tifosi della Fiorentina mi hanno insultato dal primo al novantesimo minuto, io che sono considerato la voce viola da sempre, proprio per questo fatto, ecco, io credo che il giornalista debba in qualche modo porsi un limite cioè oltre il quale non andare e l’etica vuol dire anche avere delle posizioni,
Che raccontano quello che dovrebbe essere il tifo, cioè non si può andare oltre e tutte le volte io ho avuto scritte striscioni, eccetera eccetera proprio su questo, su questo aspetto e che non non riesco a condividere in nessun modo, perché si va oltre questo per quanto riguarda l’etica per quanto riguarda invece il discorso della passione di cui parlava il presidente la Russa,
E l’altro giorno sul litorale versiliese, ho notato come, praticamente rispetto a vent’anni fa, siano diminuiti, ma del 70 80%, i ragazzini che giocano a calcio sulla spiaggia, e questo non tanto perché viene impedito perché si può giocare a calcio perché gli interessa poco giocare a calcio perché poi il presidente la Russa parlava prima di quella finale in cui lui avrà sofferto sicuramente perché avvisa il Milan per 2 a 1 con doppietta di Altafini no, non soffrire,
Ah, allora allora va bene, adesso, invece credo che i ragazzi guardino i gli highlights cioè guardino soltanto gli aspetti fondamentali, appartiene nemmeno resistono per 90 minuti a giocare a calcio, a vedere una partita di calcio e un altro aspetto secondo me molto importante e io lo dico spesso a,
Protagonisti di oggi che vivono su quello che è stato costruito negli anni 60 70 80, quando il calcio era fruibile, diciamo, 90 fino alla legge Bosman, procuratori, eccetera, eccetera, perché oggi intervistare il portiere di riserva della Fiorentina è diventato peggio che chiedere il passaporto è diventata incredibile cioè alla Fiorentina ha un cioè a un centro sportivo meraviglioso, il Viola Park bellissimo ma all’epoca,
In fase di qua di di non troppi anni fa dalla dallo stadio ai Campini, dove la sentirsi allenata per tantissimo tempo tu affiancava i giocatori, ci parlavi poi custodirvi le loro.
Memorie i loro segreti, no, non scrivevi, non parlavi, ma adesso hanno allontanato il calcio dai tifosi, allora preteso si continua a vivere su quello che è stato costruito in precedenza, ma se il ragazzino di 9 10 anni se io ricordo Merlo Chiarugi erano degli idoli li vedevo li toccavo gli parlavo, il presidente, la Russa Corso Mazzola, eccetera eccetera di potevi vedere al campo d’allenamento potevi vedere gli allenamenti adesso, costruendo questa
Intercapedine fra la squadra perché gli allevamenti devono essere segreti, perché ci sono delle cose che non devono essere raccontate, 5 addetti stampa, io credo che veramente si stia anestetizzando il calcio, che assolutamente meraviglioso, ma se non lo fai vivere non lo fai toccare per mano,
Diventa televisione diventa su qualcosa che nemmeno legge sul giornale magari il vedi sui social vedi quanti follower a Cristiano, Ronaldo, quanti ne ha Cassano, quanti ne ha l’altro giocatore, io per esempio non ho Facebook e non ho nemmeno i sacramenti e so di essere un reperto archeologico in questo senso, ma ormai credo di non cambiare, io credo che si debba riavvicinare veramente il calcio, questo per quanto riguarda la passione, poi sull’etica. Ognuno si deve regolare come meglio crede. Io penso che si debba fare
Un’opera anche di indottrinamento di spiegare quando si sbaglia, quando la tua tifoseria sbaglia, perché è troppo facile attaccare la tifoseria della Roma e l’altro segreta Lazio.
Bisogna dire che la tifoseria della Fiorentina, quando candida ASPO, quando in Europa alla Fiorentina, non ai tifosi perché in diversi stadi, in diverse situazioni, i tifosi afflittiva su comportati malissimo, se non lo dici sei praticamente.
Un uno che che eh sì, sì, aggrega Lam alla massa se connivente di tutto questo e anche per chi fa informazione locale.
Questo deve essere un punto di riferimento grazie.
Grazie David Guetta, della appunto giornalista della Fiorentina, e ora l’abbiamo salutata, la vogliamo qui al podio, Emanuela Nicolosi, un applauso a lei arbitra, nazionale e anche internazionale, oggi anche opinionista televisiva, si Sivier dove vuoi, se ti può accomodare oppure l’IVA benissimo.
Manuela
Ma ebbene, va bene, sebbene il podio a raccontarci la tua esperienza al presidente, la Russa ha detto, sono contento che ci sia anche questo, ormai che sia stata abbattuta anche l’ennesima, l’ennesima barriera, no, però c’è ancora tanta strada da fare, Emanuela e tu lo sai noi lo sappiamo.
Buongiorno a tutti, innanzitutto ringrazio il presidente, la Russa per aver parlato proprio della della necessità di avere anche delle degli arbitri donna e volevo parlare proprio di numeri per arrivare a 50. La vedo ancora molto lontana perché a livello globale in Italia e il numero di tesserate arbitri donna siamo solamente il 15% e a livello professionistico, il 2%, quindi, per arrivare al 5, piano piano, se il Presidente si sicuramente piano piano, considerando che l’arbitraggio è stato aperto alle donne nel 96, quindi sono 30 anni e in 30 anni, giacché sono arrivate due donne in serie A, è sicuramente un passo in avanti, però ecco cioè sicuramente molto, molto lavoro da fare al riguardo.
Come è stato detto diverse volte, io, anche per fare carriera sono arrivata fino alla serie A, ma non italiana, ma francese, perché sono dovuta andare a fare carriera in Italia perché quando ho iniziato ad arbitrare io in Italia non li volevano le donne a livello nazionale e quindi siccome volevo arrivare in serie A, ho dovuto cambiare Paese per farlo però, per tornare all’etica e la passione, sono contenta anche che il presidente ha parlato di una cosa che non è stata detta prima, perché,
Prendendo degli appunti su ciò che è stato detto prima, si è parlato di come i giornalisti o la politica parli di decisioni sbagliate, dell’arbitro parli di un rosso dato sbagliato dall’arbitro, quindi si è parlato più di decisioni sbagliate, dell’arbitro che magari di comportamenti sbagliati, anche dei giocatori e invece l’onorevole la Russa ha parlato proprio del dei comportamenti dei giocatori che si mettono le mani al viso e quando invece non sono stati nemmeno toccati e in questo caso secondo me si parli dovrebbe parlare molto più di etica in questo caso che piuttosto di l’arbitro che invece ha preso una decisione sbagliata, poi sbagliata per chi per la squadra che l’ha subita ho veramente rispetto alla
Al regolamento perché, come dicevamo prima sui social, ovviamente parlano tantissime persone e quando c’è una decisione anche che è presa giustamente in.
Cioè sulla base del regolamento.
E però molte volte dice hanno, ma il regolamento è sbagliato, non deve essere così, ma non è colpa dell’arbitro, l’arbitro è colui che segue qualcosa che è stato fatto dall’Ifab, quindi dalle istituzioni, è come quando una legge viene fatta appunto dal Parlamento e poi viene eseguita quindi noi siamo meri tra virgolette esecutori di qualcosa che non è stato deciso da noi ma è stato deciso sopra di noi però alla fine siamo sempre noi quelli che ci prendiamo un po’le colpe di qualcosa che applichiamo.
Che siamo obbligati tra virgolette, come moltissime volte Santo dei commentatori in tv che dicono eh, ma perché l’assistente non ha alzato subito ancora con questa storia, che dobbiamo aspettare che poi si fa male ai giocatori o il portiere è perché ce lo impongono e non lo decidiamo noi e quindi però noi ci prendiamo sempre dopo ogni partita insulti.
Minacce prima si è parlato di squadre che dovrebbero giocare senza giocatori e senza genitori insulti più brutti, e le volte che ho dovuto chiamare i carabinieri Risiko e abbiamo visto violenze fisiche e io ho dovuto chiamare i carabinieri tre volte per uscire dallo stadio, perché non mi facevano uscire i genitori dallo dallo stadio perché mi minacciavano di morte si esce dallo spogliatoio ti ammazziamo, stiamo parlando di partite provinciali o regionali,
Quindi, quando si parla di passione e sicuramente per fare l’arbitro, ci vuole tanta, tanta, tanta passione, perché quando ti minacciano di morte, quando tu cerchi di fare qualcosa che ti appassiona e ci vuole sì ci ci vuole, sicuramente ci vuole la passione, grazie Emanuela, ma questo rosso a Palo Goon ma c’era o no perché allora il rosso certo?
Il re giusto, il rosso c’era ok il russo c’era è solo che non è che non c’è più, hanno deciso di sospendere la regola che è sempre esistita, che se riceve un cartellino rosso automaticamente ai almeno una giornata di squalifica, perché poi le la decisione del numero di giornate di squalifica non è deciso dall’arbitro ma è deciso appunto dal.
Dalla decida la Sport, dalla giustizia sportiva.
Ma uno una partita automatica, c’è sempre ora gli Stati Uniti, siccome era applicato a loro il cartellino rosso e si giocavano, i quarti di finale hanno deciso di chiamare alla Fifa e di dire modifichiamo le regole in corso e la Fifa ha accettato cosa che la UEFA ha completamente detto, che non è d’accordo, perché non si possono cambiare le regole in corso? È come se in corso di campionato si dice no okay per metà campionato abbiamo deciso di dare rigore in questo modo. Però, siccome venne per andare col presidente, la Russa il Milan sta vincendo, quindi allora chiediamo contro e quindi non cambiamo le regole, perché il Milan si sta giocando lo scudetto con l’Inter. Non si può fare a metà solo la domanda quando esce, però si parla di di un cambio di protocollo durante la stagione e quindi è come se cambiassero le regole nel senso. Questo è successo. Durante la stagione si è deciso di cambiare il protocollo, di essere più o meno attenti a determinate idee. Non è protocollo okay. Il protocollo e il protocollo dell’Ifab l’Ifab dal protocollo e le regole. Quello sono le decisioni del designatore nel singolo Paese che decide di modificare un modo in cui quel protocollo è applicato. Quindi, ad esempio, se ci sono, se ci sono molti rigori che sono fischiati per falli di mano, però, quando c’è un movimento magari il braccio e fino a qui il designatore a un certo punto dice ok da oggi vi dico che questo non è più accettabile, è accettabile quando il braccio qui, ma sul regolamento non c’è un disegnino che ti dice fino a qui,
E come interpretare l’arbitro stesso, però nel senso fino a un certo punto sono stati valutati gli episodi in un certo modo poi cambia e forse anche questo poi contribuisce al malumore, all’interno delle tifoserie e genera poi tutta una serie di cose che non sono sicuramente giustificabili come gli insulti eccetera.
E però poi il tifoso va ascoltato di più anche in questo tipo di di situazioni, secondo me, perché poi è normale e quando dico normale non tende a normalizzare qualcosa che ripeto, è ingiustificabile, però è comprensibile che un tifoso che non è sullo stesso livello di un professionista posta scadere in qualcosa di tremendo come abbiamo visto e commentato anche adesso ci dicevi ci raccontava anche due, soprattutto nelle nelle parti magari meno,
Importanti del calcio, no categorie inferiori, chissà quante, insomma, se ne hai viste, e ne abbiamo anche sentite perché sono d’accordo con te, ma se si dice che si vogliono far ascoltare i tifosi all’interno delle regole o all’interno del designatore, allora si va si fa come la Kings League, la Kings League, le regole del gioco sono state fatte dai tifosi e dai social no, il calcio non può essere la Games, legga il calcio a 11 è come se i tifosi dicono alla squadra, al presidente che ci mette i soldi o al fondo che ci mette i soldi e no, però tu ci devi ascoltare a noi tifosi, cioè il tifoso deve essere ascoltato per le regole del gioco del calcio e non si faranno mai. Le regole del gioco del calcio, persino di ascolto, non parlano di proposte di regole da parte del tifoso. Ovviamente non parlo di una credibilità che si perde nel corso del tempo sulla credibilità. Secondo, vincendo le ultime cronache legate al mondo arbitrale italiano, no, quindi
Si perde credibili la credibilità. Io ritengo il discorso è stato detto prima, anche si perde, perché si dà molto più peso a ciò che è detto all’esterno piuttosto che all’interno. Ora è vero che quest’anno sono successe tante cose a livello arbitrale italiano e quindi quest’anno sinceramente non me la sento di difendere la parte arbitrale. È anche vero che però l’arbitraggio è sempre contestato, come la politica è sempre contestata, quindi e la politica ascolta le persone, ma ti faccio un esempio al Var. Due anni fa hanno messo quattro giornalisti dietro al bar. Mi trovo bene e allora, se voi siete più bravi lo facciamo testare, gli hanno fatto vedere delle situazioni, non sono riusciti a mettersi d’accordo nemmeno dopo 10 minuti, perché per uno era una cosa per un’era, un’altra, quindi pensare quanto sia difficile per un arbitro che ha anni di esperienza stare dietro uno schermo con la pressione delle squadre, con le pressioni finanziarie, dover prendere la decisione cercando di vedere l’angolo che non è stato visto dall’arbitro e decidere di chiamarlo o meno, indipendentemente dalle,
Proteste che sono state fatte quest’anno dalle ipotesi che sono state fatte quest’anno sull’utilizzo del Var in modo inappropriato, ma io parlo a livello proprio anche internazionale, cioè chiamare un Var anche in una Coppa del mondo dove ci sono degli interessi economici enormi, per dirgli guarda viene a vedere che c’è un rigore o c’è un rosso,
Hai un peso dietro di responsabilità importantissimo, quindi non è che puoi stare aspettate che chiamo i tifosi forse adesso un po’meno, perché tanto poi lo tolgono scusa Manuela, perché quello che è successo è grave, io sono qui apposta, è gravissimo, ora vale tutto ora vale tu, tu stai parlando dell’Italia, non sto parlando di quello che è successo al Mondiale, perché ora vale tutto al rosso. Se si fa un accordo, fossero passati gli Stati Uniti, avremmo sentito parlare di Mondiale falsato, e questo non va, non è possibile assolutamente per quello. La Uefa si è dissociata completamente, la UEFA ha detto è inaccettabile. Non non può esistere una cosa del genere, non puoi cambiare le regole del gioco del calcio, soprattutto per il Paese
Ospitante, quindi vuol dire che lo stai facendo veramente a favore, quindi la Fifa in quel caso ha dimostrato di non essere più una istituzione indipendente, perché se tu permetti a un presidente di farti chiamare e di modificare le regole in corso, lo dico da tifosa ma da arbitro però dare un euro Collina può dare un segnale per esempio non decide Collina in quel caso.
L’Agenzia per eventualmente questa è una cosa enorme, quella che è successo lui è responsabile degli arbitri sono sono solamente l’accordo, ma ripeto, non è una decisione in campo, è una decisione della giustizia sportiva, non è che ha tolto il rosso, gli ha tolto l’automatismo di una giornata di sospensione cioè la condizionale per un anno che è bello che è finito il Mondiale.
Però però non è una decisione della, cioè come nella nella politica c’è il ministro della Giustizia, c’era il ministro della cultura e c’è il ministro allo Sport, quindi la stiamo parlando dei ministeri diversi, quindi Collina si dimetterebbe per una questione di principio ma non per una questione per chi gli è andata contro a lui cioè ad esempio in Premier League ti faccio un esempio scusa, salutiamo il senatore Paolo Marcheschi, che deve scappare in Commissione. Grazie, grazie, davvero vieni, Emanuela, comodati qua che andiamo avanti qualche qualche minuto ancora. Non voglio monopolizzare la però sento che il Var
Soltanto Mazzino, è sempre così, lo so e che stiamo cercando di salvare veramente questa credibilità di perché la gente crede, crede nel calcio, crede in quel pallone, sono d’accordo con te io, dopo quello che la Fifa ha fatto, è veramente difficile.
Credere che ancora non non possa succedere altro, cioè.
Il precedente di Cristiano Ronaldo.
No, la regola c’è.
La regola esiste però, Presidente, è evidente che.
No, c’è una regola precisa, credo l’articolo 26 e 27, articolo 26 o 27.
Esatto.
Esatto, istituti.
Ce l’hai.
Però poi lo diventa un problema di calcio, no, perché il tifoso del Belgio dice, ma io perché devo vedere questo signore qui in campo?
Avuto Fifa.
Beh.
La Fifa ha avuto Fifa B torniamo anche al discorso che ci sono, ci sono dei giocatori che non sono chiare.
No, no, questo ci mancava.
Perché abbiamo scoperto la corsa campestre stamattina è il corso Harbin,
Sì.
Però, Presidente, questa.
Ah, ah, ah, ah, ah, però tifa viola.
Però questa mancanza di uniformità, anche nel campionato italiano andiamo a vedere una, l’andiamo a rivedere l’azione, non l’andiamo a rivedere ma cesto monitor, andiamoci, no.
Poca chiarezza e c’è poca chiarezza, come ha spiegato Manuela oggi e.
Ad esempio, quando scusatemi, non viene raccontato qualcosa come ha raccontato Manuela adesso. Forse è più utile, avendo un contraddittorio rispetto a quello che vediamo ogni settimana su le pay tv, dove ci mostrano la spiegazione di alcuni dei casi più controversi della giornata, senza un contraddittorio e non c’è chiarezza. Perché poi avere qualcuno che prova a farti delle domande per cercare di capire è proprio questo ascoltare un tifoso, ma non dicono ascoltare tifoso nel senso del tifoso. Deve intervenire in contesti come quelli, però, avere un contraddittorio che possa interpretare quantomeno il pensiero comune, in modo che si possa avere più chiarezza e forse stabilire meglio qual è il confine di quella regola piuttosto che l’interpretazione del protocollo e così via. Basterebbe far parlare l’arbitro dopo la parola totale, per esempio dopo la partita vieni giù come l’allenatore, come giocatore e viene a spiegare, ma non succederà mai, sarebbe lieto o Liga in Francia l’hanno fatto quest’anno e però c’era un accordo anche tra arbitri e giornalisti, che doveva essere un contraddittorio e non attacca l’arbitro.
Chiara quando diventano attacco, allarga troppo che ti sei fatto 90 minuti eh hai arbitrato, è vuoto delle contestazioni e comunque preso le decisioni difficili e poi devi andare anche a parlare e stai attaccato, cioè no, però, se a un contraddittorio, ad esempio, permette sicuramente di rispondere a delle domande, io sono d’accordo su questo, ma anche in tv sono d’accordo con questo e mi permetto di dire una cosa, perché prima si è parlato di giornalismo in tv ci sono anche degli ex arbitri che parlano di queste cose, non avendo mai fatto il Var, quindi è come se tu chiedi a che un calciatore o qualcun altro, insomma, che ha vissuto quando non c’è stato qualcosa e parli di quella cosa è un po’difficile parlare senza esperienza. Almeno questo è il mio punto di vista. Noi sappiamo Bergonzi che bravi, ma io non voglio più avanti Iseo
Ma non era non era assolutamente anche perché non mi permetterei di presidente
Lo Bello e.
Però alla Domenica Sportiva ha detto, ho sbagliato e si ricorda e lui.
No, no, ma lei anzi, se vuole venire qui, siamo Bellini, viene qui.
Okay.
Prego, siccome, tornando al discorso iniziale che etica è passione o l’etica, ne abbiamo parlato molto, la passione è fondamentale, prima diceva il presidente che di l’indigestione di calcio può allontanare la passione di giocare per i per i ragazzini, per i bambini a cui però non bis e io sono d’accordo con questo ma anche la troppa tecnologia rischia di ammazzare la passione per quando, a furia di fare Var prima moviola assolva il Var del Var del Var.
Rendi, l’arbitraggio una cosa meccanica e allora, quando c’è l’errore, se una cosa è meccanica e tu sbagli, non c’è più la possibilità che l’arbitro abbia sbagliato, allora c’è il dolo e allora va bene, va bene tutto, ma almeno ai ragazzini a cui noi dobbiamo far preservarla passione, lasciamogli il sogno che il calcio è uno sport puro.
Che non è solo tecnologia che passione, poi, se diventeranno professionisti, avranno a che vedere con la passione, con con la, con la tecnologia, ma fino a quel momento lasciamoli giocare a palla per davvero e che il momento in cui i ragazzini diventano quasi professionisti sta diminuendo sempre più e quindi non gli rimane più la passione. Non diventano neanche più tifosi, perché quelli che si allontanano rimangono delusi ed esclusi dal calcio e nel nello sport, che ha il maggior numero di tesserati fin da bambini. È un rischio che non possiamo correre perché non ho più igiene più nuove generazioni di tifosi che son stati giocatori diventano tifosi solo quelli che non hanno giocato e questo è un grande rischio che non possiamo correre assolutamente, anche perché. David Guetta, questo è un linguaggio universale. David
è un linguaggio universale, quello che parlano. Parliamo tutti questo linguaggio universale. Chi gioca a calcio, chi racconta il calcio, chi tifa il calcio, c’è un altro aspetto fondamentale nel calcio, oltre alla semplicità di cui parlava il presidente, la Russa che non è non esiste in nessun altro sport, che è quello più debole, può vincere. Guardate che che è incredibile questo, cioè nel tennis, a meno che uno non abbia il mal di pancia ma vince il più forte pallacanestro. Ne parliamo nel calcio, stai dietro per 90 minuti
Fai contropiede vince uno a zero il perché era una giornata meravigliosa e Vinci. Io credo che questo sia uno dei segreti,
Un fascino che altri sport non riescono ad avere perché di solito il più forte vince nonché sia sbagliato è più forte vinca, ma il più debole c’è il Verona che vince il campionato nell’85 nell’anno pensato 84 85, nell’anno in cui arrivano
Affettiva Socrates, va be’lasciamo perdere. Poi Rummenigge nell’Inter arriva a Maradona nel Napoli e vince il Verona il campionato, fra l’altro l’unico campionato in cui c’era il sorteggio arbitrale totale,
Non a caso no, non lo so, però quello è un miracolo, ha vinto anche la Sampdoria, però la Sampdoria era già Vialli, Mancini Boškov, che aveva messo su una squadra, ossia la squadra Pagliuca.
Ero no russi, no, aveva Galderisi centravanti, aveva una squadra di scarti, il centrocampo del Verona, si parla di cose ormai di quarant’anni fa, era composto dagli scarti della Fiorentina, perché i tre centrocampisti erano sacchetti Bruni e Di Gennaro R 3, centrocampisti scartati dalla Fiorentina buttati via,
Eh compresi
Ho cacciati perché Di Gennaro diceva brutta copia da Antognoni Bruni, non vedrà mai la prima squadra e Sacchetti aveva fatto un buon campionato inferiore a vincere lo scudetto. Allora la squadra più debole che vince secondo me è un fascino fantastico per dei ragazzini, ma torno a dire bisogna che i ragazzini da parte delle scuole calcio veramente rovina il gusto di di di giocare a calcio, ma Davide e poi andiamo, prego, Presidente, stava dicendo una cosa tanto
E noi noi, entro cioè praticamente tra cinque minuti, chiudiamo e facciamo una bella foto, anche anche con lei è giusto una considerazione finale, perché?
Che bello.
Grazie grazie mille e allora no, volevo, volevo chiudere con una considerazione veloce, finale da parte di tutti, se tra etica passione purtroppo c’è questo aspetto economico il presidente ha parlato di overdose di di calcio, noi parliamo anche di mercato drogato perché parliamo di cifre milioni centinaia 110 milioni la premier certamente anche a livello di mercato.
Droga ogni tipo di parametro. La Premier League, per carità, assolutamente dico, ecco se anche qui siamo a un punto di non ritorno e poi chiudiamo tutti insieme proprio un telegramma, ma io credo che, come diceva il Presidente, prima questa questa grande carica di contenuti che che ci vengono proposti abbia abbia sia un fascino, da un certo punto di vista, no per le nuove generazioni porti proprio a ad un distacco, perché avere tutto e subito, e oggi siamo anche nel nel periodo storico in cui conta molto la velocità, quindi i contenuti devono essere rapidi e i ragazzi si stufano a guardare 90 minuti, una partita, quindi anche lo spezzettare la in quattro tempi, come sta succedendo al Mondiale, può essere ancora uno strizzare l’occhio verso le nuove generazioni, anche se questa cosa qui è stata molto criticata. Penso che
è quello che che che è più importante torno a ripeterlo, è ascoltare tanto chi fruisce di un servizio e chi poi sostiene e supporta, spendendo anche tanti soldi per seguire la propria squadra del cuore. Se ci pensate, è una cosa completamente inspiegabile che un tifoso per una ragione strana per una tradizione, una cultura, una qual un qualcosa che viene tramandato nella sua famiglia di generazione spenda tanti soldi tanto tempo e trasferte e pay-tv abbonamenti stadio e quindi queste persone che seguono il calcio con grande passione, senza chiedere nulla in cambio debbono essere ascoltati di più in un che in qualche modo bisogna trovare no, un elemento che possa congiungere il tifoso con tutto quello che è il servizio che poi viene offerto. Grazie 30 secondi per uno, va Emanuela, allora io adesso parlerò appunto dal punto di vista sempre dell’arbitro, perché il problema per noi di questi giocatori che saranno pagati sempre di più e che hanno sempre meno rispetto verso di noi, proprio perché dicono tanto tu quanto guadagna in una partita a 5.000 euro il guadagno milioni Arm a giocare questa partita. Quindi tu che mi fischi io, nonché rispetto io manco ti ascolto, ti contesto perché tanto tu non conti, niente non guadagno niente, tanto poi, alla fine quelli che ci prendiamo la colpa del rigore che magari hanno sbagliato, ma che noi abbiamo dato e magari non era giusto, secondo loro ce la prendiamo noi quando siamo lì, per ripeto, un millesimo centesimo rispetto a quanto guadagnano loro e questa differenza, secondo me ha un valore anche appunto nell’etica, all’interno di un campionato. Insomma,
Senatore eh, sì, prego, senatore Berrino, io
Torno al discorso iniziale e vogliamo far sopravvivere il calcio, perché è lo sport che ci appassiona. Dobbiamo trovare la bilancia tra l’etica e la passione, e in tutto questo il tifo deve continuare a vivere il tifo buono, tifo pulito, il tifo diciamo così all’italiana che c’è sempre stato
Per far questo dobbiamo lavorare sui giovani, assolutamente i giovani e le giovani, che siano calciatori o che non siano calciatori. Grazie, Francesca e poi David io vorrei, per non ripetere comunque il concetto che abbiamo già ne abbiamo parlato tanto io vorrei fare una considerazione, abbiamo parlato di social e abbiamo parlato di come cambia la comunicazione e credo che non si possa bloccare più di tanto il cambiamento. No, perché poi si va avanti, è quello che è importante, è che nel momento in cui si va avanti e si va nel futuro, non si dimentichi mai il passato e quindi le proprie radici e la propria appartenenza, perché non esiste futuro senza passato, ma soprattutto quando parliamo di calcio italiano
E sono d’accordo. Anche li accompagniamo il cambiamento accompagniamo e il calcio italiano in una direzione importante, perché non può essere più quello di tanti anni fa, ma non togliamoci quello che siamo stati, perché abbiamo creato delle cose importanti che ci ha copiato tutto il mondo e quello è il nostro orgoglio. Grazie David. Manteniamo la nostra.
Magia. Chiudo con una notizia che riguarda proprio la Fiorentina, che trovo francamente molto interessante. La Fiorentina ha deciso di affidare la squadra Primavera e quindi il controllo delle squadre giovanili, a un signore che a 73 anni e chi si chiama Aurelio Andreazzoli, che ha allenato la Roma, è stato consulente tecnico di Spalletti, è allenato il Genoa perché ha fatto questo contratto di quattro anni. Quindi c’è speranza anche per noi, reperti archeologici e questo è un altro aspetto che mi interessa, ma lo ha fatto perché nel calcio giovanile e questo è un altro aspetto importante la vittoria è troppo considerata la costruzione del ragazzo Andreazzoli educa in campo e fuori dal campo.
E quindi questo mi sembra un messaggio di speranza, anche perché poi, su 100 che arriva parafrasando Gianni Morandi, uno su 1.000, e davvero ce la fa gli altri che fanno mica, tu ti metto al presidente del Senato come azione russa, almeno Presidente, la salviamo questa magia e ce la facciamo.
Grazie grazie a tutti, oltre al tifo raccontare il calcio tra etica e passione, e credo che ci siamo riusciti grazie a Simona Rolandi per averci accompagnato in queste due ore sulla nostra grazie senatore, grazie a tutti.
Fatevi avanti.


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