Convegno sull’accessibilità al mare – il nautilus



-Carta della Felicità del Mare a due anni da Solfagnano
-80 Anni di Storia del Collegio Navale

Brindisi 24 ottobre 2026 – Marina di Brindisi, Salone Nautico di Puglia SNIM.

Prof. Abele Carruezzo, docente di Navigazione e Trasporti Marittimi, ex studente del Collegio Navale “Niccolò Tommaseo” e dell’Istituto Tecnico Nautico Statale “Carnaro”di Brindisi.

Vi è un modo diverso di guardare fari, torri, punte costiere,  barche ormeggiate, barche al largo, onde frangersi sulla scogliera.

Imbarchi, navigazioni guidate da fari cercando il proprio “oriri”: navigar per lo ponente per buscar l’oriente; la ricerca dell’altro e di se stessi.

Questo modo di osservare (guardare effettuando una misura) l’ho imparato per la prima volta al Collegio Navale, al Tommaseo.

Mi ha insegnato che l’ Andar per Mare è un comportamento sociale (etica, estetica, economica e politica) strutturalmente connesso ad una famiglia – Gente di Mare – che ha avuto ed ha accesso al Mare, anche con una minima soglia tecnologica.

E’ stata una Scuola di integrazione sociale che ti permetteva di sognare per un futuro; così come si sta declinando questa mattina … ti dava la Carta della Felicità Mare!

L’Istituto Tecnico Nautico Carnaro di Brindisi ha una storia che è di tutta la città di Brindisi!

Storia che inizia nell’anno scolastico 1946/1947, quando fu istituito per dare la possibilità ai giovani profughi di Fiume e Lussinpiccolo, della Dalmazia ed Istria, a quell’epoca ospitati nel Collegio Navale “Nicolò Tommaseo” di Brindisi, di proseguire gli studi nautici già intrapresi nelle loro città d’origine.

Stiamo parlando dei “profughi” istriani, fiumani, giuliani, del Golfo del Quarnero e della Dalmazia che trovarono in questa città antica accoglienza e fraternità cristiana.

Per onorare i giovani di Zara, Pola e di Lussinpiccolo del Quarnero, si decise democraticamente di intitolare il Collegio Navale “Niccolò Tommaseo”, letterato Dalmato sostenitore della fratellanza tra le popolazioni slave e italiane, nato a Sebenico (Dalmazia) il 9 ottobre 1802.  Morì a Firenze il 1 maggio del 1874 lasciando in eredità “Il Dizionario della lingua italiana” di otto volumi.

Giovani che hanno continuato a studiare la Navigazione!

Scienza della Navigazione che riguardava e riguarda un’area geografica che implica delle relazioni tra cantieri, navi e sistemi e itinerari. 

Due funzioni etnologiche tra la scena del mare – incentrata sulla navigazione – e la scena antropologica dell’uomo – nauta, navigante e non camminante.

Il Mare diventa “territorio dell’uomo”, per cui va navigato, esplorato, definito e rappresentato in tutte le sue forme e “paesaggi”.

La vostra presenza – stamane – è la testimonianza di una fede nel mare e che con il vostro impegno e il vostro sacrificio, sentiamo noi tutti la possibilità di comprendere l’opportunità che il mare potrà offrire.

Il mio ricordo va sulla scalinata del Collegio che scende sulla banchina del Seno di Ponente del Porto di Brindisi – fronte Castello di Terra e sede della Marina Militare -.

Ebbene, due giorni alla settimana si svolgevano le Esercitazioni Marinaresche e quelle di Comunicazioni Marittime. Era facile vedere classi che si dimenavano tra remi e nodi marinari; come altre classi – le quarte – imparavano a comunicare con i segnali marittimi di bandierine e con il codice dei segnali.

Erano momenti di condivisione giovanile, tanto diversi del mondo odierno … che sono di solitudine tramite i canali social attaccati a dei algoritmi.

E’ vero – oggi – le professioni del mare sono cambiate, in seguito alla transizione digitale ed ecologica che richiede standard sempre più elevati, ma che concede anche nuovi ed evidenti miglioramenti nella qualità della vita, anche a bordo,

Ma sono anche cambiate in meglio: oggi, le navi sono servite da sistemi tecnologici avanzati per garantire la loro sicurezza in navigazione.

Ma sono cambiati anche i porti e la loro struttura funzionale: non più porti visti come punti di incontro e con aree a volte poco sfruttate! Sebbene questa visione sia ancora rilevante, non è più adeguata.

I porti leader di tutto il mondo si stanno trasformando in ecosistemi logistici e industriali—una piattaforma complessa che coordina il flusso simultaneo di merci, dati, energia e regolamentazioni.

Infrastrutture energetiche, Infrastrutture per il trasporto di energia elettrica, Infrastrutture di comunicazione, Infrastrutture di bio-farming, Infrastrutture minerarie, Infrastrutture per lo stoccaggio dell’anidride carbonica, componente della roadmap verso la decarbonizzazione.

Il Mare, il Porto e l’Aeroporto è l’industria di oggi fatta di una polivalenza funzionale ed una Città di Mare che non comprende una tale transizione è destinata a divenire un ‘deserto sociale’! Un porto senza navi è solo un arredamento cittadino e neanche urbano!

Pensate che si tratta di un’industria che rientra per convenzione internazionale nella Blue Economy, che riunisce tutte le funzioni economiche direttamente o indirettamente collegate al mare: lo shipping e la cantieristica (con il correlato indotto); il settore ittico (pesca regolamentata, allevamento intensivo, fattorie ittiche e nuove frontiere nutritive); il settore energetico, basato sulle risorse ottenibili dal mare e dal suo fondale in termini di energia (giacimenti di petrolio e gas, biomasse e utilizzo delle maree) e materie pregiate (in primo luogo i cosiddetti noduli polimetallici); le attività ludico-ricreative, in futuro, potrebbe vedere affiancarsi il turismo subacqueo al tradizionale turismo da diporto.

Ancora un’ultima considerazione che mi riporta all’Istituto Nautico Carnaro di Brindisi in seno al Collegio Navale, nella piazza d’Armi dove la mattina – alle ore 08-00 precise – si svolgeva l’Alza Bandiera e verso le 11.00 – dopo la dovuta ricreazione – le quinte classi si esercitavano a misurare l’altezza del Sole con il Sestante per elaborare poi in classe il computo del ‘punto-nave’!

Ebbene, oggi, la nave dispone di GPS e altri sistemi moderni che offrano una precisione assoluta; ma questi dipendono interamente da reti energetiche, segnali radio e tecnologie vulnerabili.

Sistemi che sono interessati a disturbi di Jamming (veri e propri disturbi) e Spoofing (segnali falsi voluti e operati durante conflitti geopolitici o attacchi hacker). Guerra antisatellite operata durante le crisi globali per colpire bersagli militari; guasti tecnici e blackout a bordo, oltre ai vari sinistri di incendio e falla.

Solo nel secondo trimestre del 2025, oltre 10.000 navi hanno denunciato ufficialmente interferenze GNSS. Nel solo primo trimestre del 2026, gli eventi di disturbo globale stimati hanno toccato quota 978.000, concentrati per il 98% nel Medio Oriente.

Per questo la Coast Guard del Regno Unito ed ora anche la Guardia Costiera degli Stati Uniti stanno predisponendo corsi di navigazione astronomica per formare competenze indispensabili e autonome.
Sicuramente occorrerà imparare a leggere la Volta Celeste.

Prof. Abele Carruezzo


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