Troi di Ladins, 85 km a mezza montagna per scoprire la val di Fassa


Se il Lagorai lo abbiamo percorso a tratti con varie escursioni fra Passo Rolle e Passo Manghen, i Troi di Ladins sono stati “diligentemente” percorsi, carta, anzi, libro alla mano. Sebbene ci fosse già un sentiero così denominato fra Canazei e la media valle sulla sponda destra, i “Troi di ladins”, è diventato il titolo di un cammino e di una pubblicazione realizzata da un gruppo di lavoro coordinato da Alfredo Weiss “Troi di ladins: sulle tracce degli antichi pastori”.

Una guida escursionistica con un’accurata cartografia e, soprattutto, una serie di informazioni utili per capire il territorio attraversato da 85 km. di sentieri percorsi, ove possibile, a mezza montagna. 15 tappe da Penia a Forno di Moena e ritorno sull’altra sponda, perfettamente segnalati e con tutte le informazioni utili: cartografia, profili, quote, dislivelli, ma soprattutto con le informazioni su ciò che si incontra in cammino.

Partiamo dalla segheria di Penia verso Alba: 6,36 km di cui 4,306 in salita, un dislivello di 361 m. e una discesa molto ripida nell’ultimo chilometro. Si sale a Pian de Giaveisc, alla suggestiva località Majaré piena di grandi massi franati dalla montagna. Si inverte la marcia e si raggiungono le tre suggestive frazioni di Vera, Lorenz e Insom, antico insediamento a quota 1675, il più alto del Trentino. Salendo si raggiunge lo sperone roccioso di Dolèda, un punto panoramico legato alle leggende ladine della principessa Dolèda, per poi scendere rapidamente ad Alba. Da Alba si raggiunge Canazei in 3,31 km. e 300 m. di dislivello per salire ai 1750 m. del punto panoramico di “Col de la Pèla”.

La terza tappa da Canazei a Campitello di 4,85 km. e 305 m. di dislivello, parte dalla vecchia segheria per salire verso Pian Pozata, un importante sito archeologico. Il sentiero scende poi nei prati incontrando la più importante cascata di Fassa alta 35 m. e raggiungere la frazione di “Pian” sopra Campitello, una delle più interessanti “viles” ladine, concludendo la tappa alla chiesa di Campitello.

La 4° tappa verso Mazzin di 7,46 km, dislivello 357 m., sale la val Duron per ritornare in località Crousc. Percorrendo una strada forestale si raggiunge il ristoro “Barcia veia” e si prosegue verso il Ruf de Dona che corre in una bellissima valle. Sopra Campestrin incontriamo un interessante sito geologico caratterizzato dalla presenza di rocce eruttive, la cosiddetta frana di Ciampestrin. All’arrivo a Mazzin la Ciasa Cassan, una delle più antiche dimore di Fassa. Da Mazzin a Pera ci sono meno di 3 km e 130 m. di dislivello. Interessante la visita alla frazione di Muncion e la cappellina di Santa Giuliana a Pera, paese di Tita Piaz. Da Pera in 3,7 km. si raggiunge Vigo dove non può mancare una visita al Museo ladino e alla Pieve di San Giovanni.

Interessante e varia la 7° tappa da Vigo a Soraga di 8,85 km e 383 m. di dislivello. Si sale alla chiesa di S. Giuliana col cimitero di guerra, per raggiungere Valongia lungo il sentiero delle meraviglie e quindi l’altra frazione di Tamion. Si attraversa il rio Barbida e con una piccola deviazione si raggiunge la località Rosse, con le pietre rosse di Soraga servite per la parte sommitale della chiesa di S. Giovanni. In 5,2 km. e 377 m. di dislivello, da Soraga si raggiunge Moena salendo fino ai 1590 m. del cippo di confine fra i Principati di Trento e Bressanone datato 1551 con le effigi dell’aquila trentina e dell’agnello di Bressanone. Si scende al punto panoramico del lariceto di Roncac, quindi alla malga omonima e a Moena.

La 9° tappa raggiunge da Moena la frazione di Forno, ultimo abitato di Fassa. Sono 9 km. e 536 m. di dislivello. Si risale dalla chiesa di S. Vigilio la valle del Ruf de Costalongia per scendere nella zona prativa di Malga Panna e inoltrarsi tra boschi (colpiti da Vaia) all’ameno pianoro di Peniola con chiesetta e ristoro. Salendo il sentiero con 70 scalini si raggiunge Medil, altra suggestiva frazione che domina Forno, raggiungibile con ripido sentiero. Siamo al giro di boa. Alla 10° tappa si risale da Forno sulla sinistra dell’Avisio percorrendo il fondovalle fino a Moena. La tappa successiva di 4 km. sale a Someda dove è possibile visitare il Museo della guerra; si resta in quota sui 1400 m. per poi scendere a Soraga alta coi caratteristici fienili.

La 12° tappa di 7,54 km e 478 m. di dislivello, parte dai 1250 di Soraga alta salendo fino ai 1700 m. di Pociace con la baita della Forestale costruita per iniziative didattiche. Si scende quindi fino a Malga Aloch e alla chiesa di S. Nicolò di Meida, frazione di Pozza, raggiungendo (13° tappa di 1,42 km.) la riva dell’Avisio da percorrere fino a Pera, dove non deve mancare una visita al “Molin de Pèzol”, prima sezione locale del Museo ladino. La 14° tappa da Pera a Canazei è la più lunga, 9 km. di cui 6500 in salita con un dislivello di 383 m. quasi tutto nei primi 2 km. A quota 1550 si raggiunge il “Dos di Pigui” un castelliere retico circondato da un vallo di difesa dove sono stati rinvenuti ceramiche, monili, telai e anche armi. Si scende quindi ai 1370 m. di Campestrin per poi percorrere il fondovalle (non essendoci sentieri adeguati in quota) lungo l’Avisio fino a Campitello e proseguire fino a Cercenà di Canazei.

Shiatsu Zuo

La 15° e ultima tappa di 6,78 km. e 552 m. di dislivello, da Canazei a Penia, è pure abbastanza impegnativa con un saliscendi che incrocia la strada per Ciampac e un ristoro alla “Locia del Contrìn” dove, 200 m. più avanti si può vedere la “ciuciaa” una calcara dove si lavorava la calce. Una forte discesa porta alla segheria di Penia, punto di partenza.

Le tappe sono spesso piuttosto brevi per cui i “Troi di ladins” si possono percorrere tranquillamente in 6-7 tappe. La scelta è quella di toccare tutti i paesi. In alcuni casi sono previsti dei tracciati di rientro: scendendo nella 4° tappa a Fontanazzo e Campestrin. Salendo alla 12° tappa è previsto un rientro a Vigo da Pociace, e nella penultima, a Mazzin dal Col di Pigui. Va detto che il cammino offre un punto di vista della valle a metà strada fra il fondovalle e i rinomati sentieri o le escursioni in quota. Un punto di vista che la guida da portare con sé (dovrebbe essere ancora disponibile nelle cartolerie o nelle biblioteche) contribuisce a rendere ancor più arricchente e originale.

Dai Troi di ladins si può ammirare la valle un po’ più vicini rispetto alle vette, e le vette un po’ più vicine rispetto alla valle. Se avete una settimana di tempo fatelo, magari sostando nei paesi di arrivo. Se siete buoni camminatori vi basta meno. Può essere vissuto come un vero e proprio Cammino per scoprire la valle in un modo diverso e per scoprire una valle diversa. La sua filosofia è proprio questa.

Francesco Morandini

Pixelia


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