Del Voucher Doppia Transizione 2026 della Camera di commercio Chieti Pescara è rimasta aperta una sola metà. La Misura A, i voucher digitali, è chiusa dal 22 settembre per esaurimento dei 200.000 euro: lo dice una nota pubblicata dalla Camera sulla pagina del bando. La Misura B, Sostenibilità aziendale ESG, con i suoi 100.000 euro, accetta domande fino alle 16:00 di venerdì 30 ottobre 2026. Al 18 ottobre mancano dodici giorni, e quanto resta della dotazione la Camera non lo pubblica.
La Misura B paga la consulenza e gli strumenti che servono a misurare e ridurre l’impatto ambientale e sociale dell’impresa: monitoraggio dei consumi, Energy Manager esterno, analisi del ciclo di vita, rendicontazione di sostenibilità, accompagnamento verso certificazioni come ISO 14001, ISO 50001 o la parità di genere. Il voucher copre fino al 70% della spesa, con un massimo di 5.000 euro. Non paga l’organismo che rilascia il certificato, non paga il fotovoltaico e non paga il computer nuovo: sono i tre equivoci su cui si perde più facilmente una voce di spesa.
In sintesi: cosa si può ancora chiedere a Chieti Pescara entro il 30 ottobre
- Linea aperta: solo la Misura B ESG. La Misura A digitale è chiusa dal 22/09/2026 e le domande caricate sul suo sportello sono inammissibili.
- Chi: micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità locale operativa nelle province di Chieti o Pescara, in regola con diritto annuale 2023, 2024 e 2025, DURC (il documento di regolarità contributiva) e polizza catastrofale.
- Quanto: 70% delle spese ammissibili, voucher massimo 5.000 euro, investimento minimo 3.000 euro; 250 euro in più con rating di legalità o certificazione della parità di genere.
- Come: domanda firmata digitalmente sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, bollo da 16 euro con PagoPA, istruttoria a sportello in ordine di arrivo.
- Il rischio da mettere in conto: il residuo della Misura B non è pubblico; se i fondi finiscono prima, la Camera può chiudere anche questo sportello.
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5.000 €Voucher massimo, 70% della spesa
100.000 €Dotazione della Misura B ESG
30/10 ore 16Chiusura dello sportello
| Voce | Cosa dice il bando | Dove |
|---|---|---|
| Ente | Camera di commercio Chieti Pescara, tramite il PID (Punto Impresa Digitale) | Bando, art. 1 |
| Atto | Atto n. 337 del 06/07/2026, secondo la scheda di Amministrazione trasparente; il bando richiama il Piano nazionale Transizione 5.0 e il decreto MIMIT del 17/03/2026 sul diritto annuale | Amministrazione trasparente; bando, art. 1 |
| Dotazione | 300.000 euro: 200.000 per la Misura A, 100.000 per la Misura B | Art. 3 c. 1 |
| Stato al 18/10/2026 | Misura A chiusa dal 22/09 per esaurimento; Misura B aperta, nessuna nota di chiusura | Pagina del bando |
| Contributo | 70% delle spese, massimo 5.000 euro; spesa minima 3.000 euro | Art. 3 c. 3, 4 e 5 |
| Premialità | 250 euro, nel limite del 100% delle spese | Art. 3 c. 6 e 7 |
| Regime di aiuto | de minimis, Reg. UE 2023/2831 (e i regolamenti di settore richiamati) | Art. 8 |
| Selezione | sportello valutativo in ordine cronologico, art. 13 c. 2 lett. a D.Lgs. 184/2025 | Art. 11 c. 1 |
| Invio | dalle 12:00 dell’08/09/2026 alle 16:00 del 30/10/2026, uno sportello per misura | Art. 10 c. 2 |
| Erogazione | solo a saldo, dopo la rendicontazione; nessun anticipo | Art. 13 c. 1 |
Misura A e Misura B: non confondere le due linee
Il bando è uno, ma gli sportelli sono due e non comunicano fra loro durante la finestra. Caricare la domanda sullo sportello sbagliato la rende inammissibile (art. 10 c. 2), e ogni impresa può presentare una sola domanda, su una sola misura: se ne arrivano due, vale l’ultima in ordine cronologico (art. 5).
Misura A, Voucher digitali
Chiusa dal 22/09/2026 per esaurimento dei 200.000 euro. Copriva sedici tecnologie digitali, dall’intelligenza artificiale al CRM, più la consulenza e la formazione collegate.
Misura B, Sostenibilità aziendale ESG
Aperta fino alle 16:00 del 30/10/2026, 100.000 euro. Sistemi digitali per energia, consumi ed emissioni, consulenza ESG, Energy Manager, comunità energetiche, formazione green.
Chi aveva già inviato sulla Misura A ed è rimasto senza copertura può ripiegare sulla B, sapendo che la nuova domanda annulla la precedente, perché conta solo l’ultima. Prima di farlo conviene chiedersi se il progetto è davvero ESG o se si sta solo riscrivendo un progetto digitale per farlo stare in un’altra casella, cosa che l’istruttoria sull’attinenza delle spese (art. 11 c. 1) di solito intercetta.
Quanto ai soldi, l’art. 3 c. 9 consente alla Camera, in caso di minore utilizzo di una misura, di spostare i fondi non usati sull’altra, ma lo colloca «al termine della scadenza di presentazione delle domande», cioè dopo il 30 ottobre, ed è una facoltà, non un automatismo. Oggi nessuna decisione in questo senso è stata pubblicata: la Misura A non si riapre con i soldi della B.
Cosa paga la Misura B, voce per voce
L’art. 7 del bando, ai commi 4, 5 e 6, elenca tre famiglie di spesa per la Misura B: tecnologie, consulenza e formazione. Le esclusioni del comma 7 valgono per entrambe le misure, e le FAQ della Camera ne chiariscono alcune.
| Spesa | Passa? | Riferimento e condizione |
|---|---|---|
| Sistemi digitali per gestione dell’energia, monitoraggio dei consumi energetici e idrici, analisi o riduzione delle emissioni, LCA, rating ESG e report di sostenibilità | Sì | Art. 7 c. 4 lett. a |
| Energy Manager esterno, acquisito come servizio temporaneo | Sì | Art. 7 c. 5 lett. a |
| Progettazione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER): fattibilità, documenti tecnici, amministrativi e giuridici, business plan, spese legali | Sì | Art. 7 c. 5 lett. b |
| Analisi del ciclo di vita (LCA) secondo ISO 14040 e 14044, dichiarazione ambientale di prodotto (EPD) | Sì | Art. 7 c. 5 lett. c |
| Consulenza per la rendicontazione di sostenibilità: assessment, indicatori, raccolta dati, documento finale | Sì | Art. 7 c. 5 lett. d |
| Consulenza per ottenere certificazioni e sistemi di gestione ESG (ISO 14001, ISO 45001, ISO 50001, SA 8000, UNI/PdR 125:2022, EMAS, B Corp, carbon footprint ISO 14064 e 14067, Ecolabel UE e altri) | Sì | Art. 7 c. 5 lett. e, elenco esemplificativo di 37 schemi |
| Fattura dell’organismo di certificazione: rilascio, verifica, sorveglianza, rinnovo | No | Art. 7 c. 7 |
| Formazione per qualifiche green ed ESG (per esempio Energy manager) e formazione green delle persone impiegate stabilmente | Sì | Art. 7 c. 6 |
| Impianto fotovoltaico, anche con accumulo | No | FAQ della Camera: entra al massimo la componente software di gestione dei flussi |
| PC, notebook, tablet, smartphone, stampanti non 3D | Di regola no | Art. 7 c. 7 e FAQ: solo se terminale fisso ed esclusivo di sensori o impianti del progetto |
| Canone di un software in abbonamento (SaaS) | Sì, pro rata | FAQ scritta per le tecnologie della Misura A: solo la quota che cade nella finestra di spesa |
| Sito web, web advertising, SEO, SEM | No | Art. 7 c. 7 |
| Consulenza fiscale, contabile, legale, promozionale; adeguamenti a obblighi di legge | No | Art. 7 c. 7 |
| Trasporto, vitto, alloggio | No | Art. 7 c. 7 |
| IVA | Solo se non recuperabile | Art. 7 c. 9 |
Certificazioni: si paga chi ti prepara, non chi ti certifica
Il confine passa fra due fatture. La consulenza che costruisce il sistema di gestione, scrive le procedure e fa gli audit interni preparatori è ammessa; la fattura dell’ente accreditato che poi certifica è esclusa, e la FAQ della Camera precisa che l’esclusione vale «a prescindere dallo stato di avanzamento dell’iter». Se lo stesso fornitore propone un pacchetto unico, fatti separare le due voci nel preventivo.
Chi ha tempi stretti non deve aspettare il certificato per rendicontare: basta la prova dell’avvio formale dell’iter, come il contratto firmato con l’organismo di certificazione o il piano di audit (art. 13 c. 1 lett. i). Sempre secondo le FAQ, in una sola domanda possono stare due preventivi per due certificazioni diverse, purché formino un unico progetto.
ISO 45001 e adeguamenti di legge: dove passa la linea
La ISO 45001 sulla salute e sicurezza è il primo schema dell’elenco. Il comma 7 però esclude i servizi di assistenza «per adeguamenti a norme di legge». A nostro avviso la consulenza per costruire un sistema di gestione certificabile resta ammissibile, mentre il documento di valutazione dei rischi, la formazione obbligatoria e gli altri adempimenti del D.Lgs. 81/2008 sono adeguamenti di legge e restano fuori, anche se inseriti nello stesso progetto. Nel Modulo Progetto conviene descrivere le attività in modo che la differenza si legga.
Il computer e la deroga che guarda alla Misura A
Qui il bando ha un rimando che non torna: la deroga del comma 7 per l’informatica di base vale quando l’acquisto è «strettamente collegato» a una tecnologia dell’art. 7 c. 1, che è l’elenco della Misura A. Il testo non richiama il comma 4, quello della Misura B. La FAQ della Camera ammette solo il terminale «integrato in modo fisso ed esclusivo» a sensori o impianti del progetto. Per la Misura B, a nostro avviso, un tablet a parete che fa solo da pannello del monitoraggio energetico ha qualche possibilità; il notebook dell’ufficio no, anche se ci apri il software dei consumi.
Chi può chiederlo e chi resta fuori
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese secondo la definizione europea (Raccomandazione 2003/361/CE) con sede legale o unità locale operativa nelle province di Chieti o Pescara (art. 4 c. 1). L’unità locale deve essere una sede di attività produttiva o di servizio vera: magazzini, depositi, uffici di rappresentanza e sedi solo amministrative o commerciali senza operatività autonoma non bastano. Il bando non esclude codici ATECO.
Requisiti da avere alla domanda e da mantenere fino alla liquidazione (art. 4 c. 1 e 2):
- impresa attiva e iscritta al Registro delle imprese;
- diritto annuale camerale pagato per il 2023, il 2024 e il 2025: chi non è in regola entra con riserva e ha 10 giorni dalla PEC per sistemare, pena la decadenza; l’insoluto fino a 3 euro per anno è tollerato;
- DURC regolare e rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro: un DURC irregolare alla domanda esclude, un DURC «in verifica» porta all’ammissione con riserva e a 30 giorni per regolarizzare;
- polizza contro gli eventi catastrofali prevista dall’art. 1 c. 101 della L. 213/2023, da allegare; chi non possiede né impiega a qualsiasi titolo beni soggetti all’obbligo (terreni, fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature), nemmeno in affitto o in leasing, allega una dichiarazione sostitutiva firmata digitalmente che richiama la FAQ n. 9 del MIMIT;
- nessuna liquidazione volontaria né procedura liquidatoria del Codice della crisi (il concordato in continuità è ammesso), nessuna causa ostativa antimafia, nessuna sanzione interdittiva del D.Lgs. 231/2001, nessuna condanna definitiva di amministratori o legali rappresentanti per reati che escludono dagli appalti;
- nessun contratto di fornitura di servizi in corso con la Camera (art. 4 c. 6 DL 95/2012), requisito che il bando non applica alle imprese individuali.
Restano fuori anche tre categorie che non hanno a che vedere con la regolarità:
- le imprese con enti pubblici nella compagine, anche in minoranza (art. 4 c. 4);
- le imprese che hanno già beneficiato dei Bandi Voucher Digitali I4.0 e Transizione Energetica 2023, 2024 o 2025 di questa Camera (art. 4 c. 6). L’esclusione riguarda quei bandi, non qualunque contributo camerale ricevuto;
- i progetti già finanziati dalla Camera o presentati su altri suoi bandi (art. 4 c. 5).
I fornitori: il vincolo che fa cadere le domande in regola
Per consulenza e formazione il bando non accetta un professionista qualsiasi. L’art. 6 c. 2 ammette Competence Center, parchi scientifici, centri di ricerca e trasferimento tecnologico, Tecnopoli, EDIH e cluster accreditati, incubatori certificati, FabLab, startup e PMI innovative, enti di formazione o soggetti certificati ISO 9001 per il settore EA37 (per percorsi formativi, con riferimento al settore energetico, di almeno 40 ore), esperti in gestione dell’energia (EGE) certificati UNI CEI 11339 e Innovation Manager certificati UNI 11814 o iscritti all’elenco di Unioncamere. In alternativa, un fornitore con partita IVA che negli ultimi tre anni ha svolto almeno tre incarichi per clienti diversi negli ambiti dell’art. 7, con l’autocertificazione dell’allegato 3 (art. 6 c. 3).
In ogni caso il fornitore non può essere collegato all’impresa (art. 2359 c.c.), né essere un suo amministratore, socio o prossimo congiunto, né una società in cui questi siedono (art. 6 c. 1). Per un Energy Manager esterno, a nostro avviso, l’EGE certificato è la strada più pulita: la qualifica si dimostra con il certificato, senza contare gli incarichi.
Quanto vale: i conti con il tetto, la premialità e la soglia di revoca
Il voucher è il 70% della spesa ammissibile al netto dell’IVA recuperabile. Il tetto di 5.000 euro si raggiunge con 7.142,86 euro di spesa: oltre quella cifra ogni euro in più resta tutto all’impresa. Sotto i 3.000 euro la domanda non è ammissibile.
| Spesa ammissibile (IVA esclusa) | Voucher al 70% | Con premialità | Quota coperta con premialità |
|---|---|---|---|
| 3.000 euro (minimo) | 2.100 euro | 2.350 euro | 78,3% |
| 5.000 euro | 3.500 euro | 3.750 euro | 75% |
| 7.142,86 euro (soglia del tetto) | 5.000 euro | 5.250 euro | 73,5% |
| 10.000 euro | 5.000 euro | 5.250 euro | 52,5% |
Calcoli nostri sull’art. 3 del bando. I 5.250 euro sono il caso migliore, non lo standard: servono il rating di legalità (impresa presente nell’elenco dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato alla data della domanda) o la certificazione della parità di genere già posseduta. Il limite del 100% delle spese, che il bando applica alla premialità, con questi numeri non morde mai: con la spesa minima di 3.000 euro voucher e premialità arrivano a 2.350. Il vincolo che conta davvero è il plafond de minimis.
Un progetto ipotetico. Una piccola impresa manifatturiera di Pescara affida a un consulente qualificato la prima rendicontazione di sostenibilità (3.800 euro), acquista un sistema di monitoraggio dei consumi elettrici con sensori e piattaforma (2.400 euro) e manda il responsabile di produzione a un corso green da 1.000 euro. Totale 7.200 euro, voucher 5.000 (il 70% sarebbe 5.040, il tetto taglia). Con il rating di legalità, 5.250.
Poi c’è la soglia che fa perdere tutto. L’art. 15 c. 1 lett. c revoca il voucher se le spese sostenute scendono sotto il 70% di quelle ammesse. Nell’esempio il 70% di 7.200 è 5.040 euro: se il corso salta e il sistema di monitoraggio costa 200 euro meno del preventivo, la spesa effettiva è 6.000, sopra la soglia. Togliere il corso però cambia il progetto: senza una variazione autorizzata prima (art. 12 c. 2) resta il rischio di revoca per realizzazione difforme (art. 15 c. 1 lett. a). Se salta anche metà della consulenza, si scende a 4.100 e la revoca è totale. Fra il 70% e il 100% il bando non scrive che il voucher si ricalcola sulla spesa effettiva: a nostro avviso conviene metterlo in conto e chiederlo al PID prima di ridurre il progetto.
Attenzione a gonfiare il preventivo. Aggiungere spese oltre 7.142,86 euro non porta un euro di voucher in più, ma alza la soglia del 70% da rispettare in rendicontazione. Un progetto da 10.000 euro deve dimostrare almeno 7.000 euro spesi; uno da 7.200 ne deve dimostrare 5.040, per lo stesso voucher.
Lo sportello in ordine di arrivo e le date fino al pagamento
Le domande si valutano in ordine cronologico di invio, con la procedura a sportello dell’art. 13 c. 2 lett. a del D.Lgs. 184/2025, il Codice degli incentivi. Se i fondi non bastano, l’ultima domanda istruita positivamente entra fino a concorrenza delle risorse (art. 11 c. 1). Quante domande siano arrivate sulla Misura B e quanto resti non è pubblicato. Una stima nostra, solo aritmetica: con 100.000 euro e voucher pieni da 5.000 euro, la Misura B ne finanzia una ventina; con voucher più piccoli le imprese possono essere di più.
Il 30 ottobre è un venerdì e lo sportello chiude alle 16:00, non a fine giornata. La domanda si considera perfezionata solo quando il pagamento del bollo con PagoPA risulta andato a buon fine (art. 10 c. 4): un invio alle 15:50 con un pagamento che non torna è un invio a rischio. A nostro avviso, chi ha il pacchetto completo non ha motivo di aspettare, perché ogni giorno di ritardo mette la domanda dietro a quelle arrivate nel frattempo.
| Quando | Cosa succede | Fonte |
|---|---|---|
| 06/07/2026 | Atto n. 337 del bando; il PDF è pubblicato il 07/07/2026 | Amministrazione trasparente |
| Dalla pubblicazione del bando (luglio 2026) | Decorrono le spese ammissibili; preventivi non anteriori al 01/01/2026 | Art. 7 c. 8; art. 10 c. 5 |
| Dalle 10:00 dell’08/07/2026 | Compilazione su ReStart | Art. 10 c. 1 |
| Dalle 12:00 dell’08/09/2026 | Apertura dell’invio sui due sportelli | Art. 10 c. 2 |
| 22/09/2026 | Chiusura della Misura A per esaurimento | Nota sulla pagina del bando |
| Ore 16:00 del 30/10/2026 | Chiusura dello sportello della Misura B, salvo esaurimento prima | Art. 10 c. 2 |
| Entro 90 giorni dall’invio | Provvedimento di concessione; integrazioni richieste da presentare entro 10 giorni, pena decadenza | Art. 11 c. 1 e 2 |
| Entro 120 giorni dalla comunicazione della concessione | Spese sostenute e pagate: è la chiusura del progetto | Art. 7 c. 8 |
| Entro 30 giorni dalla chiusura del progetto | Rendicontazione su ReStart, pena revoca | Art. 13 c. 2 |
| Dopo la rendicontazione | Erogazione a saldo: il bando non fissa un termine | Art. 13 |
Se l’istruttoria trova un motivo di rigetto, prima dell’esclusione arriva il preavviso dell’art. 10 bis L. 241/1990, con 10 giorni per le osservazioni. Gli esiti escono in elenchi approvati con determina del dirigente dell’Area Promozione e Sviluppo: ammesse e finanziate, ammesse con riserva, non ammesse, ricevute e non esaminate per esaurimento (art. 11 c. 3). Le domande rimaste scoperte possono essere ripescate in ordine cronologico, entro 90 giorni, quando si liberano risorse da rinunce, decadenze o revoche (art. 11 c. 4).
Cosa preparare prima di aprire ReStart
La domanda passa solo da ReStart, la piattaforma delle Camere di commercio gestita da InfoCamere, con SPID, CNS o CIE e firma digitale (art. 10 c. 1). Secondo la pagina della Camera serve lo SPID di secondo livello della persona fisica, non lo SPID impresa. Può trasmettere anche un intermediario (art. 10 c. 3), ma gli allegati vanno firmati digitalmente dal titolare o legale rappresentante, e il bando dice che «non possono essere firmati da altri soggetti»; solo il riepilogo generato da ReStart può firmarlo l’intermediario. Gli allegati obbligatori (art. 10 c. 4):
- Modulo di domanda (allegato 1) e Modulo Progetto (allegato 2), con descrizione, obiettivi e fornitori.
- Report Self i4.0, l’autovalutazione della maturità digitale del PID, svolto nei tre mesi prima della domanda: per un invio del 30 ottobre, non prima del 30 luglio.
- Report SUSTAINability sul portale esg.dintec.it, obbligatorio per la sola Misura B: se manca, la domanda è inammissibile.
- Preventivi in euro e in italiano, intestati all’impresa, su carta intestata del fornitore, con le voci separate e la scheda tecnica per beni e software; niente autopreventivi.
- Autocertificazione del fornitore (allegato 3), quando si usa la strada dei tre incarichi.
- Polizza catastrofale o la dichiarazione sostitutiva per chi non ha beni soggetti.
- Riepilogo ReStart firmato.
Un allegato mancante rende la domanda irricevibile, senza possibilità di regolarizzare. Nella domanda va indicata una sola PEC, la stessa sul modulo e su ReStart: se manca o non coincide, la Camera usa quella del Registro delle imprese.
Consiglio operativo. L’art. 10 c. 4 sanziona la mancanza dei documenti «da a) a i)», ma l’elenco si ferma alla lettera h: non c’è un nono allegato da cercare. E alcune FAQ della Camera citano lettere diverse da quelle del bando (la consulenza per le certificazioni sta all’art. 7 c. 5 lett. e, non d). Nel Modulo Progetto cita gli articoli del bando; se un’istruzione non torna, scrivi al PID ([email protected]) prima dell’invio.
De minimis e cumulo: il conto prima della firma
Il voucher è concesso in de minimis, il regime degli aiuti di piccolo importo che una stessa «impresa unica» (l’impresa con quelle che controlla o da cui è controllata) può ricevere entro un tetto: 300.000 euro nell’arco di tre anni, calcolati su base mobile a ritroso dalla data di concessione (Reg. UE 2023/2831, art. 3 par. 2). Il modulo di domanda, nella parte C, chiede gli aiuti «nell’esercizio in corso e nei due esercizi precedenti»: è la formula del vecchio Reg. 1407/2013. Il conto giusto è sui tre anni mobili, ed è il Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) a dire quanto plafond è già consumato. Come si ricostruisce, anche con fusioni e collegate, è nella nostra guida al calcolo del plafond de minimis.
Sugli stessi costi il voucher si cumula con altri de minimis fino al massimale, con aiuti in esenzione o autorizzati entro l’intensità più alta prevista, con aiuti senza costi individuabili e con misure fiscali generali che non sono aiuti di Stato, entro il 100% della spesa sostenuta (art. 9).
Come si tassa e come si contabilizza il voucher
Il bando prevede la ritenuta del 4% «dove applicabile» e richiama l’art. 43 c. 2 del D.Lgs. 33/2025, il testo unico dei versamenti e della riscossione, che dal 1° gennaio 2027 riprende la regola oggi scritta all’art. 28 c. 2 del DPR 600/1973. Fra concessione entro 90 giorni, 120 giorni di progetto e 30 di rendicontazione, un voucher chiesto a ottobre sarà quasi certamente pagato nel 2027. Entrambe le norme escludono dalla ritenuta i contributi per l’acquisto di beni strumentali. Su un voucher tutto consulenza e formazione la ritenuta di regola si applica: su 5.000 euro ne arrivano 4.800. Se la Camera scorporerà la quota riferibile ai beni strumentali, come i sensori del monitoraggio, il bando non lo dice: non è determinabile.
Sulle imposte dirette il bando tace e valgono le regole generali del TUIR, con la riserva che il caso concreto si imposta con il commercialista:
- la quota che paga servizi (consulenza, Energy Manager, formazione, canoni) è un contributo in conto esercizio: in bilancio un provento correlato ai costi che copre, ai fini IRES un ricavo che concorre per competenza, nell’esercizio in cui il diritto a riceverlo diventa certo (artt. 83, 85 e 109 TUIR; OIC 12), che può venire anche prima dell’incasso. Per chi è in contabilità semplificata, e per il forfetario, conta invece l’incasso;
- la quota che paga beni ammortizzabili (sensori, sistemi di monitoraggio acquistati) è un contributo in conto impianti: si riconosce lungo la vita utile insieme agli ammortamenti, riducendo il costo del bene o con un risconto passivo.
Per il commercialista il punto delicato è la data: con la concessione che arriva fra fine 2026 e inizio 2027 e i costi sostenuti a cavallo dei due esercizi, il momento in cui il diritto diventa certo va letto sul provvedimento di concessione e sulla rendicontazione, non sulla data del bonifico.
Dopo la concessione: 120 giorni, il CUP e i casi di revoca
La comunicazione di concessione assegna il CUP, il codice unico di progetto che identifica ogni investimento pubblico, e da quella comunicazione (non dalla data del provvedimento) partono i 120 giorni per chiudere il progetto. Il CUP va su ogni fattura elettronica, pena l’inammissibilità; le fatture emesse prima si regolarizzano con un documento integrativo via SdI, da conservare con la fattura originale secondo le modalità della circolare dell’Agenzia delle Entrate 14/E/2019, che il bando richiama (art. 13 c. 3).
Entro 30 giorni dalla chiusura si rendiconta su ReStart (art. 13): dichiarazione con l’elenco delle fatture (allegato 4), relazione finale (allegato 5), relazione del fornitore, fatture quietanzate con pagamenti tracciabili, attestato di frequenza di almeno l’80% per la formazione, Self i4.0 ripetuto e, per la Misura B, il SUSTAINability finale, senza il quale la rendicontazione è inammissibile. Le variazioni si chiedono via PEC e vanno autorizzate prima di sostenere le nuove spese; non sono accolte se arrivano dopo, o nei 30 giorni prima della scadenza della rendicontazione (art. 12 c. 2).
Le cause di revoca dell’art. 15: progetto non realizzato o diverso da quello ammesso, perdita dei requisiti, spese sotto il 70% di quelle ammesse, rendicontazione fuori termine, dichiarazioni false, controlli impediti o con esito negativo. In caso di revoca si restituisce quanto ricevuto con gli interessi legali (art. 15 c. 2). Dopo il pagamento restano due vincoli: documenti di spesa conservati per 5 anni dall’erogazione, beni strumentali tenuti per 3 anni (art. 12). La Camera può fare controlli anche a campione, con sopralluoghi (art. 14).
Se la Misura B non fa per te
Chi in Abruzzo cercava fondi per software, cloud o intelligenza artificiale ed è arrivato tardi sulla Misura A trova le misure ancora aperte nella nostra rassegna dei bandi per la digitalizzazione delle PMI nel 2026. Se il tema ESG ti interessa oltre questo voucher, perché pesa nei punteggi e nella rendicontazione di molti altri bandi, c’è la guida su ESG nei bandi: punteggi e rendicontazione per le PMI. Se il progetto prevede assunzioni, le misure del territorio sono raccolte negli incentivi per le assunzioni in Abruzzo.
Lo stesso schema di bando gira in altre Camere con regole proprie: la Camera valdostana copre l’80% della spesa e punta quasi tutto sull’energia, e c’è il voucher della Camera di commercio della Basilicata. Come funzionano in generale i voucher camerali e la piattaforma ReStart è spiegato nella guida ai voucher delle Camere di commercio e alla domanda; le altre scadenze del periodo sono nella mappa dei bandi a fondo perduto aperti questo mese.
Gli errori che costano il voucher
- Domanda sullo sportello della Misura A. È chiuso, e una domanda caricata sullo sportello sbagliato è inammissibile.
- SUSTAINability dimenticato. Per la Misura B è un allegato a pena di inammissibilità, e va rifatto in rendicontazione.
- Self i4.0 vecchio. Più di tre mesi fra il report e l’invio.
- Fattura dell’organismo di certificazione nel preventivo. Esclusa sempre, anche a iter concluso.
- Fotovoltaico o macchinari «smart». La Misura B paga i sistemi digitali di gestione, non gli impianti.
- Consulente senza qualifica. Senza una categoria dell’art. 6 c. 2 o i tre incarichi documentati, la voce cade.
- Allegati firmati dal consulente. Li firma il legale rappresentante; un allegato mancante non si sana.
- Rendicontazione sotto il 70% delle spese ammesse o oltre i 30 giorni: revoca totale.
Domande frequenti sul voucher ESG di Chieti Pescara
La Misura A può riaprire prima del 30 ottobre?
Nessun atto lo prevede. Il bando consente alla Camera di spostare risorse da una misura all’altra solo al termine della scadenza delle domande, e come facoltà. Fino a una decisione pubblicata, la Misura A resta chiusa.
Ho un ufficio commerciale a Pescara e la sede legale fuori regione: posso partecipare?
Dipende da cosa fai in quell’ufficio. Serve un’unità locale operativa, cioè una sede di effettiva attività produttiva o di servizio; uffici di rappresentanza e sedi solo commerciali o amministrative senza operatività autonoma non bastano.
Ho preso il voucher digitale della Camera nel 2024: sono escluso?
Sì, se si tratta dei Bandi Voucher Digitali I4.0 o Transizione Energetica 2023, 2024 o 2025 della Camera Chieti Pescara: l’art. 4 c. 6 esclude chi ne ha già beneficiato. Altri contributi camerali non escludono l’impresa, ma un progetto già finanziato dalla Camera resta fuori (art. 4 c. 5).
Il certificato ISO deve essere rilasciato entro la rendicontazione?
No. Basta la prova dell’avvio formale dell’iter, per esempio il contratto con l’organismo di certificazione o il piano di audit; la Camera può chiedere il certificato in seguito. Il costo dell’organismo resta comunque escluso.
Posso pagare con le spese già sostenute a settembre?
Sì, se pagate dopo la pubblicazione del bando, coerenti con l’art. 7 e coperte da preventivi non anteriori al 1° gennaio 2026. Le fatture andranno integrate con il CUP, che arriva con la concessione.
Quanti soldi restano sulla Misura B?
Non è pubblicato, e non lo è neanche il numero delle domande arrivate. Sappiamo solo che non c’è una nota di chiusura e che, con 100.000 euro e voucher pieni da 5.000, i beneficiari sono una ventina; se i voucher sono più piccoli possono essere di più.
Se revocano il voucher quanto devo restituire?
Quanto ricevuto, maggiorato degli interessi legali, come prevede l’art. 15 c. 2 del bando.
Come procedere entro venerdì 30 ottobre
- Verifica sede o unità operativa nelle province di Chieti o Pescara, diritto annuale 2023, 2024 e 2025, DURC e polizza catastrofale.
- Controlla di non aver beneficiato dei voucher camerali 2023, 2024 e 2025 esclusi e di non avere enti pubblici fra i soci.
- Guarda il plafond de minimis in RNA, sui tre anni mobili.
- Scegli fornitori delle categorie dell’art. 6 e chiedi preventivi con le voci separate, fuori la fattura del certificatore.
- Rifai il Self i4.0 se è anteriore al 30 luglio, compila il SUSTAINability e fai firmare tutto al legale rappresentante.
- Invia sullo sportello della Misura B appena il pacchetto è completo, lasciando margine per il bollo PagoPA.
Vuoi sapere se il tuo progetto ESG rientra prima di inviarlo? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo e controlliamo con te spese, fornitori e allegati prima del 30 ottobre.
Fonti verificate il 18 ottobre 2026: Bando «Doppia Transizione» Anno 2026 della Camera di commercio Chieti Pescara; scheda in Amministrazione trasparente, con l’atto n. 337 del 06/07/2026 e gli allegati da 1 a 5; pagina ufficiale del bando, con la nota del 22/09/2026 sulla chiusura della Misura A e le FAQ.
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