La dichiarazione dei redditi
2026 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più
importanti dell’anno per lavoratori, pensionati e contribuenti che
hanno percepito redditi nel corso del 2025. Presentare
correttamente la dichiarazione permette infatti di comunicare al
Fisco la propria situazione reddituale e di determinare le
eventuali imposte da pagare oppure gli importi che il contribuente
ha diritto a recuperare sotto forma di rimborso
fiscale. La dichiarazione può inoltre essere importante
per far valere numerose detrazioni e deduzioni
fiscali, come quelle relative alle spese sanitarie, agli
interessi sul mutuo, alle spese per l’istruzione, ai contributi
previdenziali e ad altre spese sostenute durante l’anno.
Per questo motivo è importante non
limitarsi a controllare soltanto la presenza di un eventuale
rimborso. Prima dell’invio bisogna verificare attentamente i
redditi indicati, le certificazioni ricevute, le spese inserite
nella dichiarazione precompilata e tutti gli altri dati fiscali. Un
errore o un’omissione può infatti modificare il risultato finale
della dichiarazione e, in alcuni casi, rendere necessario
presentare successivamente una dichiarazione correttiva o
integrativa.
Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate
mette a disposizione dei contribuenti la dichiarazione
precompilata, che può essere utilizzata sia per il modello
730 sia per il modello Redditi Persone fisiche. Il 730 è destinato
principalmente a lavoratori dipendenti e pensionati, mentre il
modello Redditi PF deve essere utilizzato nei casi previsti dalla
normativa fiscale, anche da contribuenti con particolari tipologie
di reddito o titolari di partita IVA.
Vediamo quindi quando scade
la dichiarazione dei redditi 2026, quali sono le
principali date da ricordare e quando possono arrivare i rimborsi
fiscali.
Scadenza
dichiarazione dei redditi 2026
Nel 2026 i contribuenti possono
utilizzare principalmente due modelli: il 730/2026
e il modello Redditi Persone fisiche 2026. Il
modello 730 è rivolto principalmente ai lavoratori dipendenti e ai
pensionati e può essere presentato anche attraverso la
dichiarazione precompilata disponibile sul sito dell’Agenzia delle
Entrate.
La scadenza del 730/2026 è
fissata al 30 settembre 2026. Entro questa data è
possibile trasmettere telematicamente la dichiarazione precompilata
direttamente all’Agenzia delle Entrate.
Per il modello Redditi
Persone fisiche 2026, invece, la scadenza è fissata al
2 novembre 2026. Il termine ordinario del 31
ottobre cade infatti di sabato e viene quindi spostato al primo
giorno lavorativo successivo.
Il modello Redditi PF può essere
utilizzato, tra gli altri, dai contribuenti che devono dichiarare
determinate tipologie di reddito che non possono essere gestite
attraverso il modello 730. L’Agenzia delle Entrate mette inoltre a
disposizione la versione precompilata del modello Redditi, con
numerosi dati già presenti nella dichiarazione e provenienti dalle
informazioni disponibili nell’Anagrafe tributaria.
Le principali scadenze della dichiarazione dei redditi
2026
Per avere un quadro più chiaro,
queste sono alcune delle date principali da ricordare:
- 30 settembre 2026: scadenza per la
presentazione del modello 730/2026; - 12 ottobre 2026: termine per comunicare al
sostituto d’imposta la volontà di non effettuare, oppure di
effettuare in misura inferiore, il secondo o unico acconto
Irpef; - 26 ottobre 2026: scadenza per la presentazione
del 730 integrativo tramite CAF o professionista, nei casi
previsti; - 2 novembre 2026: scadenza per la presentazione
del modello Redditi PF 2026 e del Redditi correttivo del 730; - 10 novembre 2026: ultimo giorno per presentare
direttamente online il 730 correttivo di tipo 2; - 30 novembre 2026: scadenza per il versamento
del secondo o unico acconto per i contribuenti interessati,
compresi quelli con 730 senza sostituto d’imposta e quelli che
utilizzano il modello Redditi.
È quindi importante distinguere tra
la scadenza del 730, fissata al 30 settembre, e
quella del modello Redditi PF, fissata al 2
novembre 2026.
Chi
deve presentare la dichiarazione dei redditi
2026?
La necessità di presentare la
dichiarazione dipende dalla situazione fiscale del singolo
contribuente e dai redditi percepiti nel corso del 2025.
Il modello 730/2026
è utilizzabile principalmente da lavoratori dipendenti e pensionati
e permette di dichiarare, nei casi previsti, anche altre tipologie
di reddito e di beneficiare delle detrazioni e deduzioni
spettanti.
Il modello Redditi Persone
fisiche, invece, riguarda una platea più ampia di
situazioni fiscali e comprende anche contribuenti con partita IVA e
specifiche categorie di reddito. L’Agenzia delle Entrate indica,
tra gli altri, i quadri relativi ai redditi dei contribuenti
titolari di partita IVA.
Non tutti i contribuenti, però, sono
automaticamente obbligati a presentare la dichiarazione. L’obbligo
deve essere valutato in base ai redditi percepiti, alle ritenute
subite, alle detrazioni, alle eventuali situazioni di esonero e
alle altre condizioni previste dalla normativa.
Anche quando non vi è un obbligo, in
alcuni casi può comunque essere conveniente presentare la
dichiarazione per recuperare detrazioni, deduzioni o
crediti d’imposta che non sono stati riconosciuti durante
l’anno.
Dichiarazione
dei redditi 2026 precompilata
Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate
mette a disposizione la dichiarazione precompilata con numerosi
dati già inseriti. La dichiarazione può essere consultata e
modificata attraverso i servizi online dell’Agenzia delle Entrate.
Per il 730/2026 è possibile utilizzare sia la modalità
semplificata sia quella
ordinaria.
La dichiarazione precompilata
contiene, tra gli altri, dati relativi a redditi, Certificazioni
Uniche, spese sanitarie, contributi previdenziali, interessi sui
mutui e altre informazioni comunicate all’Agenzia delle Entrate. I
dati devono comunque essere controllati dal contribuente prima
dell’invio.
Per il 2026 è possibile accedere alla
dichiarazione precompilata dal 30 aprile, mentre
dal 14 maggio è possibile accettare, modificare e
inviare il 730 precompilato. Per il modello Redditi PF la
consultazione e la modifica della dichiarazione precompilata sono
disponibili dal 20 maggio, mentre l’invio può
essere effettuato dal 27 maggio.
Rimborsi fiscali
2026: hai già ricevuto?
Uno degli aspetti più importanti
della dichiarazione dei redditi riguarda il possibile
rimborso Irpef. Quando dal modello 730 emerge un
credito, l’importo può essere rimborsato direttamente dal
datore di lavoro o dall’ente
pensionistico, quando è presente un sostituto d’imposta
che effettua il conguaglio.
Il rimborso viene quindi collegato
alle operazioni di conguaglio effettuate dal sostituto d’imposta. I
tempi possono cambiare in base alla data di presentazione della
dichiarazione e alla situazione del contribuente.
In altre parole, presentare
prima il 730 può consentire di anticipare il momento in cui viene
effettuato il conguaglio, mentre una presentazione più
vicina alla scadenza può comportare un rimborso successivo.
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che l’importo a credito
risultante dal 730 viene rimborsato dal datore di lavoro o
dall’ente pensionistico quando il sostituto è tenuto a effettuare
il conguaglio.
Esempio di rimborso 730
nel 2026
Supponiamo che un lavoratore presenti
il 730/2026 nei mesi estivi e dalla dichiarazione
emerga un credito Irpef.
Se è stato indicato un sostituto
d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio, il rimborso sarà
gestito dal datore di lavoro attraverso la busta paga, secondo le
tempistiche previste per le operazioni di conguaglio.
Chi presenta invece il 730
senza sostituto d’imposta non riceve il rimborso
dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. In questo caso, se
dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso viene effettuato
direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Dal 2024 è inoltre possibile
scegliere l’opzione “Nessun sostituto” anche quando esiste
un sostituto d’imposta che potrebbe effettuare il
conguaglio. In questo caso il rimborso viene erogato
direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Se il contribuente ha
comunicato il proprio IBAN, l’importo può essere accreditato
direttamente sul conto corrente.
Cosa succede se si presenta la dichiarazione dopo la
scadenza?
È importante rispettare le scadenze
previste per il 730 e per il modello Redditi. Per il
modello Redditi PF 2026, l’Agenzia delle Entrate
prevede comunque la possibilità di presentare la dichiarazione
tardiva entro 90 giorni dalla scadenza
ordinaria.
Considerato che la scadenza del
modello Redditi PF 2026 è il 2 novembre 2026, la
dichiarazione tardiva può essere presentata entro il 1°
febbraio 2027, poiché il 31 gennaio 2027 cade di domenica.
La presentazione tardiva comporta però l’applicazione della
relativa sanzione, anche nel caso in cui dalla dichiarazione emerga
un credito.
Dopo il termine dei 90 giorni, la
situazione è diversa e la dichiarazione può essere considerata
omessa, con conseguenze fiscali differenti.
Dichiarazione dei redditi 2026: cosa fare in caso di
errore?
Può capitare di accorgersi, dopo
l’invio della dichiarazione, di aver dimenticato un reddito, una
spesa o di aver inserito un dato errato. Per il 730/2026 è
possibile utilizzare, nei casi previsti, il 730
integrativo oppure il modello Redditi
correttivo.
Il termine per presentare il modello
Redditi correttivo è il 2 novembre 2026. Dopo
questa data è possibile ricorrere al modello Redditi integrativo,
secondo le condizioni previste dalla normativa fiscale.
Il modello Redditi integrativo può
essere presentato entro il 31 dicembre 2031, cioè
entro il quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata
la dichiarazione da correggere.
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Articolo aggiornato il 18 Settembre 2026
da Stefano
Mastrangelo
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