Quattro anni di governo, un record di longevità che il 4 settembre porterà Giorgia Meloni a superare, per durata ininterrotta dello stesso esecutivo, il secondo governo Berlusconi, e un bilancio politico che Fratelli d’Italia intende trasformare in una vera e propria rivendicazione dei risultati raggiunti. È in questo contesto che si inserisce l’intervento di Emanuele Prisco, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Umbria e sottosegretario al Ministero dell’Interno, che alla vigilia dell’iniziativa nazionale di Bari passa in rassegna i principali numeri dell’azione di governo, dedicando una parte significativa della sua analisi proprio all’Umbria.
Il quadro nazionale, nella lettura di Prisco, parte dalla stabilità politica e arriva al lavoro, dalle politiche di sicurezza alla gestione dell’immigrazione, fino agli interventi rivolti ai territori. Una ricostruzione che il sottosegretario accompagna con una serie di dati e risultati che, nelle sue parole, dovrebbero rappresentare la misura concreta dell’azione dell’esecutivo guidato da Meloni.
Il bilancio nazionale: lavoro, occupazione e sicurezza
“Quattro anni di Governo Meloni rappresentano quattro anni di stabilità, credibilità e risultati concreti per la Nazione. Lo raccontano i numeri: occupazione al record storico del 63,2%, 16,583 milioni di lavoratori a tempo indeterminato, esportazioni cresciute da 626 a oltre 643 miliardi di euro, sbarchi diminuiti del 55% rispetto allo stesso periodo del 2023 e 45 mila nuove assunzioni nelle Forze dell’Ordine previste entro la fine della legislatura.
Dietro questi dati c’è un’Italia che ha ritrovato stabilità e autorevolezza internazionale e un Governo che, nonostante uno scenario internazionale difficilissimo, ha mantenuto gli impegni assunti con gli italiani”: così il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Umbria, il sottosegretario Emanuele Prisco, alla vigilia dell’iniziativa nazionale di Fratelli d’Italia in programma a Bari per celebrare i quattro anni del Governo guidato da Giorgia Meloni. “Nel mercato del lavoro abbiamo raggiunto risultati che fino a pochi anni fa sembravano impossibili”, aggiunge.
Il tema dell’occupazione costituisce uno dei punti centrali della comunicazione politica con cui Fratelli d’Italia arriva all’appuntamento di Bari. Anche il bilancio nazionale diffuso dal partito mette al centro l’incremento degli occupati e la riduzione della disoccupazione. Secondo i dati richiamati dall’ANSA, nel materiale celebrativo predisposto da FdI vengono indicati un tasso di occupazione al 62,9% e una disoccupazione al 5,7%.
Prisco entra quindi nel dettaglio del mercato del lavoro e delle politiche sociali. “A novembre 2022 gli occupati erano 23,2 milioni – sottolinea Prisco in una nota -, oggi hanno superato i 24,3 milioni, con oltre un milione di occupati in più. La disoccupazione è scesa al 5,8% e quella giovanile al 15,24%, mentre il numero di persone a rischio povertà o esclusione sociale è sceso dal 18% al 14,9%. Risultati che dimostrano come crescita economica, occupazione e politiche sociali possano procedere insieme. Anche sul fronte della sicurezza e dell’immigrazione la linea è chiara. Gli sbarchi sono diminuiti del 55% rispetto al 2023 e nei primi otto mesi del 2026 sono già stati fatti 5.620 rimpatri. Abbiamo investito sulle donne e sugli uomini in divisa, con 45 mila assunzioni nelle forze dell’ordine e ulteriori 25 mila previste entro la fine della legislatura. Sicurezza, controllo dei confini e rafforzamento degli organici non sono slogan, ma scelte precise sulle quali abbiamo investito risorse e responsabilità”.
Il capitolo della sicurezza assume un rilievo particolare anche per il profilo politico di Prisco, che da sottosegretario all’Interno ha seguito direttamente diversi dossier relativi all’organizzazione degli apparati di sicurezza. Solo nelle ultime settimane, ad esempio, ha annunciato l’assegnazione di 24 nuovi agenti di Polizia all’Umbria, dieci destinati a Perugia e 14 a Terni, che si sono aggiunti alle 41 unità assegnate alla regione nel 2025.
La ZES e la partita degli investimenti
Nella seconda parte del suo intervento, Prisco sposta il baricentro sull’Umbria. Il primo tema indicato è quello della Zona economica speciale, considerata dal coordinatore regionale di FdI uno degli strumenti attraverso cui il governo punta a rafforzare la capacità dei territori di attrarre investimenti. “Dentro questa stagione di risultati c’è anche l’Umbria”, sottolinea ancora Prisco.
“Il risultato forse più emblematico – sostiene Prisco – è l’estensione della ZES, una battaglia sulla quale il Governo Meloni ha scelto di intervenire concretamente per dare anche alla nostra regione strumenti più forti per attrarre investimenti, creare occupazione e ridurre gli svantaggi competitivi. Nei primi mesi del 2026 la ZES Unica ha già prodotto 155 autorizzazioni, sostenendo 1,4 miliardi di euro di investimenti e oltre 3.200 nuovi occupati. Per il 2026 il Governo ha previsto un finanziamento record di 2,3 miliardi di euro, all’interno di una programmazione triennale da 4 miliardi. A questo si aggiunge l’estensione a Umbria e Marche della ZES Agricoltura. Lo stesso metodo è stato applicato alla difesa del nostro sistema produttivo. A Terni il Governo Meloni ha lavorato per garantire un futuro ad Acciai speciali Terni, con un accordo di programma da oltre 1,1 miliardi di euro tra investimenti industriali e misure di accompagnamento pubblico, tutelando oltre 2.400 lavoratori diretti e dell’indotto e dando una prospettiva strategica a uno dei principali poli industriali della Nazione”.
La ZES, dunque, viene indicata come una delle principali leve della strategia economica rivolta all’Umbria. Nella ricostruzione del sottosegretario, il provvedimento non viene letto soltanto in termini di semplificazione amministrativa, ma come uno strumento destinato a incidere sulla capacità della regione di competere per nuovi investimenti.
Oltre alla Zona economica speciale c’è il dossier industriale ternano, con Acciai Speciali Terni al centro di una partita che riguarda non soltanto l’economia della città, ma la collocazione dell’Umbria all’interno della geografia industriale nazionale.
Ricostruzione post-sisma e Ottocentenario di San Francesco
Un altro capitolo del bilancio riguarda la ricostruzione nelle aree umbre colpite dal terremoto. Un processo che, a quasi dieci anni dagli eventi sismici del 2016, continua a rappresentare uno dei principali dossier territoriali.
“Anche sulla ricostruzione post sisma – sostiene il sottosegretario – il cambio di passo è evidente. Grazie alle misure del Governo, al lavoro della Struttura guidata dal Commissario Guido Castelli e alla collaborazione istituzionale costruita, in Umbria la ricostruzione leggera ha superato il 90% di avanzamento, quella pesante il 76%, con oltre 580 milioni di euro già liquidati, mentre continuano gli interventi su scuole, infrastrutture e rigenerazione urbana. Abbiamo investito sull’identità e sulla proiezione internazionale dell’Umbria. Gli 80 milioni di euro stanziati attraverso il Cipess per gli interventi legati all’Ottocentenario di San Francesco rappresentano una straordinaria occasione di sviluppo, cultura e promozione del territorio e si aggiungono agli oltre 238 milioni di euro dell’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione, destinati a 36 progetti strategici”.
Il tema della ricostruzione si intreccia così con quello dello sviluppo. Non soltanto la restituzione degli edifici e dei servizi danneggiati dal sisma, ma anche la possibilità di utilizzare gli investimenti pubblici per ripensare infrastrutture, spazi urbani e prospettive economiche delle aree interne.
Nella stessa prospettiva Prisco colloca le risorse destinate all’Ottocentenario della morte di San Francesco, evento che nel 2026 rappresenta uno degli appuntamenti di maggiore rilevanza internazionale per l’Umbria e che viene indicato come occasione di promozione culturale e turistica.
Sicurezza, Perugia e la Scuola di Polizia di Spoleto
Il bilancio del sottosegretario torna quindi sul terreno della sicurezza, con due riferimenti particolarmente legati al territorio regionale: la Questura di Perugia e la Scuola di Polizia di Spoleto.
“Nondimeno – dice Prisco -, sul fronte sicurezza: abbiamo riportato la Questura di Perugia al massimo grado, cancellando un declassamento che aveva penalizzato organico e territorio, rilanciato a pieno regime la Scuola di Polizia di Spoleto, che era stata progressivamente depotenziata con i tagli alle assunzioni dalla legge Madia in poi e che oggi è tornata a essere un presidio fondamentale per la formazione e per l’economia della città. Anche l’aeroporto internazionale dell’Umbria racconta una regione che può crescere se messa nelle condizioni di farlo: nel 2025 il San Francesco d’Assisi ha superato i 620 mila passeggeri, raggiungendo il record storico assoluto, mentre nel 2026 la crescita è proseguita. Questi sono soltanto alcuni dei risultati ottenuti. Dietro ogni numero ci sono posti di lavoro, imprese che investono, infrastrutture, sicurezza, ricostruzione e opportunità per le famiglie. Dimostrano soprattutto una cosa: la crescita dell’Italia e quella dell’Umbria fanno parte della stessa sfida. Quattro anni fa Giorgia Meloni aveva assunto l’impegno di restituire all’Italia stabilità, autorevolezza e una visione di lungo periodo. Oggi possiamo presentarci agli italiani non soltanto con le promesse mantenute, ma con numeri e risultati misurabili. C’è ancora molto da fare, anche per far fronte alle forti complicazioni internazionali, e proprio per questo non intendiamo fermarci. Come Fratelli d’Italia Umbria continueremo a lavorare affinché questa stagione produca ancora più crescita, lavoro e opportunità per la nostra Nazione e per i nostri territori”.
Il riferimento all’aeroporto completa il quadro tracciato da Prisco con un altro indicatore della capacità dell’Umbria di intercettare flussi economici e turistici. Lo scalo San Francesco d’Assisi ha infatti superato nel 2025 la soglia dei 620 mila passeggeri, stabilendo il proprio record storico, secondo il dato richiamato dal sottosegretario.
Bari, il record di longevità e la sfida dei prossimi mesi
Il bilancio arriva alla vigilia dell’appuntamento nazionale di Fratelli d’Italia previsto a Bari il 4 settembre. Sarà quella l’occasione scelta dal partito per celebrare i 1.413 giorni consecutivi del governo Meloni, che diventerà così il più longevo esecutivo della storia repubblicana per permanenza alla guida dello stesso governo, superando il precedente primato del secondo governo Berlusconi. Il traguardo viene accompagnato da un opuscolo e da una campagna celebrativa nella quale FdI concentra l’attenzione sui principali indicatori economici e sociali del mandato. Il documento mette insieme lavoro, famiglie, sicurezza, sanità, scuola, energia e conti pubblici, proponendo una lettura complessiva dell’azione dell’esecutivo.
Per l’Umbria, nella lettura di Prisco, il bilancio nazionale diventa quindi anche un bilancio territoriale. ZES, Acciai Speciali Terni, ricostruzione post-sisma, sicurezza, formazione e aeroporto sono i dossier attraverso i quali il sottosegretario individua le principali ricadute regionali dell’azione del governo. La partita, tuttavia, non si esaurisce nei numeri già raggiunti. Lo stesso Prisco riconosce che restano questioni aperte e che il quadro internazionale continua a rappresentare una variabile decisiva per economia, sicurezza e politiche pubbliche.
Il messaggio politico con cui Fratelli d’Italia Umbria arriva all’appuntamento di Bari è dunque quello di una legislatura ancora in corso e di una maggioranza che punta a trasformare la stabilità dell’esecutivo in una prospettiva di lungo periodo. Per Prisco, la sfida consiste ora nel consolidare quanto realizzato e tradurre gli investimenti e le misure messe in campo in nuova occupazione, maggiore competitività e ulteriori opportunità per i territori.
Per l’Umbria, il punto sarà soprattutto capire quanto gli strumenti indicati dal sottosegretario sapranno tradursi, nel tempo, in risultati strutturali: nuovi investimenti, rafforzamento del sistema produttivo, completamento della ricostruzione, infrastrutture più efficienti e una maggiore capacità di attrarre persone e imprese. È su questo terreno, più che sulla sola celebrazione del record di durata, che si misurerà nei prossimi mesi la capacità del governo di trasformare il bilancio politico rivendicato da Prisco in risultati percepibili nella vita quotidiana dei territori.
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