Trump: “Mi ha implorato di fare una foto, mi ha fatto pena”. Meloni: “Io e l’Italia non imploriamo mai”



Un nuovo retroscena sul rapporto tra Giorgia Meloni e Donald Trump è stato svelato nella mattinata di venerdì 19 giugno 2026 durante il programma “L’aria che tira” di La7, condotto da David Parenzo.

Il corrispondente da Washington Daniele Compatangelo ha infatti avuto una breve telefonata, trasmessa in onda con una ricostruzione audio tradotta in italiano, con il Presidente degli Stati Uniti, nella quale il capo della Casa Bianca ha fatto riferimento proprio alla nostra Premier usando parole dure e affatto lusinghiere.

Qui di seguito, vi riportiamo la trascrizione testuale della telefonata di Compatangelo a Trump per La7:

“Come sta il suo primo ministro?” domanda Trump. “Beh, vi siete appena incontrati al G7, cosa ne pensa?” risponde il giornalista. “Probabilmente è contenta che io le abbia parlato, non ero obbligato a parlarle!“. “Mi parli di quell’incontro”, incalza il corrispondente a Washington: “Non so cosa dirle”, prosegue il capo della Casa Bianca, “mi ha implorato di fare una foto con lei, voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena“.

Come poi riferito dallo stesso Compatangelo in un collegamento a “L’aria che tira“, al Presidente USA non è stato chiesto direttamente del suo rapporto con Meloni, bensì gli sono state fatte due domande sull’Ucraina e su Hezbollah. E’ stato però lo stesso Trump a portare il discorso sulla nostra Presidente del Consiglio, raccontando il retroscena del loro faccia a faccia avuto su un piccolo divano a margine del G7.

“Il Presidente ha deciso di partire per la tangente, come ha fatto anche nei confronti di tutti i leader europei, come Starmer, Merz ed è capitato anche con il nostro Primo Ministro – ha sottolineato Compatangelo – Trump ha fatto l’esempio, adesso non si può dire con certezza se sia vero o meno, che Meloni gli ha chiesto una foto e il Presidente non era così contento di farla”.

Nel corso della telefonata, Trump ha poi attaccato l’Europa su energia e immigrazione:

“Gli europei hanno sbagliato tutto sull’energia e hanno sbagliato tutto sull’immigrazione, e se non risolvono questi problemi l’Europa non sarà mai più la stessa. Probabilmente non riusciranno a risolverli. L’immigrazione è un disastro, l’energia, con tutte quelle pale eoliche che sono un fallimento, è un disastro”.

Meloni replica: “Io e l’Italia non imploriamo mai”

Ma pochissimo tempo dopo le parole di Trump all’intervista di Compatangelo, è arrivata immediata la replica di Giorgia Meloni, che ha affidato a un video sui social la sua precisazione:

“Certe cose meritano una risposta immediata – ha esordito la Premier – Le dichiarazioni di Donald Trump sono totalmente inventate e sono francamente allibita.

Non so perché il Presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati e non è del resto la prima volta che accade – ha aggiunto Meloni, che poi lancia una vera e propria frecciatina – Posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai“.

Anche Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha pubblicato sui suoi canali social ufficiali la decisione di annullare la sua visita negli USA prevista tra pochi giorni:

Le gravi e offensive parole del Presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno”.

La stessa Meloni, durante la conferenza stampa a margine del G7, aveva risposto così alle domande della stampa riguardo al suo faccia a faccia con Trump:

“Direi che ho trovato il rapporto immutato – ha riferito Meloni – Non c’è stato tra di noi neanche il bisogno di parlarne. Non ci sono state recriminazioni o che abbiamo parlato di quello che è successo nelle ultime settimane. Io e Trump siamo persone che hanno un carattere forte.

Siamo due persone che difendono con determinazione il loro interesse nazionale e non c’è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d’accordo su qualcosa, perché ognuno capisce ovviamente quale può essere il punto di vista dell’altro – ha aggiunto la Premier – Quindi siamo ripartiti direttamente parlando di quello che va fatto nei prossimi mesi, con la stessa naturalezza con cui lo facevamo l’ultima volta in cui ci siamo incontrati.

Smentisco le ricostruzioni di ‘ridi e scherza’. Voi avete visto che anche in queste situazioni c’è sempre la battuta o un momento in attesa che inizi qualcosa. I temi che abbiamo trattato anche con il Presidente degli Stati Uniti sono i temi del vertice e quindi sono temi seri (Iran, Ucraina, immigrazione).

Ci sono state diverse occasioni di confrontarci in questi giorni – ha sottolineato la Presidente del Consiglio – Per quello che riguarda il rapporto tra Trump e gli altri leader, mi pare che fosse un clima molto positivo e che ci fosse convergenza nei contenuti ed è questo che a me interessa particolarmente. Non ci sono mai stati momenti di frizione o divergenza”.

L’opposizione attacca Meloni (Calenda più cauto)

Carlo Calenda, leader di Azione, invece, non crede a quanto affermato da Trump su Meloni:

“Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della Nazione“.

Proprio nelle ore successive allo scoop di La7 riguardo alle parole di Trump, dai banchi dell’opposizione, il Presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha commentato in questo modo quanto dichiarato dal capo della Casa Bianca:

L’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico. È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto. La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza”.

Anche Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi-Sinistra, hanno parlato in questa maniera:

“La dichiarazione di Donald Trump è la diretta conseguenza della politica di subalternità con cui Giorgia Meloni ha costruito il rapporto col Presidente degli Stati Uniti d’America – ha scritto Bonelli – Un rapporto che ha portato Giorgia Meloni ad essere patriota a Washington e forestiera in Italia, a tutelare gli interessi economici di Trump, a subire il ricatto del 5% delle spese per armamenti, ad acquistare il gas, a chiedere la modifica dei regolamenti europei in materia di tutela ambientale e sanitaria. Una vera patriota a Washington. Ma il punto è il seguente: al posto di Giorgia Meloni mi vergognerei così tanto che mi porrei il problema di farmi da parte. Perché dopo questa figuraccia e aver fatto perdere la dignità all’Italia e agli italiani, comincerei a pensare di farmi da parte. Non è più in grado di rappresentare l’Italia, viste le figuracce che fa fare agli italiani e all’Italia“.

“E con le parole di Trump su Meloni e sulla foto implorata si infrange definitivamente la propaganda del governo sulla credibilità internazionale della presidente del consiglio – ha aggiunto Fratoianni – Viene quasi voglia di esprimere solidarietà a Meloni, se non fosse che tutto questo è il risultato delle sue scelte. Non si sa se essere più preoccupati per un Trump senza più alcun freno o per la ormai plateale mancanza di credibilità di Meloni nel mondo. Certo non sarebbe un problema, se non fosse un danno enorme per l’Italia, che sta acquistando gas e armi dagli USA per miliardi di euro. Nel frattempo il costo della vita sale, gli stipendi son troppo bassi e i servizi pubblici son sempre più in difficoltà. Che dire, un capolavoro“.




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 Alessandro Balconi

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