Il Coordinamento delle Camere Penali della Calabria esprime profonda soddisfazione per l’approvazione, da parte della Camera dei Deputati, della proposta di legge che istituisce il 17 giugno quale Giornata nazionale in memoria delle vittime degli errori giudiziari.
È una giornata che attendevamo da tempo. Una conquista di civiltà giuridica prima ancora che una ricorrenza simbolica.
Già il 27 febbraio 2024, nel quinto anniversario della tragica morte di Rocco Greco, il Coordinamento delle Camere Penali della Calabria promosse una giornata di riflessione dedicata alle vittime dell’errore giudiziario e delle misure di prevenzione, chiedendo all’Unione delle Camere Penali Italiane di farsi promotrice dell’istituzione di una giornata nazionale della memoria.
Quella richiesta nasceva dalla consapevolezza che, soprattutto alle nostre latitudini, l’errore giudiziario non rappresenta un’eccezione statistica, ma una ferita profonda che ha inciso sulla vita di centinaia di persone, delle loro famiglie, delle loro imprese e dell’intero tessuto economico e sociale della Calabria.
Noi sappiamo bene quanto sia alto il prezzo pagato dagli innocenti.
Sappiamo cosa significhi vedere uomini privati della libertà personale, imprenditori travolti da misure di prevenzione poi rivelatesi ingiuste, cittadini costretti a difendersi per anni prima che un processo restituisca loro ciò che non avrebbe mai dovuto essere sottratto: la dignità, il lavoro, la reputazione, la libertà.
Se tanti innocenti sono riusciti, alla fine, a sottrarsi alle maglie della malagiustizia, ciò è avvenuto soltanto grazie alla tenacia di avvocati che non hanno mai smesso di credere nella forza del processo e delle garanzie costituzionali.
Difensori che hanno affrontato processi interminabili, smontando, con pazienza e rigore, imputazioni spesso costruite secondo una logica di accumulo investigativo, fino a dimostrare nelle aule di giustizia ciò che, troppo spesso, era stato ignorato nella fase delle indagini.
In questo scenario, l’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’errore giudiziario assume, innanzitutto, una funzione di orientamento culturale.
È un monito per tutti noi.
Ci ricorda che ogni qualvolta cediamo alla furia giustizialista e alla convinzione che il numero degli arresti rappresenti il principale indicatore del successo investigativo, cediamo a una concezione emotiva e irrazionale della giustizia, destinata a produrre conseguenze che oggi non possono più essere ignorate.
Ci ricorda che un sistema fondato sulla logica della pesca a strascico espone anche il cittadino innocente al rischio di essere risucchiato nel tritacarne giudiziario, come dimostrano le tante persone sottoposte a procedimenti conclusisi con assoluzioni o, addirittura, con provvedimenti di archiviazione, dopo avere pagato un prezzo umano, familiare e professionale altissimo.
Tra queste vi sono stati anche alcuni avvocati.
Ci ricorda che dobbiamo riallineare il sentire sociale ai valori costituzionali, primo fra tutti quello della presunzione di innocenza, ma anche a una concezione del diritto penale quale limite alla pretesa punitiva dello Stato e non quale strumento di lotta sociale.
Significa recuperare la grammatica della Costituzione, rifuggendo dalle logiche emotive, dalla giustizia di piazza e dalle sentenze sociali inappellabili che si alimentano nel clamore delle conferenze stampa, negli applausi delle piazze mediatiche e nei toni trionfalistici che troppo spesso accompagnano le grandi operazioni giudiziarie.
Ci ricorda, soprattutto, che le maxi-operazioni che attingono centinaia di persone non ci rendono necessariamente più sicuri, ma rischiano di renderci soltanto meno liberi.
Perché il numero, quando diventa criterio di successo investigativo, può trasformarsi in una pericolosa illusione: spettacolare sul piano mediatico, ma destinata troppo spesso a rivelarsi fallimentare sul piano giudiziario.
La concentrazione di un numero enorme di persone e di vicende in un’unica operazione rischia infatti di compromettere la capacità di selezionare, già nella fase delle indagini, gli elementi realmente rilevanti da quelli privi di consistenza, trasformando la complessità investigativa in una sommatoria indistinta di sospetti.
Perché nei grandi numeri si annida anche il rischio di grandi ingiustizie.
Ci ricorda, infine, che i veri bilanci non si fanno il giorno degli arresti: si fanno quando i processi terminano, perché la storia della giustizia si scrive nelle aule dei tribunali, non sui palchi del circo mediatico-giudiziario.
E quei bilanci consuntivi, troppo spesso, hanno restituito assoluzioni, proscioglimenti e clamorosi ridimensionamenti delle accuse.
Per questa ragione la Giornata nazionale dedicata alle vittime dell’errore giudiziario è un atto di maturità delle istituzioni.
È il riconoscimento che uno Stato democratico trova la propria forza non nell’occultare i propri errori, ma nel riconoscerli, farne memoria e impegnarsi a prevenirli.
Ricordare Enzo Tortora, Rocco Greco, Beniamino Zuncheddu e tutte le altre vittime della malagiustizia significa affermare che la libertà, la dignità, il patrimonio, il lavoro e la reputazione delle persone non sono diritti minori, ma valori costituzionali che lo Stato ha il dovere di proteggere.
Il Coordinamento delle Camere Penali della Calabria auspica che il Parlamento completi rapidamente l’iter legislativo, consegnando definitivamente al Paese una giornata che appartiene a tutti, perché ogni errore giudiziario non colpisce soltanto una persona innocente: ferisce la credibilità della giustizia e la coscienza dell’intera comunità democratica.
Camera Penale “E. Donadio” di Castrovillari
Il Presidente – Avv. Michele Donadio
Camera Penale “A. Cantàfora” di Catanzaro
Il Presidente – Avv. Francesco Iacopino
Camera Penale di Cosenza “Avvocato Fausto Gullo”
Il Presidente – Avv. Roberto Le Pera
Camera Penale “G. Scola” di Crotone
Il Presidente – Avv. Romualdo Truncè
Camera Penale “Avv. Felice Manfredi” di Lamezia Terme
Il Presidente – Avv. Renzo Andricciola
Camera Penale “G. Simonetti” di Locri
Il Presidente – Avv. Antonio Alvaro
Camera Penale “V. Silipigni” di Palmi
Il Presidente – Avv. Francesco G. Formica
Camera Penale “E. Lo Giudice” di Paola
Il Presidente – Avv. Giuseppe Bruno
Camera Penale “G. Sardiello” di Reggio Calabria
Il Presidente – Avv. Francesco Siclari
Camera Penale di Rossano
Il Presidente – Avv. Giovanni Zagarese
Camera Penale “F. Casuscelli” di Vibo Valentia
Il Presidente – Avv. Giuseppe Bagnato
Per il Coordinamento delle Camere Penali Calabresi
Avv. Giuseppe Milicia
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Roberto Tolomeo
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