Autore: Redazione ENAC Informa • Data: 24 Ott 2026
Pubblicato il 24/10/2026
ℹ️ In breve: i mesi del congedo per malattie oncologiche, invalidanti o croniche non contano per la pensione, ma si possono riscattare. La circolare INPS 108 vale per periodi dal 9 agosto 2025, fino a 24 mesi nella vita lavorativa. Il costo si calcola con il sistema contributivo; l’INPS ammette anche la prosecuzione volontaria.
Il riscatto del congedo per malattie oncologiche permette di coprire ai fini della pensione i mesi di congedo non retribuito previsti dalla legge 106/2025. Le istruzioni sono arrivate con la circolare INPS 108 del 22 ottobre 2026. Spiega quali periodi si riscattano, come si calcola il costo, chi può chiederlo e quali documenti servono.
La facoltà è scritta nell’articolo 1 della legge 106/2025, in vigore dal 9 agosto 2025. Con la circolare l’INPS ne fissa le modalità applicative e aggiunge una possibilità: scegliere tra riscatto e prosecuzione volontaria.
Perché il congedo di 24 mesi lascia un buco nella pensione
La legge riconosce il congedo ai dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati affetti da malattie oncologiche, ovvero da malattie invalidanti o croniche, anche rare, «che comportino un grado di invalidità pari o superiore al 74 per cento». Il congedo può essere continuativo o frazionato e non può superare 24 mesi. Comincia quando sono finiti gli altri periodi di assenza giustificata, retribuiti o no.
Durante il congedo si conserva il posto di lavoro. Non si ha però diritto alla retribuzione e non si può svolgere alcuna attività lavorativa. Soprattutto, la legge dice che il periodo «non è computato nell’anzianità di servizio né ai fini previdenziali». Restano salve le regole più favorevoli dei contratti collettivi o della disciplina del rapporto.
In pratica, senza un intervento del lavoratore quei mesi restano scoperti nell’estratto conto. Per le altre tutele previste per chi ha una malattia oncologica puoi leggere la nostra guida su tumore al seno, invalidità e diritti sul lavoro.
Quali periodi di congedo si possono riscattare
La circolare pone quattro paletti. Il primo riguarda la data: si riscattano solo periodi non anteriori al 9 agosto 2025, giorno di entrata in vigore della legge. Il secondo riguarda la durata: il limite è di 24 mesi complessivi, continuativi o frazionati, nell’arco della vita lavorativa.
Terzo paletto: gli altri contributi. Quei mesi non devono essere già coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto. La verifica riguarda qualsiasi forma di previdenza obbligatoria: anche Casse dei liberi professionisti, regime dell’Unione europea e regimi di altri Stati membri o Paesi convenzionati. Il quarto riguarda il rapporto: il periodo deve stare dentro un lavoro dipendente, pubblico o privato, sospeso per il congedo.
| Limite | Cosa prevede |
|---|---|
| Periodi riscattabili | Solo dal 9 agosto 2025, data di entrata in vigore della legge |
| Durata massima | 24 mesi complessivi, continuativi o frazionati, in tutta la vita lavorativa |
| Altri contributi | Il periodo non deve essere coperto da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto in nessuna gestione obbligatoria |
| Limite dei 2 anni per gravi motivi familiari | Il riscatto del congedo non lo consuma |
| Limite dei 3 anni di riscatto delle interruzioni del rapporto | Il riscatto del congedo non lo consuma |
Le ultime due righe contano per chi ha già usato altri strumenti. La circolare precisa che questi periodi non rientrano nei 2 anni di congedo per gravi e documentati motivi familiari (articolo 4, comma 2, legge 53/2000). Non rientrano nemmeno nei 3 anni di riscatto delle interruzioni o sospensioni del rapporto (articolo 5, decreto legislativo 564/1996).
Chi lavora in proprio è fuori da questo riscatto. Per i lavoratori autonomi la legge prevede un’altra tutela: la sospensione del rapporto con il committente fino a 300 giorni per anno solare.
Riscatto o prosecuzione volontaria: la scelta ammessa dall’INPS
La legge parla di «riscatto» del congedo «mediante versamento dei relativi contributi, secondo quanto previsto per la prosecuzione volontaria». Due istituti diversi nella stessa frase. L’INPS ha scelto un’interpretazione estensiva, su conforme parere del Ministero del Lavoro: il lavoratore può optare tra il riscatto e la prosecuzione volontaria.
La circolare descrive in dettaglio solo il riscatto. Non indica come si calcola il costo se si sceglie la prosecuzione volontaria. Per le regole generali dei versamenti volontari c’è la nostra guida su avvisi e pagamenti dei versamenti volontari.
Riscatto congedo malattie oncologiche: quanto costa con il calcolo a percentuale
Il congedo è nato con la legge 106/2025, quindi i periodi si valutano con le regole del sistema contributivo. L’onere si calcola con il metodo «a percentuale» dell’articolo 2, comma 5, del decreto legislativo 184/1997. Servono tre elementi:
- l’aliquota contributiva di finanziamento in vigore alla data della domanda, nella gestione in cui opera il riscatto;
- la retribuzione assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda;
- la durata del periodo da riscattare, a cui la retribuzione viene rapportata.
Il montante dei contributi riscattati si rivaluta dalla data della domanda. L’INPS usa lo stesso metodo per il riscatto ordinario della laurea: nella sua scheda l’esempio applica il 33% a una retribuzione di 32.170 euro, cioè 10.616,10 euro per un anno nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
Esempio semplificato (nostro). Retribuzione imponibile dei dodici mesi prima della domanda: 26.000 euro. Mesi di congedo da riscattare: 6. Aliquota ipotizzata: 33%, quella dell’esempio INPS per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
26.000 × 6/12 = 13.000 euro → 13.000 × 33% = 4.290 euro.
L’aliquota è quella della gestione in cui opera il riscatto e il calcolo esatto lo fa l’INPS sulla domanda.
La circolare aggiunge che l’onere versato è deducibile dal reddito complessivo di chi lo ha sostenuto. I mesi riscattati valgono sia per il diritto alla pensione sia per il calcolo dell’importo. Per capire come il riscatto pesa sull’assegno puoi confrontare la nostra guida al riscatto della laurea e alla sua convenienza.
Chi può fare domanda e a quale gestione
La domanda si può presentare dal 9 agosto 2025, dal diretto interessato o dal suo superstite. Per l’INPS «dipendente» è chi ha fruito del congedo come lavoratore dipendente: il rapporto non deve essere ancora in corso. Possono quindi chiedere il riscatto anche chi ha cessato il servizio e chi è già titolare di pensione. Resta fermo il rispetto degli eventuali termini di decadenza previsti dalla gestione interessata.
La domanda va alla gestione in cui è accreditata la contribuzione del periodo di lavoro in cui si inserisce il congedo. Dopo una ricongiunzione o un trasferimento di contributi, va alla gestione in cui quella contribuzione è confluita. Se la gestione è l’INPS, la domanda è solo telematica:
- online, con SPID almeno di livello 2, CNS, CIE di livello 3 o eIDAS, nel percorso “Pensione e Previdenza” > “Ricongiunzioni e riscatti” > “Portale dei servizi per la gestione della posizione assicurativa”;
- Contact Center, al numero verde 803 164 da rete fissa o allo 06 164164 da cellulare, a pagamento secondo il proprio piano tariffario;
- patronati e intermediari dell’Istituto, con i loro servizi telematici.
Prima di presentarla conviene controllare che quei mesi risultino davvero scoperti. Si fa dal fascicolo previdenziale INPS: per il riscatto congedo malattie oncologiche contano solo i mesi senza alcuna copertura.
Quali documenti servono per provare il congedo
All’INPS serve una prova che il congedo sia stato concesso e fruito proprio ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 106/2025. Va bene la documentazione del rapporto di lavoro risalente al periodo, per esempio il provvedimento di concessione del congedo o un documento equivalente.
Se quella documentazione manca, la circolare ammette una dichiarazione rilasciata «ora per allora» dal datore di lavoro. Da sola non basta: deve essere supportata dalla documentazione sanitaria che ha dato luogo al congedo e da elementi che permettano di verificare l’assenza effettiva dal servizio. Conviene quindi chiedere e conservare il provvedimento già al momento del congedo.
Cosa la circolare non dice: rate, termini e accettazione
La circolare non fissa il numero di rate, i termini di pagamento, le modalità di accettazione né le conseguenze dei ritardi. Su questi punti rinvia alla normativa che regola la generalità dei riscatti in ciascuna gestione. Chi deve sostenere un onere alto farà bene a chiedere come si paga nella propria gestione prima di accettare.
Questo congedo non va confuso con il congedo straordinario per assistere un familiare con disabilità, che ha regole e coperture proprie. La circolare 108 riguarda solo il congedo per la malattia del lavoratore previsto dall’articolo 1, comma 1, della legge 106/2025.
FAQ — riscatto congedo malattie oncologiche
Domande frequenti sul riscatto del congedo L. 106/2025
Il congedo per malattie oncologiche conta per la pensione?
No, di per sé. La legge 106/2025 dice che il periodo di congedo non è computato nell’anzianità di servizio né ai fini previdenziali. Si può però coprire con il riscatto o, secondo l’INPS, con la prosecuzione volontaria.
Quali periodi di congedo si possono riscattare?
Solo quelli dal 9 agosto 2025, fino a 24 mesi complessivi nella vita lavorativa, non già coperti da altri contributi. Il periodo deve stare dentro un rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, sospeso per il congedo.
Quanto costa il riscatto del congedo?
Si applica l’aliquota della gestione in vigore alla data della domanda alla retribuzione imponibile dei dodici mesi prima della domanda, in proporzione ai mesi riscattati. Con 26.000 euro, 6 mesi e un’aliquota del 33% il costo è di 4.290 euro: è un esempio, il calcolo esatto lo fa l’INPS.
Posso chiedere il riscatto se sono già in pensione?
Sì. La circolare ammette la domanda anche da parte di chi ha cessato il servizio e di chi è già pensionato, fermo restando il rispetto degli eventuali termini di decadenza della gestione interessata. Può presentarla anche il superstite.
Il riscatto del congedo riduce i 2 anni di congedo per motivi familiari?
No. Secondo la circolare questi periodi non rientrano nel limite di 2 anni di congedo per gravi e documentati motivi familiari, né nel limite di 3 anni di riscatto delle interruzioni o sospensioni del rapporto.
Come si presenta la domanda di riscatto?
Alla gestione in cui sono accreditati i contributi del periodo di lavoro. All’INPS si presenta solo in via telematica: online con SPID, CIE o CNS, tramite Contact Center al numero 803 164 o 06 164164, oppure con un patronato o un intermediario.
Quali documenti servono?
La documentazione del rapporto di lavoro che prova il congedo, ad esempio il provvedimento di concessione. In mancanza, una dichiarazione “ora per allora” del datore, supportata dalla documentazione sanitaria e da elementi che provino l’assenza dal servizio.
Il costo del riscatto si può dedurre dalle tasse?
Sì. La circolare indica che l’onere versato è deducibile ai fini fiscali dal reddito complessivo di chi lo ha sostenuto.
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