La questione abitativa è sotto i riflettori, in Italia come in Europa. Ma non è solo una questione di prezzi d’acquisto e canoni di affitto. Il concetto di qualità dell’abitare è articolato, e deve essere affrontato sotto diversi aspetti tanto dal legislatore quanto dagli operatori del settore, pubblici e privati. Da questo nasce l’Agenda dell’Abitare 2026, una roadmap in otto punti emersa dalla due giorni di Comunicare l’Abitare, think tank promosso da Casa Radio, svoltasi lo scorso 19 e 20 ottobre a Roma. Ecco quindi quali sono gli otto aspetti dell’abitare di qualità che saranno i sorvegliati speciali nei prossimi mesi.
Casa, il costo della qualità
Il punto di partenza della due giorni romana, che vedrà rinnovarsi l’appuntamento nell’ottobre 2027, è stato il sondaggio Comunicare l’Abitare 2026, che ha fotografato una domanda di qualità accompagnata dalla preoccupazione per i costi. Il 56,5% dei rispondenti si è detto disposto a pagare di più per un’abitazione certificata come salubre, efficiente e sicura, ma il 46,2% ha dato un giudizio basso alla sostenibilità del costo complessivo dell’abitare per una famiglia media nella propria città. E il 62,9% ha ritenuto poco conosciute, per nulla conosciute o confuse le competenze delle professioni della casa.
Da questi numeri è partito Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, che ha invitato a non ridurre il tema ai soli prezzi:
“Il sondaggio evidenzia che la questione abitativa non può essere ridotta al solo livello dei prezzi e dei canoni. Pesano l’adeguatezza dei redditi, la qualità del patrimonio edilizio, l’incertezza normativa e fiscale e la complessità delle procedure. È significativo, inoltre, che emerga una domanda di qualità delle abitazioni, accompagnata però dalla preoccupazione per i costi necessari a garantirla.
La risposta deve essere quella di favorire gli investimenti, incentivare la riqualificazione degli immobili e creare le condizioni per ampliare l’offerta abitativa. Servono politiche che incoraggino, non nuovi vincoli e ulteriori oneri per i proprietari”.
Salubrità degli spazi, il criterio di qualità “nascosto”
Qualità e salubrità sono state tra i temi principali trattati: qualità dell’aria indoor, muffe, radon, materiali e qualità delle acque sono stati affrontati insieme alle responsabilità tecniche, giuridiche e professionali di progettisti, tecnici, amministratori e proprietari. È il primo tema dell’Agenda, che chiede di inserire la salubrità fra i criteri di qualità, con la necessità di una conoscenza verificabile degli immobili e una collaborazione effettiva tra tutti i soggetti coinvolti.
Rigenerazione edilizia, cercasi certezza di regole e tempi
Lo sguardo si è poi spostato dagli edifici ai quartieri con il confronto sul rigenerare senza consumare suolo. Qui l’Agenda indica la priorità del patrimonio esistente: rendere praticabile il recupero di edifici, aree e spazi che possono tornare utili alla città, con regole comprensibili, tempi prevedibili e progetti capaci di unire fattibilità economica, qualità architettonica, servizi e accesso alla casa. Un tema che si lega all’ampliamento delle possibilità di accesso all’abitazione, tenendo insieme proprietà diffusa, locazione e nuove forme di offerta per famiglie, giovani e persone con esigenze diverse.
Sul fronte dell’offerta è intervenuto Federico Filippo Oriana, avvocato immobiliarista, presidente e amministratore delegato di Aspesi Unione Immobiliare e membro del Comitato scientifico di Comunicare l’Abitare, che ha indicato nella carenza di nuove costruzioni il nodo da sciogliere, riconoscendo anche una responsabilità del proprio settore sul piano della comunicazione:
“Il sondaggio 2026 sulle problematiche della casa in Italia commissionato da Comunicare l’Abitare offre interessanti spunti di valutazione proprio per le risposte variegate che ha registrato. Prevale la sensibilità al prezzo, per la ben nota problematica dei redditi reali non cresciuti in Italia negli ultimi 25 anni, ma non manca l’attenzione per la qualità abitativa e per l’efficienza energetica. Sulla prospettiva, assolutamente necessaria nelle grandi città, della rigenerazione urbana le idee sono confuse e circospette, ma questo dipende dal fatto che noi, mondo della trasformazione immobiliare, non abbiamo saputo comunicare bene questa esigenza del territorio italiano. Un elemento di fondo accomuna, tuttavia, queste risposte e offre anche la soluzione al problema della casa in Italia: occorre produrre più edifici nuovi per la vendita e l’affitto.
Disporre di molte nuove case determinerebbe automaticamente una diminuzione dei prezzi e un aumento significativo dell’efficienza energetica e ambientale media del patrimonio residenziale italiano”.
Comunicare l’abitare per agevolare la scelta giusta
Il tema della comunicazione è tornato nell’ultima parte della giornata, con la sessione dedicata al contributo di imprese, professionisti e istituzioni a un’agenda condivisa per l’abitare, che ha collegato materiali, tecnologie, progettazione e comunicazione lungo l’intero processo di realizzazione e gestione degli immobili. La consegna dei Tell Inhabit Awards 2026, dedicati alle migliori iniziative di comunicazione sull’abitare, ha ribadito quanto sia importante spiegare le competenze, rendere riconoscibili le prestazioni degli immobili e aiutare le persone a scegliere con consapevolezza.
Agenda dell’Abitare, gli altri temi all’attenzione degli operatori
Completano il quadro gli altri temi dell’Agenda: la sicurezza e la manutenzione nel tempo, che richiedono di collegare conoscenza del territorio, condizioni degli edifici, sicurezza degli impianti e protezione civile; la progettazione di quartieri accessibili, con percorsi sicuri, mobilità attiva, trasporto pubblico, servizi di prossimità e spazi collettivi pensati fin dall’inizio con gli abitanti; e un uso competente di intelligenza artificiale, BIM, digital twin e dati urbani, legato a bisogni concreti e a risultati verificabili. A tenere insieme tutti i punti è il principio della partecipazione: esserci, contribuire, agire.
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