402° FESTINO
Il 14 luglio Palermo si ferma per la sua notte più attesa. Il Festino di Santa Rosalia arriva alla sua 402ª edizione e lo fa con un progetto che intreccia il presente della città con un passato che non smette di parlare: “Dal dramma nasce il rito, dal rito la comunità”, il filo conduttore scelto per anticipare i temi dell’Anno Europeo dei Normanni 2027.
Una Santa avvolta da 300 farfalle
Al centro del racconto c’è ancora lei, Santa Rosalia, vergine normanna, che sorge da un bio-carro concepito come un vero giardino botanico mediterraneo. Nelle mani porta una croce realizzata con il legno recuperato dalle barche dei migranti e un ramo d’ulivo, simbolo di pace. Attorno a lei, oltre 300 farfalle luminose create con un sistema di illuminazione puntuale danno vita a un’atmosfera sospesa, quasi immateriale.
Il corteo attraversa i consueti cinque appuntamenti lungo l’antico Cassaro — Palazzo dei Normanni, Cattedrale, Quattro Canti, Porta Felice e Foro Italico — trasformando ogni tappa in un capitolo autonomo fatto di arti visive, musica, danza e teatro, ma anche artigianato e tecnica di altissimo livello.
Lagalla: “Un ecosistema che genera valore per la città”
“Il Festino è ormai diventato un ecosistema dove cultura, storia, arte e tradizione diventano, insieme, acceleratore economico e generatore di valore per la città che migliora la sua attrattiva a livello internazionale. Grazie, infatti, al lavoro di promozione portato avanti da questa amministrazione negli ultimi anni, Palermo ha rinnovato il suo racconto, divenendo meta turistica privilegiata. Già nei primi tre mesi del 2026, infatti, gli arrivi sono cresciuti del 21,2% e le presenze del 28,7%. In particolare, sono cresciuti i turisti stranieri rispetto allo scorso anno, segnando +16,9% negli arrivi e +15,5% nelle presenze in città. Arrivi soprattutto dalla Polonia (+14.653), dalla Germania (+2.575) e dalla Spagna (+2.034). E le previsioni indicano un ulteriore incremento delle presenze proprio nella settimana del Festino di Santa Rosalia. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento all’Arcidiocesi di Palermo per la preziosa collaborazione e la costante sinergia istituzionale che, anno dopo anno, consentono di trasmettere ai palermitani e ai tanti visitatori il profondo significato spirituale, identitario e culturale del Festino. Un ringraziamento va anche all’assessorato alla Cultura e a tutti coloro che stanno lavorando con impegno e professionalità per l’organizzazione di un evento che rappresenta il cuore della nostra comunità e che continua a crescere, coniugando tradizione, partecipazione e sviluppo della città”
– Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla
“Il 402° Festino non sarà soltanto una festa, ma una grande narrazione collettiva di Palermo. Tra arte, danza, musica e teatro, la città tornerà a raccontare la Santuzza, trasformando devozione in cultura e memoria in partecipazione. Il calendario promosso dall’Assessorato accompagnerà Palermo fino a settembre, attraversando centro storico e quartieri: un percorso diffuso, capace di coinvolgere comunità e generazioni diverse. Ci aspettiamo una partecipazione ampia, perché il Festino resta uno dei segni più forti dell’identità di Palermo: una festa che rinnova ogni anno il legame tra la Santuzza e il suo popolo”
– l’assessore alla Cultura Antonio Rini
La macchina organizzativa poggia sul lavoro del capoarea Cultura Domenico Verona e di Gaspare Simeti, dirigente Ufficio Teatri, Spettacoli e coordinamento eventi. Le riprese del backstage sono affidate al Centro Sperimentale di Cinematografia, diretto da Ivan Scinardo, per la regia di Ruben Monterosso. A sostenere l’evento anche Gesap, Città Metropolitana, Federalberghi Palermo e l’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, insieme alle partecipate comunali RAP, RESET, AMAP, Amat, Sispi e AMG.
Terzo Festino consecutivo per ODD Agency
ODD Agency, in partnership con CoopCulture, firma per la terza volta consecutiva la regia dell’evento dopo il 400° e il 400°+1, edizioni premiate a livello internazionale con la medaglia d’argento nella categoria Cultura al BEA World e la medaglia d’oro al BEA Italia come Evento culturale dell’anno.
La direzione artistica porta la firma di Luca Pintacuda, mentre il carro trionfale nasce dallo studio MCA – Mario Cucinella Architects. La nuova statua della Santa è opera di Filippo Sapienza, i costumi portano la firma di Carlos Navarrete-Patiño e Lidia Falletta, le musiche originali sono di Santi Pulvirenti. Tre attori siciliani di caratura nazionale danno voce al racconto: Dario Aita, Giusy Buscemi ed Ester Pantano, coordinati dall’acting director Carmelo Galati. Dalla collaborazione con il Palermo Calcio arrivano anche i giovani della Primavera, chiamati a muovere il Carro.
“Uno degli aspetti più straordinari del Festino è la sua natura profondamente collettiva: un progetto che nasce dall’incontro di molte discipline ma soprattutto un grande atto di comunità. Per una notte la città sospende divisioni sociali, generazionali e culturali e si riconosce in una storia condivisa che attraversa più di quattro secoli. È un fenomeno raro, forse unico, un rito urbano capace di tenere insieme memoria, fede, identità, arte e partecipazione popolare. Per chi arriva, il Festino rappresenta anche un’occasione irripetibile per attraversare e conoscere l’anima più autentica della città. Sempre in una sola notte” – Luca Pintacuda
Il bio-carro di Mario Cucinella: un bosco che sale verso il cielo
Il carro trionfale, lungo circa 10 metri, si ispira alla tradizione dei giardini arabo-normanni e alla memoria del “paradiso terrestre”. È un’architettura devozionale e vegetale costruita attraverso volumi lignei sovrapposti che richiamano terrazzamenti e moduli decorativi arabo-normanni. Oltre 150 esemplari botanici in circa 40 fioriere — alloro, leccio, mirto, rosmarino, arancio amaro, palma nana, rose e gigli bianchi — sono stati scelti in sinergia con l’Orto Botanico di Palermo, ognuno portatore di un preciso valore simbolico.
“Il Carro di Santa Rosalia racconta Palermo attraverso le sue piante Monte Pellegrino, la macchia mediterranea, la Conca d’Oro, il Parco della Favorita, i balconi fioriti, i giardini storici e i simboli della tradizione cristiana si fondono in un unico paesaggio vegetale. Il Carro è la celebrazione di Santa Rosalia, della storia, della natura e dell’identità della Città, ma è anche un dispositivo di dialogo che invita a uscire dalla dimensione individuale a favore di una riflessione collettiva: come è stato per la Peste ai tempi della Santa, oggi la sfida che dobbiamo affrontare è l’emergenza climatica e ambientale” – Mario Cuccinella
Cinque tappe, cinque atti di un’unica narrazione
Il corteo si apre a Palazzo dei Normanni con un videomapping monumentale narrato da Dario Aita, su testi di Fabrizio Pedone: il racconto dell’incontro tra popoli che genera una delle civiltà più straordinarie del Mediterraneo, aperto da un cammeo ironico pensato per sorprendere il pubblico.
Alla Cattedrale la scena si divide in tre atti — La Peste, La Fede, Il Rito — costruiti attorno a un palco circolare a gradoni che richiama gli antichi altari votivi. Dal buio del contagio, con Giusy Buscemi nel ruolo della Fede, si arriva all’esplosione corale guidata da Ester Pantano, mentre orchestra, danzatori e coro accompagnano il passaggio dal dolore alla bellezza condivisa.
Ai Quattro Canti il racconto entra nel presente: Aita, Pantano e Buscemi tornano cittadini di Palermo, mentre il sindaco sale sul Carro per lanciare il suo augurio simbolico, “Viva Palermo, viva Santa Rosalia”. Un filo continuo di LED riporta agli apparati effimeri del Seicento, mentre beam e cannoni di coriandoli accendono la piazza.
A Porta Felice il passaggio del Carro si apre al cielo: uno sciame di droni, curato da Drone Show Italy, compone figure luminose e la scritta “W Palermo e Santa Rosalia”, sincronizzandosi con luci e musica in un’immagine che unisce terra e cielo.
Il Foro Italico chiude la notte con 45 minuti di fuochi d’artificio sul mare, curati da La Rosa International Fireworks.
Una statua fatta di silenzio e di pace disarmata
La nuova statua firmata da Filippo Sapienza, alta due metri, ritrae una figura immateriale accarezzata dal vento. Come racconta lo scultore, «la pace di Rosalia è disarmata — cioè priva di ogni arma, esposta, vulnerabile — e, proprio per questo, disarmante, capace di sciogliere resistenze che nessuna potenza esterna riuscirebbe a piegare». La riproduzione è stata realizzata tramite scansione del modello originale e stampa 3D, grazie al lavoro di Cristian Mancino ed Enrico Lepre di RuiLab Palermo.
La città si organizza: app, biglietti e mostre fotografiche
Per accompagnare cittadini e turisti debutta la web app “Il Festino in tasca”, già disponibile per il download in quattro lingue — italiano, inglese, francese e spagnolo — con mappe interattive, informazioni pratiche e traduzione dei testi recitati. Dal 15 luglio sarà inoltre possibile rivivere in realtà aumentata il videomapping di Palazzo dei Normanni semplicemente inquadrando l’edificio con lo smartphone.
Non manca il progetto sociale: l’associazione Yellow School, guidata da Giuseppe Inguì, ha realizzato un mosaico che raffigura la Santuzza che si alza da una sedia a rotelle, simbolo di speranza. Prosegue anche il concorso fotografico “Palermo rifiorisce con Santa Rosalia”, giunto alla terza edizione, le cui immagini vincitrici diventeranno una mostra itinerante nelle città gemellate con Palermo.
Tra fede, arte contemporanea e tecnologia, il 402° Festino conferma quello che è ormai un dato acquisito: la capacità di Palermo di far convivere memoria e futuro in una sola, irripetibile notte.
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Redazione ilModeratore
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