Digitalizzare è ormai un mantra che pervade diversi settori. Non è esente quello sanitario, chiamato ad adeguarsi alla direttiva europea anticontraffazione farmaco (FMD, Falsified Medicines Directive – 2011/62/UE, ndr) che serve a garantire la sicurezza dei pazienti, assicurare la vendibilità dei prodotti farmaceutici commercializzati in Europa, tracciare e rintracciare in maniera efficiente i prodotti, impedire l’ingresso di medicinali falsificati nel mercato europeo. Operazioni che richiedono l’utilizzo di strumenti digitali. Eppure, come ha evidenziato una recente ricerca condotta dalla Fondazione GIMBE con il supporto di GS1 Italy, il sistema sanitario è un passo indietro, nonostante manchino pochi mesi all’entrata in vigore della direttiva.
Le inefficienze in numeri
Dal report emerge chiaramente l’assenza di strumenti digitali che facilitino il lavoro e la tracciabilità dei farmaci:
- Il 74,7% delle strutture è privo di sistemi automatizzati o robotizzati di magazzino.
- L’81% trascrive ancora a mano i dati dal documento di trasporto (DDT) relativo ai farmaci in ingresso.
- Il 48,1% non condivide alcuna informazione tra sistema gestionale di magazzino e cartella clinica elettronica.
- Solo il 17,7% delle strutture impiega la lettura dei codici a barre dei singoli prodotti per registrare l’ingresso di farmaci o dispositivi medici.
L’assenza di sistemi che favoriscono la digitalizzazione si traduce, di conseguenza, in una serie di criticità, tra cui:
- Assenza di automazione (59,5%).
- Errori di tracciabilità e gestione delle scorte (41,8%).
- Problemi di comunicazione tra farmacia e unità operative (25,3%).
Le soluzioni per la transizione digitale
Come rimediare a queste inefficienze e rendere l’universo sanitario e healthcare più digital? La risposta arriva dagli standard GS1, che non solo aiutano a garantire la conformità ai regolamenti UDI e alla direttiva FMD e grazie al GS1 DataMatrix, ma aiutano a risolvere anche le criticità emerse dal report, andando a costituire un vero e proprio ecosistema per la digitalizzazione del settore sanitario.
Lo standard GS1 EDI (Electronic Data Interchange), ad esempio, è la soluzione per quelle aziende (l’81%) che trascrivono ancora a mano i dati dal documento di trasporto (DDT), poiché dà la possibilità di ricevere un DDT elettronico (DESADV) e – tramite una sola scansione del GS1 DataMatrix sul collo in arrivo – il gestionale acquisisce istantaneamente e senza errori codice, lotto e scadenza.
Gli standard GS1 Italy aiutano anche a far comunicare logistica e clinica attraverso un linguaggio comune. L’uso congiunto del GS1 GTIN (Global Trade Item Number, per i prodotti), GS1 GLN (Global Location Number, per i luoghi) e GS1 GSRN (Global Service Relation Number, per i pazienti e gli operatori) garantisce, infatti, la piena interoperabilità dei software.
Anche la tracciabilità nei reparti può essere garantita, eliminando i problemi di comunicazione tra farmacia e unità operative (25,3%), attraverso lo standard GS1 GLN – che identifica univocamente i reparti – e il codice SSCC, che traccia in modo sicuro i trasferimenti logistici interni e le scorte.
Infine, il codice GS1 GSRN garantisce la sicurezza al letto del paziente. La scansione del braccialetto del paziente e del badge dell’infermiere (tramite codice GS1 GSRN), abbinata alla scansione del farmaco, permette ai software di convalidare la “regola delle 5 R” (right patient, right drug, right dose, right route of administration, right time, ovvero giusto paziente, giusto farmaco, giusta dose, giusta via di somministrazione e giusto momento, ndr) bloccando proattivamente gli errori terapeutici.
«L’adozione degli standard GS1 permette di trasformare gli obblighi normativi, come la direttiva FMD e i regolamenti UDI, in una vera e propria opportunità strategica. L’accoppiata tra flussi EDI e lettura ottica sposta il lavoro del personale dalla digitazione alla pura validazione, garantendo una reale interoperabilità tra i software della farmacia e la cartella clinica» ha dichiarato Giada Necci, Industry engagement senior manager di GS1 Italy.
Al fianco delle aziende
Per recuperare il ritardo accumulato dall’Italia nell’adozione delle misure anticontraffazione dei farmaci sono necessari interventi coordinati su più fronti, a partire dall’accelerazione della digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e dall’adozione di standard condivisi di interoperabilità.
GS1 Italy, come evidenzia il CEO Bruno Aceto «è pronta ad affiancare istituzioni e aziende nell’implementazione degli standard GS1 già utilizzati a livello globale anche nelle strutture ospedaliere per garantire l’efficienza dei processi e la sicurezza delle cure e dei pazienti».
Veronica Fumarola
Giornalista pubblicista e content writer. Ha scritto per diversi anni per le riviste del Gruppo Food, seguendo in particolare il mondo delle conserve ma occupandosi anche di altri comparti alimentari e di retail. Attualmente collabora con Distribuzione Moderna, il Gruppo editoriale Quine ed Edizioni Pubblicità Italia. Parma, la capitale della Food Valley, è la sua città d’adozione.
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