Incuriosito dall’apertura di uno dei primi concept store Ikea di prossimità in Italia, mi sono recato personalmente al punto vendita compatto di Cagliari/Elmas. Avevo letto opinioni discordanti e, da appassionato di arredamento e abituato ai grandi magazzini Ikea, volevo verificare con i miei occhi cosa cambiasse realmente nel nuovo modello urbano. Appena varcata la soglia, il sentimento predominante è stato quello di spaesamento. Gli spazi sono ridottissimi rispetto ai tradizionali Store blu a cui molti sono affezionati: le vaste esposizioni sono qui sostituite da alcuni allestimenti minimal, senza quell’esperienza immersiva fatta di stanze in miniatura e percorsi obbligati. Un piccolo gruppo di persone si aggirava curiosa, alcuni attratti dai totem digitali interattivi, altri intenti a consultare gli addetti alla progettazione per una cucina o una cameretta. Quello che subito mi colpisce è la ridotta quantità di articoli fisicamente acquistabili: non si passeggia tra scaffali stracolmi di mobili o complementi da prendere e portare a casa, ma ci si trova di fronte a uno showroom compatto, dove la maggior parte degli acquisti avviene tramite appositi schermi o QR code.
Io stesso, dopo pochi minuti, ho capita la natura di questo formato: uno spazio di servizio progettato per chi abita in città e desidera una consulenza rapida o una soluzione di arredo personalizzata, ma che non vuole o può spostarsi fuori dal contesto urbano. Una cliente, intervistata mentre aspettava il suo turno, mi dice con un certo disappunto: ‘Sì, è comodo, ma è davvero molto piccolo: manca tutta quella varietà di prodotti che ci aspettiamo dal brand.’ Fin da subito appare chiaro che questo store rappresenta una vera rivoluzione rispetto all’immagine classica di Ikea, e come vedremo più avanti, la percezione della novità non è identica per tutti.
Il concept rivoluzionato: cosa cambia nei nuovi negozi Ikea
Alla base di questa trasformazione dei punti vendita, c’è la volontà di Ikea di avvicinare il proprio marchio e i suoi servizi ai centri urbani, nelle aree a più alta densità abitativa. L’Italia, insieme a Francia e Spagna, è stata scelta come paese-pilota per questi nuovi concept: non solo a Cagliari/Elmas, ma anche in città come Lecce, Perugia e Reggio Emilia stanno comparendo store di dimensioni contenute, noti nel settore retail come Plan & Order Point o local store. Invece del grande magazzino situato fuori città, oggi il consumatore trova vicino a casa un punto di contatto fra fisico e digitale dove l’assortimento in presenza è molto limitato, ma la consulenza e la progettazione personalizzata diventano centrali.
Uno degli obiettivi di questo modello è quello di essere raggiungibile in massimo 15 minuti dalla maggior parte della popolazione interessata. Chi entra trova un ambiente ben illuminato, personale formato all’ascolto e una gamma di demo che consente di toccare con mano solo alcuni materiali o prodotti simbolo del brand svedese. Nella mia visita, colpiscono alcuni aspetti:
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Nessuna possibilità di girovagare ore tra showroom e magazzino: l’esposizione è selettiva -
La progettazione di ambienti domestici o lavorativi è il servizio di punta -
L’intero catalogo Ikea rimane accessibile per l’acquisto, ma solo tramite ordine online -
La presenza di totem digitali e QR code per gestire da sé il processo d’acquisto -
L’attenzione a nuove esigenze, con orari prolungati e servizi anche per l’utenza business, come la progettazione per uffici e negozi
Parlando con un addetto all’accoglienza, emerge come questo format sia stato concepito per diventare parte della routine di acquisto tra la spesa al supermercato e la palestra, con l’intento di rendere accessibile la consulenza Ikea in contesti cittadini e commerciali già altamente frequentati. La trasformazione non riguarda solo il layout, ma anche la modalità di interazione e la filosofia stessa della customer experience.
Assortimento ridotto e digitalizzazione tra aspettative e realtà
Chi arriva in questi nuovi punti vendita con le aspettative dei classici store Ikea rimane spesso spiazzato. L’assortimento fisico è davvero ridotto, limitato ad alcuni iconici arredi e a una manciata di complementi disponibili immediatamente. La maggior parte dei mobili, degli accessori e delle collezioni stagionali si può solo vedere su display digitali, oppure viene spiegato nella consulenza come ordinare tutto, scegliendo tempi e modalità di consegna. La mia curiosità era anche sul prodotto del momento che è la poltrona antistress Ikea, qui solo esposta ma da comprare online.
Questa scelta strategica dà la possibilità di accedere all’intera offerta del brand senza limiti di spazio, ma alla prova pratica presenta dei limiti: la sensazione per molti clienti, e la mia esperienza lo conferma, è che manchi quel piacere del vedere e toccare ogni prodotto, elemento caratteristico di Ikea. I totem digitali e i QR code sono intuitivi, ma non compensano completamente la fisicità dell’esperienza d’acquisto tradizionale.
Sul fronte della digitalizzazione, è indubbio che la migrazione verso l’online rappresenta una risposta alle nuove abitudini di consumo, ma comporta anche alcune criticità segnalate da altri visitatori. Le più frequenti sono:
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Obbligo di pagare la spedizione anche per gli ordini effettuati in negozio -
Impossibilità di ritirare immediatamente la maggior parte dei prodotti -
Processi che rischiano di rallentare qualora ci siano problemi sul sito o sulle piattaforme di acquisto
Un uomo in fila per la consulenza mi confida: Pensavo di acquistare un mobile e portarlo via subito, invece devo ordinarlo online e aspettare qualche giorno almeno. L’impressione finale è che l’esperienza dell’acquisto si sia fatta più razionale e meno emozionale: efficienza e rapidità, forse, ma a scapito della ricchezza di scelta immediata.
Il nuovo modello Plan & Order Point: vantaggi e limiti
Il format Plan & Order Point rappresenta un cambio radicale nel modo di intendere la presenza del marchio in città. I punti di forza secondo il personale stesso e alcuni clienti che ho intervistato, sono la rapidità della consulenza, la possibilità di progettare ambienti complessi con semplici appuntamenti e l’agilità nel visualizzare le soluzioni d’arredo tramite software 3D o con l’aiuto degli esperti di pianificazione.
Dal confronto con l’addetta alle vendite emerge con chiarezza come ogni cliente può accedere all’intero catalogo digitale, richiedere l’assistenza su misura e prenotare servizi di consegna personalizzati. In pratica:
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Si prenota un appuntamento per la consulenza gratuita -
Si simula il progetto di uno o più ambienti (cucina, salotto, camera, ufficio…) -
Si scoprono materiali, colori e alternative grazie all’esposizione ridotta, ma significativa, di campioni e finiture -
Si ordina tramite totem o con QR code, scegliendo tra consegna a domicilio o ritiro in punto esterno
Tra i limiti più evidenti del modello ci sono:
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L’assenza di acquisti impulso: niente carrelli pieni di accessori, biancheria o piccoli elettrodomestici da portare via subito -
L’obbligo di pianificare più che improvvisare, con tempi d’attesa che possono risultare scomodi per chi necessiti di un articolo in giornata -
Un’esperienza meno emozionale e più orientata alla funzionalità
Questi aspetti, secondo le opinioni raccolte tra chi frequenta il nuovo negozio, dividono i visitatori: c’è chi trova il modello di una comodità mai vista, in un contesto urbano ad alta densità e con poco tempo a disposizione, e chi invece sente la mancanza della scatola blu tradizionale con la sua atmosfera unica. Una signora mi racconta: ‘Ero venuta per comprare dei bicchieri e dei cuscini, ma non li ho trovati: mi hanno aiutato a ordinarli ma non è la stessa cosa.’
Clienti divisi: feedback, primi bilanci e reazioni dei visitatori
Nel primo periodo di apertura, i feedback raccolti dagli addetti variano moltissimo e dipendono anche dalle aspettative personali dei clienti. Chi apprezza la digitalizzazione e la rapidità del servizio trova il nuovo concept ideale per lo stile di vita urbano contemporaneo. Alcuni sottolineano il valore dell’appuntamento con esperti di arredo e dell’opportunità di accedere facilmente all’intero catalogo, con assistenza passo passo sulla progettazione di cucine, living e camere da letto. Altri clienti invece sono rimasti delusi dal basso livello di immediata disponibilità dei prodotti e dalla poca presenza di articoli iconici sugli scaffali.
Le principali reazioni dei visitatori possono essere così riassunte:
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Soddisfatti: chi lavora molto e ha poco tempo, chi cerca un servizio di progettazione rapido e chi abita vicino trova comodo non dover più recarsi fuori città per una consulenza Ikea. -
Perplessi: chi punta molto su risparmio e possibilità di portare via subito arredi, accessori e piccoli oggetti, trova limitazioni e costi (come la spedizione) poco graditi. -
Divisi: molti giovani apprezzano la tecnologia e la possibilità di personalizzare i progetti; le famiglie spesso rimpiangono gli spazi, i ristoranti interni, le zone gioco e lo shopping esperienziale dei vecchi Ikea.
Dott. Marco Castagna
Il Dott. Marco Castagna � un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up…
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